Cava de' Tirreni

No, Please! A Cava de’ Tirreni i corti brutti trovano casa

today20 Ottobre 2026

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No, Please! A Cava de’ Tirreni i corti brutti trovano casa

Di Martina Farina

Ci sono festival che cercano il capolavoro e poi c’è chi, con una sana dose di ironia e una certa insofferenza per la perfezione, decide di dare spazio anche a ciò che normalmente finirebbe nel dimenticatoio. Ed è stata proprio questa la premessa di No, Please! – Il Festival dei Corti Brutti, presentato – giovedì 15 ottobre 2026 – alla Fondazione Gagliardi Marino Angeloni di Cava de’ Tirreni.

Ideato e diretto dal giornalista Gianni Ippoliti, insieme al critico cinematografico Francesco Della Calce, il progetto nasce con un obiettivo decisamente controcorrente: invitare registi scartati dalle rassegne cinematografiche di tutta Italia e del mondo a candidare le proprie opere – rigorosamente giudicate brutte – al NP-SFF… il festival che promette di guardare il cinema da una prospettiva decisamente poco convenzionale.

Perché, in fondo, chi stabilisce cosa sia bello e cosa sia brutto? E soprattutto: quante opere vengono archiviate troppo in fretta perché non rispettano i canoni estetici, narrativi o tecnici richiesti dal circuito tradizionale? Domande che, dietro il sorriso provocatorio del festival, aprono una riflessione tutt’altro che superficiale sul mondo della settima arte.

Il progetto ha già mosso i primi passi nei festival di Procida e Trapani, portando avanti un’idea di cinema ecosostenibile che punta a recuperare risorse e opportunità. In un periodo storico in cui si parla continuamente di sprechi e sostenibilità, anche il cinema può interrogarsi sul destino delle proprie opere: non tutto ciò che viene scartato, infatti, è necessariamente da buttare. E se qualche corto fosse soltanto “incompreso”? O, ipotesi ancora più audace, talmente brutto da diventare bello?

Ecco, la conferenza stampa, ha acceso i riflettori su un’iniziativa che sceglie la leggerezza come chiave di lettura, senza rinunciare a interrogativi seri sul valore della creatività e sulle occasioni negate a chi resta fuori dai circuiti ufficiali.

Dunque – il Festival dei Corti Brutti – vuole trasformare il rifiuto in una possibilità, facendo della presunta imperfezione non un motivo di vergogna, ma un punto di partenza… del resto, non tutti i film sono destinati a vincere un premio. Qualcuno, almeno, merita di vincere il coraggio di essere visto.

Scritto da: Martina Farina

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