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Secondo appuntamento
per parlare di #sviluppo_sostenibile tra #transizione_ecologica, #ambiente e #partecipazione_cittadina.

A cura di Francesco Mirra e Cosimo Parisi del PCI Eboli – Sez. M. Garuglieri

Eboli, una città grigia senza polmoni urbani. Disamina e proposte del PCI.
Ormai è diventato uno slogan: Eboli ha i monti, le colline, il fiume e i ruscelli, la pianura, il mare, ecc. ma ciò
non si traduce mai in misure e proposizioni politiche che mirino al rispetto e allo sviluppo di queste aree.
Eboli non ha i monti, le colline e tutti gli altri elementi. Eboli è i monti e tutti gli altri elementi naturali.
Siamo succubi di una società sadicamente devota alla cementificazione che si prostra alla triste scelta di
accettare il suono di un clacson piuttosto che quello di un usignolo.
Certo, queste dinamiche superano il contesto ebolitano, ma è pur vero che le varie amministrazioni che si
sono succedute non si sono mai interessate seriamente, per volontà o incapacità, alla questione ambientale.
Quando sottolineiamo che ad Eboli manca una cultura ambientale, denunciamo il fatto che mancano gli
elementi su cui costruirla. Non uno spazio verde, né un parco urbano davvero fruibile.
Il PCI si proietta quindi verso la conciliazione di queste due problematiche: la presenza di un’area degradata
e la mancanza di spazi verdi.
L’ex area Pezzullo è ad oggi un’onta (politica) che potrebbe trasformarsi in un’oasi nel cemento. Si
tratterebbe di un ponte tra il centro città e le strutture sportive e il resto del territorio.
Si tratta della prima goccia di quello che potrebbe diventare una rete di parchi urbani di quartiere che
migliorerebbero la qualità della vita dei cittadini. È provato da studi scientifici che la presenza di spazi verdi
ha un impatto positivo sulla salute fisica e mentale dei cittadini e favorisce i rapporti sociali, oltre che far
bene all’ambiente. L’attrattività della città potrebbe giovarne in termini di “economia di presenza”, ovvero
potrebbe convincere alcune persone a trasferirsi o anche solo a visitare Eboli.
Il discorso degli spazi verdi e della qualità ambientale non può essere separata da quella delle mobilità dolci.
Una nervatura cittadina e delle frazioni di piste ciclabili lungo gli assi principali si impone sempre più come
una necessità per affrontare le sfide di domani (aumento del prezzo del petrolio e misure per limitare
l’utilizzo delle auto) nonché ad assicurare una maggiore sicurezza dei ciclisti.
Una ZTL nel centro storico (e la proposizione di nuovi servizi) sarebbe una misura utile per preservare la
vivibilità e, perché no, favorire il turismo. La ZTL deve però accompagnarsi a misure di maggior controllo del
territorio al fine di garantire la sicurezza dei cittadini.
Questa è una società che si indigna e che punta il dito quando il danno è fatto, ma che s’interessa poco alla
prevenzione. Si tratta di rimboccarsi le mani e cercare di anticipare le incertezze causate dalle nostre azioni”