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IL TRAGICO DESTINO DI PEPPINO IMPASTATO ED ALDO MORO

E’ maggio, il quinto mese del calendario, il maggio di Giosuè Carducci che “risveglia i nidi, risveglia i cuori; porta le ortiche e i fiori, i serpi e l’usignol.»  E’ maggio  del 1978 quando due simboli di una lotta mai cessata, sono messi a tacere dalla serpe della Mafia: fra ortiche, fiori e usignoli, i loro corpi giacciono in una bara. E’ il 09 maggio quando un tragico destino unisce Peppino Impastato e Aldo Moro: uno fu fatto esplodere sui binari della linea ferroviaria Palermo-Trapani, l’altro fu ritrovato morto in un baule di una Renault 4 rossa. Dal 2007 questa data è dedicata a tutte le vittime di mafia, poiché è doveroso ricordare il coraggio che hanno avuto questi due uomini, morti per aver cercato di rendere il nostro paese un posto migliore.

 

ALDO MORO– Il 16 marzo 1978, l’auto su cui viaggiava il presidente della Democrazia Cristiana venne intercettata dalle Brigate Rosse, che a sangue freddo, uccisero gli uomini della scorta (Domenico Ricci, Oreste Leonardi, Raffaele Iozzino, Giulio Rivera, Francesco Zizzi) e sequestrarono Aldo Moro. Dopo una lunga prigionia, il suo cadavere fu ritrovato nel baule di una Renault 4 rossa, segnalato dal brigatista Valerio Morucci.

 

GIUSEPPE IMPASTATOGiuseppe, detto Peppino, era un palermitano di Cinisi, proveniente da una famiglia mafiosa ma lui con la mafia non voleva averci a che fare, e così tagliò i rapporti col padre. Fondò Radio Out, radio indipendente che denunciava tutte le attività mafiose di Cinisi e Terracini. Nel 1978 si candidò alle elezioni, nella Democrazia Proletaria, ma la notte fra l’8 e il 9, Peppino venne imbottito di tritolo e fatto saltare in aria sui binari della stazione. All’inizio la sua morte venne scambiata per suicidio e il caso Moro la oscurò, ma grazie alla tenacia di Felicia Impastato, madre di Peppino e, del fratello Giovanni, nel 1984 il Tribunale di Palermo riconobbe l’omicidio di stampo mafioso. Toccante è il film di Marco Tullio Giordana, del 2000, dedicato ad Impastato: bellissima è la canzone dei Modena City Ramblers, I cento passi, che è anche il titolo del film.