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Caos mobilità all’Epitaffio: tra rotatorie e promesse di riqualificazione, residenti e pedoni ancora ostaggi del traffico.
Un nodo nevralgico, una porta d’ingresso della città che troppo spesso si trasforma in un imbuto infernale. La zona dell’Epitaffio, punto strategico che collega Eboli alla Statale 19, al comune di Campagna e alle aree limitrofe, continua a far discutere. Nonostante i tentativi di ammodernamento e i piani urbanistici messi in campo dalle varie amministrazioni comunali della città, la quotidianità di chi vive e transita in questo quartiere resta segnata da code chilometriche, smog e condizioni di seria pericolosità. La storia recente dell’area ha visto un importante tentativo di svolta grazie alle risorse sbloccate dal “Piano Città”. Quei fondi hanno permesso di eliminare due degli incroci a raso storicamente più pericolosi all’ingresso Sud di Eboli, sostituendoli con altrettante rotatorie definitive: una all’innesto tra la Statale 19 e l’asse viario, l’altra all’altezza del bivio con via Ugo Foscolo, la strada che conduce al cimitero comunale. Se l’obiettivo di rallentare la velocità nei punti d’innesto critici è stato in parte raggiunto, il problema della fluidità complessiva del traffico è tutt’altro che risolto. Negli ultimi mesi del 2025, il Comune ha approvato un ulteriore piano di riqualificazione per via del Grano e via Piante Cesareo, finanziato proprio con i residui del Piano Città. Un progetto che punta a migliorare la sicurezza e la mobilità pedonale, garantendo percorsi accessibili anche alle persone con disabilità. Ma mentre si attende che i cantieri aprano e portino i frutti sperati, la realtà odierna racconta un’altra storia. In qualsiasi momento della giornata, l’Epitaffio si trasforma in un tappeto di lamiere. Le lunghe file di auto esasperano gli automobilisti e paralizzano i collegamenti, creando code che nei momenti di picco si snodano fino alla salita per la SS91 verso Campagna e lungo la direttrice per la zona Casarsa. A peggiorare il quadro c’è il recente sviluppo commerciale dell’area. Stanno sorgendo nuove strutture che attirano ogni giorno centinaia di cittadini ebolitani e dei paesi vicini, ma lo sviluppo urbanistico non è andato di pari passo con la sicurezza. L’assenza cronica di marciapiedi adeguati rende l’attraversamento pedonale una vera e propria roulette russa. I clienti delle attività e i residenti sono costretti a camminare a bordo strada, sfiorati dalle auto in coda o in accelerazione. La paralisi dell’Epitaffio si ripercuote pesantemente anche sui collegamenti interni. Raggiungere località come contrada Sant’Andrea è oggi un vero e proprio sacrificio. “Per anni abbiamo chiesto una soluzione alternativa – racconta amaramente un residente della zona – Si era discusso a lungo di un progetto per una strada di collegamento collinare che, passando attraverso la zona di Santa Croce, ci avrebbe permesso di raggiungere Sant’Andrea senza passare dal centro. Ma quel piano è rimasto sepolto nei cassetti del Comune, un miraggio per noi che aspettavamo quello che ormai definiamo ‘un miracolo’. Il risultato? Oggi, per andare da una parte all’altra, dobbiamo circumnavigare l’intera città per poi rimanere inevitabilmente impelagati e intrappolati nel traffico dell’Epitaffio. Siamo stanchi”. La voce del quartiere è sempre la stessa, alzandosi forte: “Basta abbandono”. Per tantissimo tempo gli abitanti di questa fetta di territorio si sono sentiti lasciati nell’abbandono e, oggi più che mai, fanno sentire la loro voce. “Le rotatorie hanno tolto i pericoli storici dei vecchi incroci, e questo è un bene, ma la vivibilità della zona è sotto lo zero Il traffico è esagerato a ogni ora. Le lunghe file sono ormai una situazione strutturale, non più un’eccezione. E poi mancano le cose basilari: come si può pensare di far fiorire un’area commerciale se un pedone rischia la vita ogni volta che scende dall’auto per entrare in un negozio? Ben vengano i progetti approvati a fine 2025 per via del Grano, ma i tempi della burocrazia non coincidono con le nostre necessità quotidiane. Chiediamo interventi immediati e corsie pedonali protette subito”. I residenti restano in attesa. La scommessa dell’amministrazione comunale sui fondi residui del Piano Città rappresenta l’ultima spiaggia per restituire dignità e sicurezza a un quartiere che non vuole più essere soltanto il “collo di bottiglia” di Eboli.
GIUSEPPE SANFILIPPO
Scritto da: Marco Naponiello
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