Esplosi colpi di pistola a Giffoni Valle Piana nel marzo del 2019. Padre e figli imputati per “tentato omicidio” con arma da fuoco ed in concorso tra loro. Cade la premeditazione ed il Tribunale di Salerno assolve due dei tre imputati. Soddisfazione per lo Studio Legale Melella & Partners.
Il 14 luglio 2021 il Tribunale di Salerno, I sezione penale, II Collegio, presieduto dal Giudice Dr. Domenico Diograzia con a latere il Giudice, Dr.ssa Viviana Centola ed il Giudice Dr. Giuseppe Bosone, ha emesso il dispositivo con cui ha concluso un delicato procedimento durato tre anni.
Il giudizio aveva ad oggetto i fatti accaduti in Giffoni Valle Piana in data 6 marzo 2019 che portarono all’arresto del sig. N.L. (esecutore materiale) ed alla denuncia per i suoi due figli (istigatori) con l’imputazione di “tentato omicidio” in concorso tra loro, aggravato dall’uso di armi e dalla presunta premeditazione. Nonché per aver portato ed usato in luogo pubblico un’arma da valutare in continuazione col capo d’accusa precedente. Per il solo N.L. inoltre si aggiungeva l’imputazione per la detenzione illegittima di armi e munizioni rinvenute nella sua abitazione all’arrivo del Carabinieri la sera stessa degli accadimenti.
Si procedeva a seguito di denuncia-querela del sig. A.D.M., la parte offesa, sporta contro lo zio ed i cugini per aver esploso dei colpi d’arma da fuoco al proprio indirizzo mentre era intento a scappare dagli avventori con la propria autovettura; un colpo avrebbe attinto il parafango del veicolo. Il movente sarebbe legato a vecchie tensioni in famiglia e ad una colluttazione tra cugini avvenuta il giorno prima, in cui uno degli imputati era rimasto ferito.
All’arrivo dei Carabinieri presso l’abitazione degli imputati nell’immediatezza dei fatti N.L. non si opponeva all’arresto confessando in parte gli addebiti, escludendo da subito il coinvolgimento dei figli e consegnando sia l’arma utilizzata che altre armi e munizioni rinvenute nella propria abitazione detenute per finalità sportive e ludiche. Per gli inquirenti, tuttavia, stando alle dichiarazioni della parte offesa si riteneva sussistente il coinvolgimento anche dei ragazzi, al tempo dei fatti di 23 e 19 anni.
Concluso il dibattimento, dopo una ricca ed estenuante prova testimoniale ed altri accertamenti tecnici, tra cui la perizia balistica e l‘esame dei tabulati telefonici, il Pubblico Ministero, Dr. Carlo Rinaldi, confermava tutti i capi di
imputazione così come formulati e riteneva congrua la pena di anni 16 di reclusione in carcere per N.L.; di anni 14 per F.L. e di anni 13 e mesi 6 per G.L., chiedendo la condanna.
Ciononostante, con grande soddisfazione dello Studio Legale Melella & Partners, la tesi accusatorie non hanno trovato seguito e le richieste della Procura sono state disattese.
Il Team salernitano composto dall’Avv. Gioele Melella a difesa di tutti e tre gli imputati, coadiuvato, in qualità di co-difensore, dall’Avv. Giovanni De Maio per le posizioni dei soli ragazzi, F.L. e G.L., e con la collaborazione della giovane Avv.ssa Daniela Longo, al termine di una pregevole ed appassionata arringa finale dei difensori di fiducia, durata quasi tre ore, con brevi repliche del P.M., ha ottenuto un importante risultato, dimostrando grande professionalità e competenza.
Sono state accolte tutte le istanze difensive.
Venuta meno la premeditazione, ma resistendo l’aggravante ed il concorso di reati connessi all’uso dell’arma, è stata disposta la condanna del solo N.L. ad una pena estremamente contenuta, di 7 anni e mesi sei di reclusione per il “tentato omicidio”; cui si aggiunge la pena di anni 1 di reclusione e la multa di euro tremilacento per la detenzione illegittima di armi e munizioni.
Soprattutto è stato escluso a qualsiasi titolo il concorso personale dei figli L. F. e L. G. ritenuti estranei ai fatti, e pertanto, riconosciuta l’innocenza, è stata disposta per loro la piena assoluzione.
Si attendono con trepidazione le motivazioni della sentenza per conoscere le valutazioni dei Giudici.