Posted on

La città di Eboli ha ritrovato il suo illustre figlio di sangue solo da qualche decennio da quando cioè, nel 2003, un appassionato di storia locale lo ha strappato da un colpevole oblio.
Umberto Amedeo Alfredo Arturo Alcibiade Nobile fa riferimento alla città di Eboli solo nel suo libro “La tenda rossa” quando cioè parla dei genitori Vincenzo e Maria la Torraca e del fratello Donato nati proprio qui ad Eboli. Parla del padre come responsabile dell’ufficio del registro di Eboli che per motivi di lavoro venne trasferito in diverse sedi, come può ben desumersi dai luoghi di nascita degli altri fratelli e sorelle. Questo è l’unico cenno che viene fatto da Nobile alla cittadina del salernitano.

GENERALE UMBERTO NOBILE

Non volendo certamente sminuire l’importanza sociale della famiglia Nobile ad Eboli, per verità storica dobbiamo smentire, documenti alla mano, quel che compare su qualche sito internet dove si parla del generale Umberto Nobile. Non è dato sapere quale sia stata la fonte che abbia ispirato colui che su Wikipedia – poi ripresa anche dalla Treccani – ha scritto che il padre “era nato Vincenzo Nicolò Francesco Nobile delle Piane, discendente di un ramo cadetto della nobile famiglia Delle Piane stabilitosi nell’Italia meridionale (con ramificazioni anche in Calabria e in Puglia, nel barese) che, fedele ai Borbone, rifiutarono i Savoia, e furono quindi privati del titolo nobiliare. Il cognome Nobile venne modificato per ricordare la storica appartenenza all’aristocrazia; suo nonno Roberto Carlo Ferdinando Nobile delle Piane dei marchesi di Valceronia era stato ciambellano alla corte di re Francesco II delle Due Sicilie”. Per quel che ci riguarda non vi è alcun documento che attesti ciò. Uno storico ebolitano, Paolo Sgroia, ha ricostruito sapientemente l’albero genealogico della famiglia Nobile spostandosi indietro nel tempo fino a circa la metà del 1700. Tra gli avi del generale Umberto Nobile non compare alcun riferimento alla famiglia Delle Piane né ad alcuna origine nobiliare. Sono tutte figure legate alla piccola borghesia terriera locale e al mondo dell’impiego pubblico che alla metà del 1800 stava soppiantando il mondo dei latifondisti (il padre Vincenzo era commesso gerente dell’Ufficio del Registro, il nonno paterno Liborio era usciere comunale, il bisnonno paterno Vincenzo era un contadino, il nonno materno Giovanni La Torraca era proprietario terriero, il bisnonno materno Donato era contadino).
Sapientemente la famiglia Nobile, come tante altre in città, grazie ai percorsi di studio assicurati ai figli, riuscì ad emanciparsi (i maschi continuarono gli studi fino alla laurea – Donato, laureato in legge, Umberto in ingegnere meccanica ed aeronautica ed il fratello Amedeo laureato in fisica – mentre le donne continuarono gli studi fino alle scuole superiori sposando in seguito dei professionisti).
Pochi sanno che il generale Nobile aveva perso un fratello, Alfredo Arturo Alcibiade nato il 21 novembre 1879 a Salerno e morto il 19 luglio 1881, all’età di 1 anni, a Lauro (AV) ed una sorella Adele Bianca Clodilde Ester Ida nata il 26 giugno 1881, a Lauro (AV) e morta il 18 marzo 1884, all’età di 2 anni, sempre a Lauro (AV).
In maniera molto sintetica, volendo collegare la figura del generale Nobile alla città di Eboli, devo ritornare indietro di qualche anno ossia al 2003 quando, durante delle ricerche d’archivio per un libro che stavo scrivendo sulla storia di Eboli, mi sono imbattuto in numerose delibere consiliari e di giunta nelle quali si parlava proprio della venuta ad Eboli del generale Umberto Nobile all’indomani della prima spedizione polare.
Ho acquisito presso la biblioteca comunale di Eboli sia copia delle delibere di cui ho detto ma anche altro materiale prodotto in quel periodo – stiamo parlando del 1926 – tra le quali le meravigliose foto dell’archivio Gallotta. Dopo aver acquistato numerosi libri sull’argomento, riviste, giornali dell’epoca tanto altro ancora decisi di scrivere il libro al quale ho fatto cenno prima.
Non so per quale favorevole congiuntura astrale nel periodo in cui stavo scrivendo il mio libro sul Nobile sui canali televisivi venivano mandati numerosi documentari che parlavano proprio delle spedizioni polari ed in particolare delle due spedizioni del generale Umberto Nobile, filmati che ho opportunamente registrato e conservato nel mio archivio personale a disposizione di chi vorrà utilizzarli.
Nel periodo in cui stavo scrivendo il libro mi sono attivato con gli amici dell’associazione della quale facevo parte e abbiamo organizzato diversi eventi proprio per ricordare la figura del trasvolatore, nostro concittadino di sangue.


Abbiamo, quindi, organizzato diversi convegni, abbiamo incontrato centinaia di studenti delle scuole di ogni ordine e grado presenti sul territorio, abbiamo organizzato su una radio locale un programma radiofonico in due puntate che, a detta dei tecnici, fu seguitissima. In tale circostanza riuscimmo ad intervistare radiofonicamente la figlia del generale, la signora Maria, il giornalista Gianni Bisiach che negli anni 60 lo aveva intervistato in RAI, l’onorevole Abdon Alinovi amico di famiglia che seguì Nobile nei vari spostamenti nella provincia di Salerno ed Avellino durante il periodo vennero eletti i componenti alla Costituente ed un allievo del prof. Nobile.
Gli eventi sono poi continuati con la posa di una lapide agli inizi di via Umberto Nobile ad Ebol- inaugurata il 15 agosto del 1926 – lapide che venne scoperta dall’allora comandante del museo galleggiante Krassin, che ricordiamo essere il rompighiaccio russo che soccorse i naufraghi della tenda rossa, ed una seconda lapide venne collocata qualche anno dopo in via Ripa sempre ad Eboli sulla facciata del palazzo dei nonni materni del generale Nobile, la famiglia La Torraca.
Quando la delegazione russa fu ospite ad Eboli questi ci fecero dono di un filmato inedito, originalissimo, il quale riproduceva le operazioni di salvataggio dei componenti della tenda rossa girato da un componente dell’equipaggio del rompighiacci quindi dall’ottica dei soccorritori.
Quando una delegazione ebolitana si recò a San Pietroburgo proprio sul rompighiacci Krassin venne organizzata una serata in onore del generale con una mostra fotografica e con la presentazione del libro “Il sole a mezzanotte”. La giornata si concluse con una rappresentazione teatrale di un bravissimo attore torinese che raccontò proprio le vicende legate al disastro del 1928. Pur parlando esclusivamente in italiano, grazie alla grande capacità mimica, il pubblico presente comprese in pieno tutto quello che stava raccontando e alla fine dello spettacolo fu accolto con grandissimo entusiasmo da parte dei presenti.
Abbiamo cercato, inutilmente, di proporre il nome del generale Umberto Nobile per l’aeroporto di Salerno che attualmente porta il nome di Costa d’Amalfi.
Abbiamo dedicato l’aula magna dell’Istituto tecnico industriale, sezione aeronautica, di Eboli alla figura del generale Umberto Nobile dove all’ingresso è stata collocata una targa a ricordo.
Durante un grande evento pubblico organizzammo un convegno intorno alla figura di Nobile e al tavolo dei relatori furono stati invitati il nipote del generale, Umberto Schettino Nobile, ma anche uno dei suoi migliori allievi all’università di Napoli, l’ingegner Luigi Pascale ed altri ancora. Molti discendenti erano presenti tra il pubblico. In quell’occasione venne proiettato, grazie ad un programma di simulazione, il volo del dirigibile Norge facendo rivivere al numeroso pubblico presente delle sensazioni fortissime. A corollario di tale convegno era stata organizzata una mostra di libri e pubblicazioni varie, tra questi spiccava la copia originale del brogliaccio del dirigibile Norge, tutto materiale gentilmente messo a disposizione dal professor Francesco Lauro di Lauro. Nei giorni in cui la mostra rimase aperta, migliata tra studenti e cittadini la visitarono: un vero successo.
Nelle scuole di primo grado le maestre hanno dedicato intere lezioni intorno a questa figura eroica, gli alunni hanno prodotto degli scritti, i bambini hanno fatto disegni che sono stati successivamente esposti e presentati in una cerimonia ufficiale nella piazza centrale di Eboli.
Il legame di Nobile con la città di Eboli è stato molto forte perché, come ci hanno raccontato alcuni discendenti, da bambino, durante le festività più importanti e la pausa scolastica, con la famiglia veniva proprio qui a trascorrervi le vacanze. Questo legame è continuato nel tempo anche perché aveva conservato un legame strettissimo con la cugina Erminia con la quale aveva e manteneva contatti continui. Negli anni 60 del 900 molti lo ricordano qui ad Eboli a passeggiare lungo il viale principale con amici e parenti. Aveva un legame fortissimo con i nipoti e non furono rare le occasioni in cui il generale si offrì per aiutarli economicamente.
Qualche anno dopo, con la nuova amministrazione comunale, abbiamo immaginato una rassegna culturale nella quale sono state organizzate giornate tematiche sui personaggi illustri ebolitani. Tra questi, ovviamente, abbiamo incluso anche la figura del generale Nobile, come figlio di sangue essendo nato, come sappiano, nel 1885 a Lauro (AV).


I diversi convegni organizzati hanno avuto un enorme successo poiché gli incontri erano stati concepiti come un punto di partenza per aprirsi ad altre realtà. Abbiamo così organizzato un incontro nel quale abbiamo posto a confronto la figura del generale Nobile con il suo dirigibile “il più leggero dell’aria“ con un altro personaggio del territorio Mario Sansone, che fece parte del primo nucleo di piloti acrobatici poi divenuti le Frecce tricolori; un altro incontro ci ha permesso di incontrare l’allora responsabile del dipartimento aerospaziale dell’Università Federico II di Napoli, dipartimento che venne fondato proprio dal generale Nobile. Un terzo incontro ha visto protagonista una compagnia teatrale amatoriale Eboli che ha proposto nel nostro museo archeologico la storia del nostro generale.
Un legame fortissimo si è creato con la città di Lauro e con gli amici che orbitano intorno alla figura del generale e del museo. Con loro, sia ad Eboli che al Lauro sono stati organizzati degli incontri estremamente interessanti.
Quando venne pubblicato il mio secondo libro “Dalla neve e dal fuoco” relativa alla prima spedizione polare, avevo avuto tra le mani la copia originale del brogliaccio del dirigibile Norge e provvidi a riprodurne copia anastatica.
Questa fu una circostanza fortuita poiché tutto coincise con l’incendio alla Città della Scienza a Napoli avvenuto il 4 marzo 2012 dove, in occasione di una mostra dedicata all’esploratore Nansen, erano stati esposti alcuni cimeli provenienti dal museo di Lauro e tra questi proprio l’originale del brogliaccio. Se oggi è possibile avere una copia che riproduce i colori dell’originale è proprio grazie a quella fortuita occasione (una nota di curiosità: il primo libro che Nobile lesse sui viaggi al Polo Nord fu Fra ghiacci e tenebre di Fridtjof Nansen).
Da due anni tutto si è fermato per problemi legati alla pandemia.
I progetti non mancano e sicuramente avremo la possibilità di continuare a far conoscere questa figura eccezionale che papa Pio XI definì il “Cristoforo Colombo del XX secolo”.

https://www.shadowofnorge.eu/en/

95-YEARS-AGO_F

Lauro