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Il cervello sogna a occhi aperti: il confine invisibile tra veglia e sonno

today7 Maggio 2026 48 5

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Il cervello sogna a occhi aperti: il confine invisibile tra veglia e sonno

C’è un’idea radicata nella nostra esperienza quotidiana: da una parte la veglia, lucida e razionale, dall’altra il sonno, popolato da immagini strane e illogiche. Una recente ricerca del Paris Brain Institute, riportata da Neuroscience News, mette in discussione questa distinzione apparentemente netta, suggerendo che il nostro cervello non rispetta confini così rigidi.

Secondo lo studio, ciò che chiamiamo “sognare” non è un fenomeno confinato alla notte, ma una modalità di funzionamento mentale che può emergere anche mentre siamo perfettamente svegli. I ricercatori hanno osservato come, durante la transizione tra veglia e sonno, il cervello attraversi diversi stati mentali che non dipendono tanto dal livello di coscienza quanto dal modo in cui le diverse aree cerebrali comunicano tra loro.

Attraverso un esperimento ispirato a Thomas Edison, i partecipanti venivano svegliati proprio nel momento in cui stavano per addormentarsi, così da poter descrivere i loro pensieri immediati. Ciò che è emerso è sorprendente: esistono almeno quattro tipi distinti di contenuti mentali, che vanno dai ricordi frammentari alla pianificazione razionale, fino a stati più bizzarri e onirici. Tali stati possono manifestarsi in qualsiasi momento, non solo durante il sonno.

Il dato più interessante riguarda proprio quello stato definito “onirico”, caratterizzato da immagini vivide, strane e apparentemente prive di logica. Questo tipo di esperienza, che normalmente associamo ai sogni, è stato rilevato anche in persone completamente sveglie. In altre parole, il cervello può “sognare” anche mentre siamo coscienti, senza che ce ne rendiamo conto.

Alla base di codesto fenomeno c’è una specifica dinamica neurale: una riduzione della connettività tra le aree frontali, responsabili del ragionamento, e quelle occipitali, legate alla percezione visiva. Quando il collegamento si indebolisce, il controllo logico si allenta e le immagini mentali possono emergere in modo più libero, proprio come accade nei sogni.

La scoperta cambia il modo in cui interpretiamo non solo il sonno, ma anche la nostra vita mentale quotidiana. I momenti in cui la mente vaga, le fantasie improvvise o i pensieri strani che a volte affiorano durante il giorno potrebbero non essere semplici distrazioni, ma vere e proprie incursioni in uno stato simile al sogno.

C’è anche un risvolto clinico importante. Alcune persone affette da insonnia dichiarano di non dormire affatto, nonostante i dati medici dimostrino il contrario. Lo studio suggerisce che queste persone potrebbero trovarsi spesso in uno stato mentale fortemente connesso all’ambiente esterno, che fa percepire il sonno come veglia. Non è quindi solo una questione di dormire o meno, ma di come il cervello vive e costruisce l’esperienza del sonno.

Questa ricerca ci invita a riconsiderare una convinzione fondamentale: la nostra mente non è divisa in compartimenti stagni. Veglia e sonno non sono mondi separati, ma estremi di un continuum in cui pensieri razionali e immagini oniriche convivono, si sovrappongono e si alternano. In tale zona di confine si nasconde una delle chiavi più profonde della creatività e della coscienza umana.

Di Chiara Vergani

Scritto da: Marco Naponiello

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