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La figura del Santo Bartolo Longo ha ondeggiato fra le mura di Magliano Nuovo

today19 Giugno 2026 81 1

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La figura del Santo Bartolo Longo ha ondeggiato fra le mura di Magliano Nuovo.

Ieri, 18 giugno, nel borgo di Magliano Nuovo, nel comune di Magliano Vetere in provincia di Salerno, nella suggestiva cornice della Chiesa di Santa Maria Assunta, si è tenuto l’incontro “Santo Bartolo Longo e l’Infanzia Abbandonata”, un momento di riflessione e confronto sul tema delle fragilità dell’infanzia e dell’abbandono minorile.

Un’iniziativa fortemente voluta dal magistrato Dottoressa Antonella Troisi, originaria di Magliano Nuovo, che ha visto la partecipazione di autorità civili, militari e religiose di vario livello.

La figura di Bartolo Longo è stata esplorata attraverso lo sguardo e le parole di chi trasferisce il suo messaggio giorno per giorno. Un uomo che si è speso con carità, dando forza e coraggio ai più fragili della società: i bambini. È stato fondatore e benefattore del Santuario della Beata Vergine del Rosario di Pompei, ed è consacrato nel Terz’Ordine Domenicano. Oggi i suoi sono luoghi di accoglienza per bambini di ogni etnia, donne in difficoltà e ragazzi problematici. Fu beatificato da Papa Giovanni Paolo II il 26 ottobre 1980. Solo il 19 ottobre 2025 è stato canonizzato da Papa Leone XIV.

Numerosi sono i saluti istituzionali: tra questi, quelli di Mons. Vincenzo Calvosa, Vescovo di Vallo della Lucania, commosso per la forza di Bartolo Longo. A fare da padrone, il Sindaco Prof. Adriano Piano ha portato il saluto di tutta la comunità di Magliano Vetere, che ha reso possibile questo incontro. È stato coinvolto il sindaco di Stio Cilento, geometra Giancarlo Trotta, che ha voluto sottolineare l’importanza di non trascurare oggi i bambini che vivono disagi reali, ai quali forse le nostre realtà sono ancora immuni. L’impegno attivo e concreto, unitamente al desiderio di immaginare che ci sia stata una presenza di Bartolo Longo al tribunale minorile di Vallo della Lucania Vallo della Lucania, è arrivato dall’avvocato Domenicantonio D’Alessandro, presidente del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati. Le parole incisive giungono dal parroco locale, Don Mario Bamonte, che vive cinque parrocchie tra Magliano Vetere e Stio e legge le esigenze che i più piccoli hanno oggi: di essere ascoltati e partecipi di momenti conviviali.

“Stiamo calpestando un luogo sacro; qui ci sono 400 anni di avi che sono stati seppelliti sotto queste mura. Dovremmo averne cura,” così chiude il suo memorabile intervento il prof. Antonio Troisi, storico e nonché papà del magistrato che, alla presenza anche dei suoi nipoti, ha voluto omaggiare la platea con aspetti storici del nostro Borgo dell’Alto Medioevo. Tratti di un percorso che ci conduce ad oggi, dove viviamo la bellezza di ciò che ci è stato donato e che dovremmo preservare con amore e rispetto. Attimi in cui i volti dei cittadini si sono illuminati, e si è percepito il senso di appartenenza a una terra che nei secoli ha saputo trasformarsi, ma restando legata alla sua fede e alla sua forza territoriale. L’amministrazione comunale di Magliano Vetere, per l’occasione, ha voluto omaggiare il Prof. Troisi con una targa per la sua passione e cultura, ma soprattutto per l’indiscutibile conoscenza del territorio. Santo Bartolo Longo è il collante tra la fede e l’impegno attivo di coloro che tutti i giorni trasferiscono il suo messaggio, come aveva fatto lui con orfanotrofi per i figli dei carcerati e promuovendo la nascita della città moderna.

Sull’inscindibile legame tra fede e carità si è aperta la finestra ecclesiastica con i relatori, tra cui Mons. Pasquale Mocerino, Rettore del Pontificio Santuario della Beata Vergine del Rosario di Pompei, che ha tracciato il profilo del Santo illustrando alla platea quali fossero gli elementi incisivi del suo operato. La responsabile del Centro Educativo “Beata Vergine del Rosario”, Suor Maria Neve Cuomo, con un video, ha fatto ripercorrere le azioni concrete che compiono in un luogo che accoglie con amore chi lo richiede.

Fra’ Filippo Rizzo, Direttore del Centro Educativo “Bartolo Longo”, sottolinea quanto sia importante l’amore. Senza questo sentimento non potremmo aiutare ed educare i tanti ragazzi che arrivano da storie incontrollabili. Una pagina di realtà di questa terra campana che, a volte, coloro che vivono nei piccoli centri provano a tenere fuori sentendosi roccaforti.

Le conclusioni sono state affidate alla Dottoressa Antonella Troisi: ” Non potrei fare questo lavoro se non avessi avuto queste radici. Qui i figli sono di tutti. Un tempo, ad esempio, chi non aveva il latte per nutrire i propri figli era fornito da altre donne. Si stava insieme e si condivideva”.

In conclusione, in una società sempre più distratta, è emerso che il dramma dell’infanzia abbandonata è un dato evidente. È stata sottolineata l’urgenza di un impegno concreto e condiviso tra istituzioni, comunità ecclesiali e associazioni. Beato Bartolo Longo dovrebbe essere un modello di carità e di attenzione verso i più deboli a cui ispirarsi. Un appuntamento denso di contenuti che ha lasciato nei presenti un forte messaggio di speranza e responsabilità collettiva. Grazie a tutti gli organizzatori, ai relatori, a tutti i presenti, in modo particolare al comandante Valerio Palmieri del Reparto Territoriale dei Carabinieri di Vallo della Lucania, al Maresciallo della stazione di Monteforte Di Pietro Carlo e ai suoi colleghi, a Gerardo Trotta, che ricopre il ruolo di Assessore della Comunità Montana Calore Salernitano, al consigliere del Comune di Salerno Giovanni D’Avenia, ai sindaci di Monteforte Cilento, Perito, Laurino, Castel San Lorenzo, Piaggine e Campora, al vicesindaco, all’assessore e ai consiglieri di Magliano Vetere che con noi hanno recepito che prendersi cura dell’infanzia significa prendersi cura del futuro di tutti noi.

Scritto da: Marco Naponiello

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