“EFFETTI DEVASTANTI AD EBOLI PER L’ALTA VELOCITA'”: PARLA IL FISICO E COORDINATORE DEL MOVIMENTO 5 STELLE CITTADINO ERASMO VENOSI
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“EFFETTI DEVASTANTI AD EBOLI PER L’ALTA VELOCITA'”: PARLA IL FISICO E COORDINATORE DEL MOVIMENTO 5 STELLE CITTADINO ERASMO VENOSI

La realizzazione del progetto alta velocità ferroviaria genererà, degli impatti ambientali puntuali e sociali.  A Eboli, saranno quelli tipici delle grandi infrastrutture: rumore, vibrazioni, campi elettromagnetici, consumo di suolo, produzione di inquinanti ambientali, interferenza con il traffico cittadino, impatti sulla rete idrica sotterranea e superficiale, creazione di pochi posti di lavoro che comunque saranno a termine. Preliminarmente bisogna distinguere l’impatto da cantiere rispetto all’impatto di quando, a lavori finiti i treni saranno presenti sulla linea. Il problema delle vibrazioni trasmesse attraverso il suolo è un argomento complesso strettamente legato con l’emissione di rumore. Il suolo trasmette onde diverse e con legge di attenuazione con la distanza fortemente dipendenti dalla natura e del terreno. IL fenomeno delle vibrazioni è  presente, in una fascia di cento metri  dall’asse ferroviario. Sono  gestite da FS attraverso la  collocazione, di  materassini antivibranti collocati sotto il pietrisco della massicciata, dove appoggiano i due binari.

La prima opera d’arte provenendo da Battipaglia è la  galleria, all’interno di uno specifico camerone, che si protrae per circa 1.3 km e che permette alla nuova infrastruttura di sotto passare lo svincolo dell’Autostrada A2, la limitrofa SP n.30 A e la via Cupa. Inizia all’altezza di Fontana del Fico e termina nei pressi delle“ Bolle”. IL primo impatto sulla viabilità si avrà con la   realizzazione della galleria artificiale (.il camerone), che  interferirà  con le rampe dello svincolo autostradale, il quale  potrà essere chiuso al traffico   per brevi intervalli. I materiali principali (dal punto di vista quantitativo) coinvolti nella realizzazione delle opere  sono costituiti da: 1) Inerti e terre in ingresso al cantiere; 2)  Conglomerati cementizi in ingresso al cantiere; 3)  Terre da scavo e demolizioni in uscita dal cantiere. La produzione complessiva di materiale sarà di 4,56 milioni di metri cubi e di questi 4,21 saranno riutilizzati come sottoprodotto. Alcuni macchinari utilizzati sono i seguenti: Autobetoniere, Autobotti, Frese TBM, Escavatori. Nel territorio di Eboli sorgeranno due aree di cantiere da 8500 metri quadrati e una area di stoccaggio da 8500 metri quadrati. Prevista la   costruzione di alloggi,  per il personale che  saranno realizzati con edifici prefabbricati a due piani o a un piano.Si utilizzerà unicamente la soluzione a un piano, per gli alloggi dei lavoratori impiegati su più di 2 turni. Sarà costruita anche la mensa che comprende la cucina, il refettorio, l’area di carico e scarico merci, l’area con i cassoni per i rifiuti.  Nonostante l’utilizzo della mensa sia normalmente diviso in più turni, il refettorio è dimensionato per accogliere potenzialmente tutto il personale residente in cantiere, al fine di poter utilizzare tale spazio coperto anche per le riunioni per le quali è necessaria la presenza di tutti. I cantieri  saranno dotati di vasche, per il trattamento delle acque industriali.  Le acque trattate potranno essere riciclate per gli usi interni al cantiere, limitando così i prelievi notevoli di acqua dall’ acquedotto. Lo scarico finale delle acque trattate verrà realizzato con tubazioni interrate in fognatura, in ottemperanza alle norme vigenti. Eboli è sede come ricordato di due aree tecniche, che sono aree  di cantiere, funzionali alla realizzazione di singole opere (viadotti, cavalca ferrovia, rilevati scatolari), e che contengono indicativamente: a) eventuali aree di stoccaggio delle terre da scavo; b)   eventuali impianti di betonaggio/prefabbricazione; c)  aree per lavorazione ferri e assemblaggio carpenterie. L’area di stoccaggio invece è destinata allo stoccaggio delle terre da scavo, in funzione della loro provenienza e del loro utilizzo.

All’interno della stessa area di stoccaggio o in aree diverse si potranno avere, in cumuli comunque separati:1)  terre da scavo destinate alla caratterizzazione ambientale, da tenere in sito fino all’esito di tale; 2)   terre da scavo destinate al reimpiego nell’ambito del cantiere; 3)   terre da scavo da destinare eventualmente alla riambientalizzazione di cave. L’area tecnica di Eboli è  interessata dalla presenza di alcune linee interrate Enel MT e BT e fognatura che, comunque, dovranno essere spostate in quanto interferenti con la nuova galleria artificiale ferroviaria.La lunghezza totale del tracciato del lotto 1a si sviluppa in tratti in galleria e in tratti allo scoperto; in particolare sono previste le seguenti opere d’arte: 1) 18 viadotti; 2)  11 gallerie naturali; 3)  8 gallerie artificiali. L’impatto generato dalla costruzione sull’atmosfera (sull’aria !) È causato  dalla dispersione di polveri o inquinanti gassosi, ma le stime condotte nel Piano Ambientale della Cantierizzazione hanno evidenziato che i valori dovrebbero essere   al di sotto dei limiti di legge e quindi, anche ipotizzando lo scenario più pessimistico, il Proponente non riscontra criticità per la componente. Per rumore e vibrazioni sono stati già previsti all’interno del citato Piano Ambientale della Cantierizzazione gli scenari critici e le misure di mitigazione e quindi, considerato anche che nell’area vi è una ridotta presenza di ricettori, il Proponente ritiene che le misure, gli accorgimenti e le procedure previste consentano di evitare criticità. IL rumore invece dei treni av si distingue in rumore meccanico dovuto la interazione ruota/rotaia e presente fino a 250 km/h e rumore aerodinamico dovuto alla resistenza dell’aria quando si superano i 250 Km/h.

Scendendo nel dettaglio, il danno causato dal sollevamento di polveri  risulta significativo in prossimità delle aree di cantiere, in relazione alle diverse attività previste quali in particolare lo scavo per la costruzione dei manufatti e il traffico dei mezzi pesanti. L’impatto è quindi limitato alla cantierizzazione, e coinvolge una superficie variabile in relazione alle tipologie vegetazionali presenti, alla ventosità e alle precipitazioni che si manifesteranno durante la fase di cantiere. Disturbo causato da rumore e vibrazioni:  l’aumento dei livelli di rumore è  dovuto all’opera dei mezzi di cantiere impegnati nella costruzione dell’opera. Tale disturbo si verifica lungo tutto il tracciato e per la realizzazione di tutte le opere in progetto e nelle aree destinate al deposito definitivo di parte delle terre risultanti dagli scavi delle gallerie.L’analisi della qualità dell’aria nello stato attuale  è stata desunta dagli archivi di ARPA Campania per il triennio 2017-2019, aggiornati al 2020, gli ultimi disponibili, su richiesta della Commissione del Ministero dell’Ambiente, in fase di integrazioni e non sono rilevati superamenti dei limiti per gli inquinanti monitorati: polveri sottili (PM10, PM2,5), biossido di azoto (NO2), ossido di carbonio (CO)  e il famigerato benzene (C6H6). Come sarà la concentrazione di inquinanti“ domani, tra un mese, tra un anno” viene stimato usando modelli matematici e PC. RFI   ha considerato il particolato PM10 e gli ossidi di azoto NOx e su richiesta della Commissione VIA  in fase di integrazioni, ha inserito  anche il PM2,5. Per la componente atmosfera le zone più impattanti sono le aree tecniche-operative in corrispondenza delle quali avvengono le principali operazioni di scavo, movimentazione dei materiali polverulenti e le aree di stoccaggio che saranno impiegate per lo stoccaggio in cumulo dei materiali di risulta dalle lavorazioni, in attesa per l’individuazione della loro destinazione finale. Assumendo che l’impatto più significativo esercitato dai cantieri di costruzione sulla componente atmosfera sia generato dal sollevamento di polveri (indotto direttamente dalle lavorazioni o indirettamente dal transito degli automezzi sulle aree di cantiere non pavimentate),  RFI  ha ritenuto di  considerare all’interno degli scenari di impatto tutte le aree di cantiere interessate dallo stoccaggio terre interessate al contempo dal transito di mezzi su aree e/o piste non pavimentate. IL modello matematico utilizzato è il sistema CALPUFF. RFI ha stimato anche l’impronta del carbonio (carbon footprint) espresse come diossido di carbonio che tiene conto anche di altri gas che causano il riscaldamento globale quindi l’unità di misura CO2 equivalente  limitandola  alla gestione delle terre e rocce da scavo analizzando, in particolare, i benefici connessi al riutilizzo di tali materiali all’interno dello stesso progetto. La modalità di gestione dei materiali di scavo prevista in fase di progettazione è orientata, conformemente ai principi di sostenibilità e corresponsabilità ambientale, alla massimizzazione del riutilizzo in qualità di sottoprodotto (economia circolare). La carbon footprint (impronta di carbonio) è una misura che esprime il totale delle emissioni di gas a effetto serra espresse generalmente in tonnellate di CO2 equivalente associate direttamente o indirettamente a operazioni o a erogazione di servizi. L’impatto elettromagnetico sul lotto deriva dalla costruzione di un elettrodotto lungo 15 Km e con voltaggio a 132 Kv. Dalla documentazione emerge una stranezza, tale da renderla forse unica nel suo genere: l’assenza del fabbisogno quantitativo di acqua e che è notevole.