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“Malamente” è stato il tema scelto per l’edizione 2026: una parola che invita a rompere gli schemi, mettere in discussione le certezze e dare voce a chi non ha paura di andare controcorrente. Un filo conduttore sviluppato attraverso un programma ricco e trasversale, capace di alternare momenti di riflessione e intrattenimento.

Tra gli appuntamenti più significativi la tavola rotonda “Il Corto-circuito della Distribuzione”, la Mostra d’Arte Collettiva alle Gallerie di San Giovanni, la rassegna cinematografica “Ammuina”, il contest “La 48H” e gli incontri dedicati alla geopolitica, all’arte contemporanea, alle nuove generazioni e alla violenza di genere. Non sono mancati concerti, dj set, performance e momenti di networking.
A sostenere il festival anche una rete di imprese del territorio e tra queste Tremil, partner del MAC fest da sei anni. Difatti – l’ingegnere Cristian Milione – ha sottolineato il valore di una collaborazione ormai consolidata: «Ogni edizione del MAC fest porta con sé entusiasmo, energia e un forte senso di comunità». L’azienda ha contribuito concretamente agli allestimenti mettendo a disposizione materiali e competenze.

Per Milione, sostenere il festival significa soprattutto credere nella cultura come motore di sviluppo: «Iniziative come questa, che intrecciano cultura, arte e musica, rappresentano un investimento importante per la crescita e l’attrattività del nostro territorio». Una scelta che nasce dalla volontà di condividere una visione fondata su cultura, relazioni e partecipazione.
Soddisfazione anche nelle parole di Francesco Oreste, presidente di MACASS APS e organizzatore del MAC fest, che ha sottolineato il consolidamento delle collaborazioni con le imprese locali, a partire proprio da Tremil, alla quale è stato dedicato il palco principale della manifestazione.
«Siamo grati perché a distanza di anni si consolidano le nostre collaborazioni con le imprese del territorio», ha dichiarato Oreste, auspicando che in futuro sempre più realtà possano sostenere il progetto e condividerne la visione. Dal 2019, infatti, il MAC fest si propone come un festival plurale, accessibile e gratuito, capace di offrire spazio alle diverse professionalità della musica, dell’arte e della cultura.
Tra i ricordi più significativi dell’edizione appena conclusa – Oreste – ha indicato anche le testimonianze dello staff: «Il senso di appartenenza è parte integrante dei processi attraverso cui costruiamo comunità». Un aspetto che racconta il volto più umano del festival, fatto non solo di appuntamenti e palchi, ma soprattutto di persone che condividono un progetto.
Il gran finale è arrivato sabato 8 agosto con la Première de “La 48H”, l’anteprima di Mater Filii – La storia di Mamma Lucia, ElettroCarosello e gli ultimi appuntamenti musicali. Poi, alle prime luci del 9 agosto, il suggestivo Concerto all’Alba di Chiaré e Carbeau all’Oasi Diecimare ha chiuso una settimana intensa.

Dunque, con “Malamente”, il MAC fest ha confermato così la propria identità: un festival che non si limita a proporre eventi, ma prova a creare connessioni, stimolare il confronto e rafforzare il senso di comunità. Una manifestazione che continua a crescere insieme a Cava de’ Tirreni, portando nel cuore della città nuove idee, linguaggi e prospettive.
Scritto da: Martina Farina
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