TUTTE LE NOVITA’ PER GLI INQUILINI DI UNITA’ ABITATIVE

 a cura di Antonio Rosamilia funzionario della Sicet-Cisl

A LUGLIO “RIAPERTURA” ANCHE PER GLI SFRATTI SENZA GARANZIA DEL PASSAGGIO DA CASA A CASA!
Dichiarazioni dei Segretari generali SUNIA, SICET, UNIAT ed Unione Inquilini
Il testo definitivamente approvato da Senato e Camera del Decreto Sostegni è deludente riguardo al grave problema dell’emergenza abitativa accresciuta in dimensioni eccezionali dalla crisi pandemica e dalle sue conseguenze economiche e sociali.
La scelta di Parlamento e Governo di procedere ad una mini- proroga delle esecuzioni degli sfratti per morosità, in larghissima parte incolpevole, lasciando fuori tutti i provvedimenti (che sono la maggioranza) emessi prima del 20 febbraio 2020, senza una cabina di regia per governare le esecuzioni anche con il passaggio da casa a casa, è sbagliata oltre che inefficace e pericolosa perché all’interno di un provvedimento che già nel suo titolo mira ai sostegni, non aiuta né gli inquilini in difficoltà a pagare l’affitto né i proprietari che non ricevono il corrispettivo.
Abbiamo da tempo sostenuto alcune proposte precise per risolvere il problema che interessa oltre 80.000 famiglie e che riguardano:
 stanziamento di ulteriori risorse al fondo di sostegno all’affitto e al fondo per la morosità incolpevole;
 incentivi alla rinegoziazione dei canoni;
 ristori ai proprietari che subiscono il ritardo nei canoni;
 misure di graduazione delle esecuzioni degli sfratti, attraverso uno stanziamento adeguato e diretto ai Comuni e anche utilizzando a tal fine le risorse dei fondi di sostegno all’affitto, per la morosità incolpevole ancora non ripartiti per il 2021 ed in parte anche per il 2020 oltre a quelli autonomi delle Regioni e dei Comuni nonché una ricognizione di alloggi pubblici disponibili;
 accelerare le procedure lente e obbligate a criteri farraginosi e inattuali per erogare contributi agli aventi diritto mentre l’esiguo contributo a fondo perduto previsto dal decreto 137/2020 e destinato al proprietario che diminuisce l’affitto è fermo in attesa del provvedimento dell’Agenzia delle Entrate;
 avviare concretamente cabine di regia a livello delle prefetture e dei comuni per produrre protocolli efficaci con le forze sociali rappresentative di inquilinato e proprietà finalizzati a fornire soluzioni di accompagnamento sociale, compatibili col grave momento del paese evitando il rischio di un conflitto sociale che può derivare da un massiccio ricorso ad esecuzioni forzate degli sfratti senza alternative per le famiglie estromesse, in un momento dove il paese è impegnato per la campagna vaccinale.
Di tutto questo il Decreto Sostegni non si è occupato limitandosi a restringere i margini della proroga che non risolvono il problema anzi lo aggraveranno se da ora a fine giugno non verrà concretamente affrontato, a partire dal prossimo Decreto Sostegni Due che il Governo si accinge a varare nei prossimi giorni e che deve tenere assolutamente conto delle esigenze rappresentate dalle famiglie che dovranno riconsegnare l’alloggio dal 1 luglio in assenza, fino a questo momento, di concrete garanzie del passaggio da casa a casa e adeguati contributi di sostegno economico.
Roma, 19 maggio 2021

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PRESIDIO UNITARIO
VENERDI 28 MAGGIO 2021 DALLE ORE 10.00
PRESSO LA SEDE ACER CAMPANIA
VIA DOMENICO MORELLI, 75 (CHIATAMONE), NAPOLI
PER DIRE
ALL’ IPOTESI DI UN AUMENTO INDISCRIMINATO
DEI CANONI DI LOCAZIONE DAL 1° LUGLIO
AI RITARDI PER GLI INTERVENTI DI MANUTENZIONE
ORDINARIA E STRAORDINARIA DEGLI ALLOGGI POPOLARI
AL BLOCCO E ALLA RIDUZIONE DEI SERVIZI ALL’UTENZA
ALL’ARROGANZA E AGLI ATTEGGIAMENTI ANTISINDACALI DEI VERTICI DELL’ACER
CHIEDIAMO SUBITO
 Una decisa inversione di rotta sulla gestione dell’immenso patrimonio pubblico;
 Lo sblocco delle attività gestionali dell’ACER Campania e dei cinque Dipartimenti Provinciali
(volture e regolarizzazioni contrattuali, piani di rateizzazione, acquisto alloggio, ecc.);
 Lo sblocco delle attività di manutenzione ordinaria e straordinaria del patrimonio pubblico, sempre
più nel degrado, con l’utilizzo delle risorse pubbliche stanziate per la riqualificazione del patrimonio
(fondi CIPE, ecobonus, sisma bonus, superbonus 110%, decreto sulla qualità dell’abitare, recovery
fund) attraverso la concertazione con le parti sociali per rilanciare l’Edilizia Residenziale Pubblica;
 Maggiore chiarezza sui piani vendita e sblocco immediato delle pratiche di acquisto già avviate;
 L’applicazione del regolamento sul recupero della morosità per dare la possibilità agli utenti di poter
rateizzare il proprio debito secondo la normativa regionale in vigore;
 Maggiore dotazione di personale nei Dipartimenti Provinciali, ormai sottorganico, per garantire i
servizi all’utenza;
 L’immediata CONVOCAZIONE di un tavolo di concertazione con le Organizzazioni di
rappresentanza dell’utenza per la definizione della carta dei diritti e dei doveri;
 La definizione di un Piano Casa e il rilancio dell’Edilizia Residenziale Pubblica.
Sono mesi che CHIEDIAMO una corretta applicazione dei regolamenti regionali e una svolta nella
gestione amministrativa. Purtroppo, ad oggi si registra un insopportabile immobilismo dei vertici
dell’ACER CAMPANIA preoccupati solo di far aumentare i canoni di locazione agli inquilini, i
quali, allo stato, subirebbero una doppia beffa:
SERVIZI SEMPRE PIÙ SCARSI E INCREMENTO INCONTROLLATO
DEI CANONI DI LOCAZIONE.

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A tutte le Strutture
Regionali e Territoriali
SICET
e p.c. Giulio Romani
Segretario Confederale
CISL
Roma, 20-5-2021
Prot.: 133
Oggetto: Legge di conversione “decreto sostegni 1”.
Si allega il testo della legge di conversione del decreto legge 41/2021, il c.d. “decreto sostegni 1”,
approvato definitivamente dal Parlamento ed in attesa di pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale.
Al riguardo segnaliamo innanzitutto l’articolo 40 quater che proroga la sospensione
dell’esecuzione degli sfratti per morosità e dei provvedimenti di rilascio degli immobili pignorati e
abitati dal debitore limitatamente ai provvedimenti giudiziari emessi dopo la dichiarazione dello
stato di emergenza causa Covid e più esattamente:
a) fino al 30 settembre 2021 per i provvedimenti di rilascio adottati fra il 28 febbraio 2020 e il 30
settembre 2020;
b) fino al 31 dicembre 2021 per i provvedimenti di rilascio adottati fra l’1 ottobre 2020 e il 30
giugno 2021.
Si osserva inoltre che, stante il tenore letterale della norma, la stessa risulta applicabile anche agli
sfratti per morosità relativi alle locazioni commerciali.
Passando dal piano tecnico ad una valutazione di tipo sindacale ci pare evidente che questa
distinzione fra sfratti ante e post pandemia è stata ampiamente sponsorizzata in base al presupposto
logico che solo la morosità insorta dopo la dichiarazione dello stato di emergenza può essere
riconducibile al Covid ed è quindi in qualche modo meritevole di un’ulteriore tutela.
Come Sicet riteniamo si tratti di un’impostazione sbagliata frutto di una grave sottovalutazione
delle ragioni di ordine economico e sociale che stanno alla base dell’emergenza sfratti, ragioni che
la pandemia ha semplicemente esasperato.

Inoltre, poiché il Covid non è stato ancora definitivamente sconfitto, non è stato considerato che il
rischio sanitario incombe sistematicamente su chiunque perda la casa senza avere altra adeguata
sistemazione e cioè indipendentemente da quando sia insorta la procedura e dalle ragioni del
mancato pagamento.
Diventa ora estremamente urgente l’istituzione presso le Prefetture di un tavolo per la graduazione
degli sfratti e di una “cabina di regia nazionale” coordinata dai Ministeri direttamente interessati per
monitorare l’istituzione e l’andamento dei tavoli costituiti localmente per la graduazione degli
sfratti.
Sempre in tema di sfratti per morosità segnaliamo l’articolo 6 septies comma 2° che allarga
l’ambito di applicazione della norma per cui i canoni di locazione non percepiti non concorrono a
formare reddito purché la mancata percezione sia provata dall’intimazione di sfratto o
dall’ingiunzione di pagamento; viene infatti previsto che la norma diventa applicabile a tutti i
canoni di locazione dovuti con decorrenza dall’01/01/2020 mentre in precedenza veniva fatto
riferimento unicamente ai contratti stipulati dall’01/01/2020.
Una particolare attenzione viene poi data alle locazioni commerciali dall’articolo 6 novies per cui
in caso di una significativa riduzione del fatturato causata dalle restrizioni sanitarie le parti sono
tenute a collaborare per la rideterminazione del canone di locazione.
Viene così recepita la tendenza di alcuni Tribunali (di cui vi abbiamo riferito con la nostra circolare
243/2020) ad invitare le parti ad una rinegoziazione del canone nel caso in cui il danno economico
determinato dalla pandemia implica la necessità di ristabilire un certo equilibrio fra prestazione e
controprestazione.
Viceversa, forse a causa anche delle scarse pronunce in questo senso sulle locazioni abitative (si
veda in proposito anche la nostra circolare 250/2020), non viene invece sancito alcun rinvio alla
rinegoziazione per gli inquilini del settore residenziale in ragione delle ripercussioni economiche sul
reddito familiare riconducibili alla pandemia.
L’impressione che la locazione ad uso abitativo sia vista sempre come l’ultima ruota del carro
aumenta con la lettura dell’articolo 40 ter che, modificando l’articolo 41 bis della legge 157/2019,
allenta i vincoli per la ristrutturazione dei mutui ipotecari per immobili oggetto di procedura
esecutiva.
Cosa sicuramente apprezzabile ma che induce nuovamente a pensare che forse qualcosa di più si
poteva fare anche per gli inquilini.
Del resto che sia tuttora operante una storica propensione della politica italiana ad affrontare la
questione abitativa incentivando l’acquisto in proprietà emerge anche dalle recenti dichiarazioni del
premier per cui sarebbe imminente un pacchetto di misure volte ad agevolare l’acquisizione della
prima casa da parte dei giovani.
A questo proposito osserviamo che ai giovani servirebbe soprattutto una casa con un affitto
compatibile con l’attuale livello dei salari che vengono corrisposti a coloro che entrano nel mercato
del lavoro.
Del resto proprio l’affitto consentirebbe a molti giovani da un lato di non indebitarsi per molti anni
per il pagamento delle rate di mutuo e dall’altro di muoversi più facilmente dove mano mano si
concretizzano le occasioni di lavoro.
Ad ogni modo tali misure in favore degli under36 devono ancora essere discusse e approvate dal
Parlamento.
Un caro saluto.
.
Nino Falotico
Segretario Generale
All.: n. 1
3
sede Nazionale
sito internet: www.sicet.it
. 06/4958701 . [email protected]
via Napoleone III, 6 – 00185 Roma
pec: [email protected]

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A LUGLIO RIAPERTURA ANCHE PER GLI SFRATTI…

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