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Le onde cerebrali a spirale potrebbero funzionare come un “orologio spazio-temporale” del cervello
Una ricerca recente condotta da scienziati della University of Washington e pubblicata sulla rivista Science ha descritto un tipo di attività cerebrale finora poco compreso: onde neuronali che non si limitano a propagarsi, ma ruotano formando strutture a spirale mentre attraversano la corteccia cerebrale.
Queste onde rotanti sono state osservate soprattutto nella corteccia somatosensoriale dei topi, un’area coinvolta nell’elaborazione delle sensazioni corporee come il tatto e la posizione del corpo. Secondo i ricercatori, il loro movimento non sarebbe casuale, ma guidato dall’organizzazione anatomica dei circuiti neuronali, disposti in configurazioni circolari che favoriscono questo tipo di dinamica.
Gli esperimenti hanno mostrato che anche stimoli molto semplici, come una lieve soffiata sui baffi di un topo, sono sufficienti ad attivare immediatamente queste onde in rotazione. Una volta innescate, esse si propagano non solo all’interno di una singola area cerebrale, ma anche tra i due emisferi e tra regioni sensoriali e motorie, suggerendo un ruolo di coordinamento su larga scala.
Inoltre, queste onde non rimangono limitate alla corteccia: sembrano sincronizzarsi anche con strutture più profonde del cervello, come talamo e striato, e la loro dinamica varia a seconda dello stato di attivazione dell’animale e del successo nelle prove comportamentali. Questo indica un possibile legame con attenzione, apprendimento e prestazione motoria.
Sulla base di questi risultati, gli scienziati ipotizzano che le onde a spirale possano funzionare come una sorta di “orologio interno” che organizza la sequenza degli eventi cerebrali, coordinando il passaggio dalla percezione all’azione. In questa visione, il cervello non sarebbe solo una rete statica di aree connesse, ma un sistema dinamico in cui pattern ritmici e rotatori aiutano a sincronizzare le informazioni.
Se ulteriori studi confermassero la presenza di questo meccanismo anche nell’essere umano, potrebbe aprirsi una nuova comprensione di come il cervello integra percezione, previsione e movimento in un flusso continuo e coordinato.
Di Chiara Vergani
Scritto da: Marco Naponiello
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