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EBOLI : OCCORRE PRENDERE ATTO DELLA FINE DI UNA ESPERIENZA AMMINISTRATIVA, E COSTRUIRE UNA PROPOSTA ALTERNATIVA CHE AD OGGI FATICA AD EMERGERE. IL RISCHIO CONCRETO DI UN CATASTROFICO RITORNO AL PASSATO. NESSUNO A SINISTRA POTREBBE RITENERSI ESENTE DA COLPE! di Gerardo Rosania
Che l’esperienza di governo cittadino del Sindaco Conte sia, tristemente, giunta al capolinea, e non da oggi, credo sia ormai sotto gli occhi di tutti! Sarebbe interessante approfondirne le motivazioni politiche, capire gli interessi in gioco, il perché del dilaniarsi di una maggioranza che ha vinto le elezioni e che avrebbe dovuto rappresentare la discontinuità rispetto a precedenti amministrazioni. Sarebbe troppo lungo! Qui mi limito a dire che il primo fallimento della Amministrazione Conte è stata proprio la incapacità (o impossibilità) a dare quel segno di cambiamento che era dovuto alla Città. A questo si è aggiunta la incapacità di mettere mano alle grandi questioni che da tempo persistono su Eboli e più volte elencate: PUC, Area Pezzullo, Fascia Costiera, Centro Antico, Mobilità, Collocazione nella Piana, Sanità ecc. ecc. Idee? Proposte? Credo che da Sinistra in questi anni ne siano venute abbondantemente! Purtroppo inascoltate! Al fondo, poi, rimane una legge elettorale comunale malsana, che ha agevolato la scomparsa dei partiti ridotti a meri comitati elettorali. Ma questo è un dato nazionale, su cui anche la Sinistra, nel suo complesso (non salvo nessuno!), fatica a riflettere. Ad Eboli ora si ripropone una antica, e rivoluzionaria, questione: “Che fare”? Tutti a casa? Certo è una opzione! Quella più plausibile, ma, mi si consentirà, anche quella più semplicistica. Si era prospettato al Sindaco uno scenario di lavoro su 4/5 grandi questioni (fra quelle sopra elencate!) da qui a fine legislatura, senza porre il problema di entrare in maggioranza o meno, ma ponendo, di fatto, il Consiglio Comunale nel suo complesso al centro della azione amministrativa per non rischiare finanziamenti ed opportunità. Esattamente il contrario di ciò su cui, sembra, si stia lavorando nel tentativo di uscire dall’imbarazzante “empasse” in cui si trova la maggioranza di governo. Se la soluzione va ricercata nella sostituzione di qualche assessore, con indicazione di nomi, semmai anche da forze esterne, vuol dire che non si è in condizione di gestire la situazione creatasi. Riproporre vecchie liturgie e, mi permetto di dire, logori metodi, significa negare la gravità della situazione sociale ed economica in cui versa Eboli. E non da oggi! Il Sindaco è capace, in queste prossime due settimane, di dare quel forte segno di discontinuità che necessita e che da più parti viene richiesto? A questo punto devo confessare che a me non sembra. Se questo è il quadro credo che le cose peggiori sarebbero: proseguire in una sorta di “galleggiamento” improduttivo; un lungo commissariamento del Comune. Rappresenterebbero entrambe un danno irreversibile per Eboli. È preferibile, allora, che il Sindaco rassegni le dimissioni immediate (entro una decina di giorni, non oltre!) per il ritorno al voto entro questa primavera (la data possibile sembra essere individuata nella fine di maggio!). Questo scenario riapre un’altra, atavica, questione alla mia area politica: la Sinistra locale. Ad oggi, fra ambiguità e chiusure, per ora a me non sembra di vedere aperto alcun momento di confronto con la città. La questione da porre con chiarezza a Sinistra è: “La Sinistra di questa città si pone il problema del governo cittadino o no?”. Dalla risposta a questa, che sembra semplice domanda, ne discende la strategia da seguire. Se la risposta è negativa, allora va bene (anzi benissimo!) quello che si è fatto fino ad oggi nell’arcipelago di quella area. Se la risposta è positiva, allora probabilmente occorrerebbe uscire da ambiguità tese ad “annacquare” le proposte e da chiusure improduttive tese più ad escludere che ad includere, e porsi il problema di aprire il confronto su un programma capace di capovolgere letteralmente la città con scelte forti, senza paure. Confrontarsi con soggetti politici, sociali, con culture, professionalità, istanze presenti sul territorio, operatori economici, organizzazioni sindacali, fasce sociali e demografiche, per verificare la fondatezza di quelle proposte ed eventualmente arricchirle. E per essere chiaro, a me non interessa impelagarmi nei contorcimenti intestini di un partito come il PD. Per quanto mi riguarda non c’è né il tempo né la voglia. Se ci sono soggetti interessati le porte, a mio avviso, dovrebbero essere aperte. Per come è ridotta Eboli non è più il tempo delle “mezze misure”. Ma le proposte vanno offerte al dibattito pubblico, non coltivate al proprio interno (non serve). Il rischio, va detto senza remore, è che una Sinistra che si chiama fuori per non sporcarsi le mani, o che pavidamente si nasconde, apra le porte ad un ritorno alla catastrofe di un passato che incombe, per completare un lavoro di “demolizione” della città a suo tempo avviato. Se questo avvenisse, io credo, nessuno potrebbe chiamarsi fuori dalle responsabilità! Nessuno potrebbe ritenere di “non essere coinvolto”. Nessuno potrebbe dire “di non sapere”! Concludo dicendo semplicemente: I TEMPI SONO STRETTISSIMI!
Scritto da: Marco Naponiello
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