Ma il PD a Eboli o in Campania da chi è rappresentato? Chi ha scelto la candidatura di Luca Sgroia
prima e Capaccio dopo? Dove sono finiti i principi che hanno portato alla costituzione del PD?
Il PD in Campania dimostra ancora una volta la sua distanza dai cittadini, perché quello che doveva
essere uno strumento di apertura e partecipazione, un atto di democrazia su cui puntare, si è
trasformato in un espediente nelle mani di uno solo. Tra padre e figlio, il PD in Campania, è diventato
un’azienda a gestione familiare, ovviamente con il beneplacito della segreteria nazionale.
Il caos in cui è piombata la città di Eboli, dopo le vicende giudiziarie che hanno coinvolto l’ex sindaco,
doveva portare alla candidatura di uomini che lontani da interessi partitici fossero in grado di
sollevare una città, e non dei nomi che servivano solo alle segreterie dei partiti. Questa volontà
perseguita dai movimenti e gruppi di sinistra, in questi mesi è stata disattesa dal principale partito
di sinistra, che anche ad Eboli ha anteposto i propri interessi a quelli della buona politica.
Chi prima chi dopo, si è man mano allontanato da quel progetto di unione del centro sinistra, perché
l’interesse delle poltrone prevaricava sull’attuazione di idee e progetti per la città di Eboli.
Non è quindi la candidatura di Capaccio che porterà all’unione del centro sinistra, se alcuni lo
credevano si sbagliavano di grosso.
Noi di Dema continuiamo il cammino intrapreso un anno fa, con la partecipazione al progetto
politico “La Citta del Sele”, convinti che solo una città dai confini allargati potrà cogliere le
opportunità di sviluppo delle attività industriali, agricole, commerciali e turistiche che offre il nostro
vasto territorio. Solo così Eboli dopo mesi di grigiore politico e istituzionale, potrà tornare ad avere
un ruolo centrale nella politica di sviluppo della Piana del Sele.