LA SOLITUDINE NEMICA DEL SISTEMA IMMUNITARIO
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LA SOLITUDINE NEMICA DEL SISTEMA IMMUNITARIO

Il distanziamento sociale avvenuto a causa della pandemia sta avendo effetti devastanti, a volte invisibili, sull’organismo e sulla psiche dell’essere umano.

Se da un lato l’isolamento previene la trasmissione del virus e di altre patologie, dall’altro ha conseguenze maggiori. Secondo gli scienziati della Brigham Young University nello Utah, l’isolamento sociale aumenterebbe i rischi di mortalità, con depressione, malattie cardiache, demenza, infarto:  i contatti sociali riducono lo stress, l’obesità, allungano la vita e fanno bene al metabolismo; si basta pensare all’aumento dei suicidi in questo periodo di quarantena per capire che la situazione non è facile.

Chi fa uso smodato ( tipo 15 sigarette al giorno) di fumo o alcool, secondo i ricercatori è solo, ma la stessa solitudine è vissuta in maniera diversa da individuo a individuo, fattore anche l’età: un anziano e vedovo, per esempio, sentirà di più il peso dell’isolamento rispetto ad un adolescente. I ricercatori hanno esaminato oltre 300.000 persone, concludendo che “una più vasta rete sociale riduce del 50% il rischio di morte prematura”.

Purtroppo il corona-virus ha aumentato questo rischio, sconvolgendo le abitudini di chi cercava di combattere la solitudine con gli amici, con un caffè al bar, con i nipotini, con i genitori:quindi ovvio dirlo che parenti ed amici ci rendono più longevi. Ora più che mai dobbiamo essere forti e proteggerci non solo dal mostro del covid ma anche dalla sua alleata, la depressione.