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Eboli, Fratelli d’Italia: “Giunta ricomposta senza vera verifica politica. Bilancio, serve il voto del Consiglio entro il 28 febbraio”

A Eboli continua l’agonia. Dopo oltre tre mesi dall’annuncio di azzeramento, l’amministrazione torna sui propri passi e si ricompone in giunta: il sindaco Mario Conte estrae dal cilindro due assessori, Rossella Corrado alle Politiche Sociali e Marianna Ingenito all’Ambiente, in sostituzione di Katia Cennamo e Nadia La Brocca. Si tratta di una scelta che, dicono, dovrebbe imprimere un rinnovato slancio all’azione amministrativa. Detto ciò, non possiamo esimerci dal rilevare che si è optato per una soluzione orientata alla ricomposizione degli equilibri interni alla maggioranza, piuttosto che per una verifica strutturale e approfondita dell’azione di governo nel suo complesso. Sarebbe stato autodistruttivo! La rappresentanza femminile non deve ridursi a una questione di numeri o di quote, ma tradursi in un reale riconoscimento di competenze ed esperienze negli incarichi assegnati. Le nomine istituzionali devono basarsi su criteri chiari e trasparenti, orientati all’interesse pubblico. In un momento delicato è essenziale garantire la massima trasparenza ed evitare qualsiasi conflitto di interessi, per tutelare sia le persone nominate sia la credibilità dell’istituzione comunale. È doveroso, inoltre, fare chiarezza su un aspetto fondamentale che riguarda il bilancio di previsione. Il bilancio non si approva in Giunta, ma in Consiglio comunale. La Giunta può soltanto approvare lo schema di bilancio, cioè la proposta tecnica e politica. La proposta, da sola, non è sufficiente: deve essere votata e approvata dal Consiglio. La proroga nazionale ha fissato al 28 febbraio 2026 il termine per l’approvazione del bilancio degli enti locali. Entro quella data deve esprimersi il Consiglio comunale. Se entro il 28 febbraio lo schema viene approvato solo dalla Giunta, non è sufficiente. Non esiste alcuna proroga automatica per il Consiglio solo perché la Giunta ha deliberato la proposta. Serve un’ulteriore proroga statale, altrimenti scatta l’esercizio provvisorio. Se il Consiglio non vota entro il termine previsto, salvo ulteriore proroga dello Stato, il Comune entra in esercizio provvisorio, con spese limitate e gestione vincolata: una condizione che non rappresenta stabilità, ma incertezza amministrativa. In questo quadro, l’azione di “azzeramento” e le due nuove nomine restano, di fatto, solo l’ennesimo tentativo di temporeggiare per cercare di sopravvivere fino a fine mandato. A ogni consigliere comunale, di maggioranza e di opposizione, spetta ora un momento di verità. La dignità dell’istituzione passa attraverso il coraggio delle scelte, la coerenza tra parole e azioni, la capacità di anteporre l’interesse della città a qualsiasi equilibrio personale o politico. La dignità di una comunità si misura anche dalla responsabilità di chi la rappresenta. I responsabili delle scelte compiute in questi anni hanno nomi e cognomi: non esistono responsabilità collettive indistinte quando si governa; esistono decisioni, voti, atti amministrativi.
Nota del coordinamento cittadino di Fratelli d’Italia di Eboli.

Scritto da: Marco Naponiello
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