Eboli

Eboli tra “nebbia ideologica”, sprechi e promesse infrante: la requisitoria civica dell’avvocato Edoardo Rocco

today10 Agosto 2026 114 5

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Il candidato sindaco del Movimento “Cosmo Innovatore” ripercorre gli ultimi vent’anni di storia cittadina e lancia un appello agli ebolitani: “Diciamo basta alla politica del degrado e della spartizione, pronti a servire la città a titolo gratuito”.

EBOLI. Un’analisi severa, lucida e priva di sconti quella tratteggiata dall’avvocato Edoardo Rocco, candidato sindaco di Eboli per il movimento Cosmo Innovatore. Ripercorrendo un quarto di secolo di vicende amministrative ed egemonie politiche, il professionista ebolitano mette a nudo i limiti strutturali e le contraddizioni di una governance locale che ha progressivamente anestetizzato la comunità. Un lungo e incisivo intervento che parte da un impegno etico e morale chiaro: rinunciare a qualsiasi compenso o emolumento economico pur di restituire dignità, protagonismo e centralità ai cittadini. Dal Duemila in poi: l’inizio della “nebbia ideologica” L’analisi di Rocco muove dai primi anni Duemila, identificati come l’inizio di una parabola discendente contrassegnata da una pesante “nebbia ideologica”. Un’epoca caratterizzata da visioni ambientaliste ed egemoniche giudicate paradossali, che hanno finito per alienare i cittadini dal proprio territorio. Il riferimento va a scelte infrastrutturali contestate, come le piste ciclabili divenute “uno sfregio al volto degli ebolitani”, l’abbandono del servizio manutentivo e il progressivo degrado della Villa Comunale, trasformata in una spaventosa “discesa agli inferi”. Conti in rosso, Multiservice e centri commerciali. Proseguendo nella cronistoria amministrativa, la disamina dell’avvocato Rocco investe in pieno le giunte di centro-sinistra. Un periodo contrassegnato da una gestione finanziaria discutibile e da un indebitamento i cui costi continuano a ricadere direttamente sulle tasche dei contribuenti. È la stagione dell’istituzione della Multiservice, definita dal candidato di Cosmo Innovatore come un vero e proprio “bancomat dei politici” dove il merito e le opere cedevano il passo al mero fatturificio politicizzato, fino all’inevitabile collasso societario. Allo stesso modo, la nascita delle grandi strutture commerciali nell’area ex Pezzullo viene descritta non come una leva di sviluppo strategico per la città, bensì come un mero bacino di collocamento clientelare e spartizione di posti in vista delle successive scadenze elettorali, sfociato poi in congiura dinanzi ai notai per il controllo della gestione della cosa pubblica. L’era del presenzialismo e il naufragio commissariale. Non meno rigido è il giudizio riservato alle vicende più recenti, caratterizzate da una politica dell’apparenza e della ricerca spasmodica del consenso attraverso la partecipazione ad eventi funebri e la distribuzione di biglietti gratuiti. Un modello politico che ha preferito distogliere lo sguardo dai problemi atavici della città — dal rilancio del centro storico al degrado del litorale, fino alla gestione del Palasele — culminato infine nell’intervento giudiziario e nell’arrivo dei Commissari Prefettizi. A questo scenario è seguita un’ulteriore fase d’incertezza, definita da Rocco come “il nulla”, gestita da un trasversale qualunquismo e condita da soluzioni alla viabilità irrealistiche e inadeguate rispetto al reale tessuto produttivo e urbano della Piana del Sele. La proposta di “Cosmo Innovatore”: fatti, non promesse. Di fronte a questo panorama di degrado e continuismo elettorale, l’avvocato Edoardo Rocco lancia una chiamata alle armi civica rivolta all’intera cittadinanza. Attraverso il movimento Cosmo Innovatore, viene depositato un programma politico aperto alla discussione, alle critiche e al contributo integrativo di tutti gli ebolitani liberi. “Le stagioni finiscono, gli amori passano: Eboli potrà scegliere tra una reale svolta e un ulteriore degrado. Qualunque sarà il suo destino, noi daremo il nostro modesto e non retribuito contributo per il riscatto della nostra comunità.” — Avv. Edoardo Rocco

Scritto da: Marco Naponiello

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