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TUBERCOLOSI, ALLARME UIL FP «A EBOLI MANCANO GLI ESAMI PER DEFINIRE LE TERAPIE»

today9 Ottobre 2026 30 5

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TUBERCOLOSI, ALLARME UIL FP: «A EBOLI MANCANO GLI ESAMI PER DEFINIRE LE TERAPIE»

Il sindacato scrive ai vertici dell’ASL Salerno e chiede una soluzione urgente per le analisi di secondo e terzo livello: «Il diritto alla salute e la sicurezza degli operatori non possono attendere i tempi della burocrazia».

EBOLI – Garantire ai pazienti affetti da tubercolosi gli accertamenti diagnostici necessari per individuare le caratteristiche del micobatterio e le sue eventuali resistenze ai farmaci. È la richiesta avanzata dalla UIL FP Salerno, attraverso una nota firmata da Vito Sparano e indirizzata al direttore sanitario dell’ASL Salerno, dott. Primo Sergianni, con il coinvolgimento degli altri vertici aziendali e sanitari interessati. Secondo quanto segnalato dal sindacato, il presidio ospedaliero di Eboli, individuato dalla Regione Campania come centro di riferimento per il ricovero dei pazienti con tubercolosi, dispone di un laboratorio in grado di eseguire test QuantiFERON, PCR ed esame microscopico. Non sarebbe invece possibile effettuare direttamente le indagini necessarie a caratterizzare il micobatterio e a determinarne le resistenze ai farmaci.. La UIL FP evidenzia inoltre che il laboratorio di Nocera, indicato come riferimento per queste analisi, sembrerebbe non essere attrezzato per svolgerle. In passato, i campioni venivano inviati al Cotugno di Napoli, ma, stando a quanto riferito nella nota, da settembre la procedura per la convenzione sarebbe ferma nell’iter amministrativo. Il Cotugno avrebbe inoltre rifiutato alcuni campioni per la mancanza dell’autorizzazione aziendale.

Il nodo delle procedure e dei tempi

Nel documento viene contestato un percorso autorizzativo articolato in diversi passaggi, dalla richiesta del reparto alle direzioni sanitarie fino all’autorizzazione, alla compilazione della documentazione e all’organizzazione del trasporto dei campioni raccolti durante gli esami broncoscopici. Una situazione che, secondo il sindacato, richiede un intervento tempestivo, anche alla luce delle Linee di indirizzo regionali che prevedono l’invio sistematico dei campioni ai laboratori di secondo e terzo livello. L’assenza di questi accertamenti, avverte la UIL FP, potrebbe comportare difficoltà nell’individuazione delle terapie più appropriate, il mancato riconoscimento di eventuali resistenze farmacologiche, periodi di isolamento più lunghi e maggiori rischi di esposizione per gli operatori sanitari e i contatti dei pazienti.

Le richieste ai vertici dell’ASL La UIL FP riferisce di aver già trasmesso una nota formale alla Direzione sanitaria di presidio, in attesa di risposta, chiedendo una soluzione concreta. Tra le proposte figurano l’attivazione, anche provvisoria, di una convenzione con un laboratorio di secondo o terzo livello, oppure l’indicazione di una struttura autorizzata a eseguire gli esami. Il sindacato sollecita inoltre una data certa per l’attivazione della nuova piattaforma diagnostica e indicazioni cliniche precise da applicare nella fase transitoria. La richiesta è rivolta ai vertici dell’ASL Salerno, affinché venga individuato un percorso operativo che consenta di superare le criticità segnalate e garantire la continuità degli accertamenti necessari. La UIL FP Salerno conclude richiamando la necessità di tutelare sia i cittadini sia il personale sanitario: «Il diritto alla salute dei cittadini e la sicurezza degli operatori non possono attendere i tempi della burocrazia».

Fonte: nota UIL FP Salerno, firmata da Vito Sparano.

Scritto da: Marco Naponiello

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