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 Enrico Tortolani*

Enrico Tortolani
I fatti degli ultimi giorni segnano una brusca accelerazione nella vicenda che vede
protagonisti gli Avvocati salernitani nella rivendicazione di spazi storici per l’esercizio delle
funzioni istituzionali dell’Ordine Forense Distrettuale.
Il trasferimento di tutti gli uffici giudiziari alla nuova Cittadella, ha comportato il progressivo abbandono del vecchio Palazzo di Giustizia che con la sua mole neoclassica è rimasto vuoto simulacro di antiche vestigia, incombente sul corso Vittorio Emanuele, il salotto della Città.
Gli Avvocati del Foro salernitano, da quando il progetto della nuova cittadella è divenuto
realtà, hanno continuato a coltivare, con convinzione, il disegno di mantenere l’uso dei locali del vecchio palazzo, in particolare della mitica “Aula Parrilli” intitolata all’indimenticabile
Presidente Avv. Mario Parrilli e della biblioteca intitolata ad altra illustre figura del nostro
Foro: l’Avv. Camillo De Felice, per ivi continuare ad esercitare importanti funzioni istituzionali e di rappresentanza.
Tale disegno, che non ha perso la sua attualità – nonostante gli ultimi avvenimenti – non si
fonda solo su un vago sentimento di nostalgico desiderio; nè può essere qualificato come
un’ anacronistica rivendicazione: è la Storia che ha segnato quei luoghi a reclamare rispetto.
E prudenza, nel trattare cose e persone in una fase di evoluzione che immancabilmente può cambiare le vicende umane, ma non può travolgerle.
Oggi per richiamare alla memoria quella Storia ho scomodato uno dei decani del Foro, l’Avv. Enrico Giovine che con la sua naturale bonomia, è stato felice di rispolverare i ricordi:
“Avevo 22 anni quando sono entrato per la prima volta in quell’austero Palazzo. Non potrei immaginare l’Aula Parrilli senza le Toghe degli illustri Colleghi che l’hanno animata “.
“Negli anni dell’immediato dopoguerra, ancor prima di laurearmi, andavo in Corte di Assise per assistere alle memorabili arringhe del grande Avvocato ed oratore Alfredo De Marsico.
Rispettato ed ossequiato anche da chi non aveva mai militato nella sua parte politica, ed
anzi prendendo le distanze dal fascismo”.
Fra le tante battaglia politiche, l’Avvocatura salernitana annovera quella per l’istituzione nel nostro capoluogo, della Corte di Appello; battaglia durata almeno un ventennio, fino al 1986, e passata attraverso una tappa intermedia, non meno importante: l’istituzione della sede distaccata della Corte dipendente da quella di Napoli, nel 1968. “Un momento
particolarmente solenne – ricorda Enrico Giovine – fu la visita ufficiale al Tribunale di Salerno nel 1958, dell’allora Guardasigilli l’On. Gonella, proprio per rendersi conto della sussistenza delle condizioni per l’istituzione del nuovo ufficio giudiziario. In quell’occasione ci fu un memorabile intervento dell’Avv.Pietro De Ciccio, allora Presidente del Consiglio dell’Ordine”.
Ebbene, se Salerno ha avuto la sua Corte di Appello, affermando un ruolo centrale
nell’amministrazione della giustizia nella provincia, il merito va ascritto, per gran parte,
proprio all’Avvocatura, che ai giorni nostri, stenta ad ottenerne il riconoscimento.
L’incidente che ha visto protagonista il Presidente Avv. Silverio Sica e tutto il COA, in
occasione dell’ultima cerimonia di giuramento dei neo avvocati salernitani, quando è stato
loro sbarrato il passo, in un maldestro tentativo di vietarne l’ingresso al vecchio palazzo di
Giustizia, è un evento traumatico che disegna il margine dell’oblio in cui sono cadute quelle
antiche battaglie. Senza alcuna giustificazione sostanziale, e neanche procedurale.
Siamo quindi ad un punto di svolta. Tutti i nodi vengono al pettine, ed i rapporti tra
Avvocatura e Magistratura, nel nostro distretto, devono essere ridisegnati, nel reciproco
rispetto e nel riconoscimento dei rispettivi ruoli.
Pare che la riunione di ieri, 10/6, della Conferenza permanente presso la Corte di Appello
abbia riportato il sereno, incanalando nei giusti confini la dialettica tra tutte le componenti, ed aprendo ampi spiragli per la convivenza futura in quegli spazi, che gli Avvocati non
rinunceranno mai a rivendicare. La cronaca arida degli ultimi tempi, non potrà mai cancellare la Storia.
Ed in ogni caso, nessuno potrà scacciare questi Avvocati dal Palazzo di Giustizia, come i
mercanti furono scacciati dal Tempio.
*già Consigliere dell’Ordine degli Avvocati di Salerno