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INAUGURAZIONI A PIOGGIA E SOSPETTE. Ca nisciun è fess… soprattutto gli Ebolitani.
È stato annunciato l’ennesimo taglio del nastro, questa volta per il Rione della Pace, un intervento che ha già suscitato osservazioni critiche da parte dei residenti e degli operatori del quartiere. Con senso di responsabilità istituzionale ritengo necessario riportare l’attenzione sui fatti e sulle problematiche che questo intervento urbanistico continua a mostrare. L’annuncio di una nuova inaugurazione in coincidenza con la conclusione della campagna elettorale solleva legittime perplessità riguardo alla trasparenza amministrativa e alla corretta programmazione degli interventi. La normativa sul funzionamento degli enti locali, in particolare il Testo Unico Enti Locali D Lgs 267 del 2000 articoli 50 e 107, insieme alla disciplina sulla comunicazione istituzionale in periodo preelettorale prevista dalla legge 28 del 2000, richiama alla neutralità, alla continuità e alla sobrietà dell’azione amministrativa. La presentazione pubblica di opere non concluse o calendarizzate in modo tale da influenzare la percezione dei cittadini compromette la credibilità istituzionale. La comunità merita informazioni basate su fatti reali e non iniziative finalizzate a ottenere consenso immediato. Gli Ebolitani lo hanno già capito. Un’opera pubblica deve essere mostrata ai cittadini solo quando realmente fruibile e solo dopo un confronto serio con la comunità. Da mesi i residenti segnalano la presenza di cantieri non adeguatamente delimitati e ostacoli alla circolazione pedonale e veicolare. Tali condizioni sono contrarie alle prescrizioni del Codice della Strada articolo 21 e alle norme sui cantieri temporanei e mobili del D Lgs 81 del 2008 Titolo IV. Una riqualificazione deve migliorare l’accessibilità urbana. Restano invece irrisolte criticità come l’assenza di percorsi pedonali alternativi sicuri richiesti dal D M 236 del 1989 e dal D P R 503 del 1996. In più, marciapiedi recintati o non completati costringono pedoni e persone con disabilità a muoversi sulla carreggiata. Persistono scalini e dislivelli davanti ai portoni e una riduzione dei posti auto dovuta a scelte progettuali che ignorano i criteri del Piano Urbano della Mobilità Sostenibile PUMS e i principi della progettazione universale richiamati dalla Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità ratificata con legge 18 del 2009. Per settimane l’illuminazione pubblica è stata insufficiente soprattutto nell’area del mercato. Ciò contrasta con le norme tecniche sull’illuminazione urbana contenute nel decreto del Ministero dell’Ambiente del 27 settembre 2017 e con gli obblighi di sicurezza richiamati dal D Lgs 81 del 2008 per tutte le fasi di un cantiere. Una gestione corretta avrebbe impedito questi disservizi. La zona del mercato rimane una delle aree più problematiche. La scarsa illuminazione, il traffico serale intenso e la percezione diffusa di abbandono segnalata dai residenti mostrano chiaramente che non si può parlare di riqualificazione conclusa. Il Rione della Pace merita un intervento serio, completo, funzionale e costruito in modo realmente trasparente con la cittadinanza. Le opere pubbliche non devono diventare eventi mediatici ma strumenti concreti per migliorare la vita quotidiana delle persone. La buona amministrazione si misura sulla qualità delle opere, sulla sicurezza dei residenti e sulla chiarezza delle scelte operative. Non sul numero delle inaugurazioni.

Scritto da: Marco Naponiello
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