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EBOLI: UNA MAGGIORANZA IN FRANTUMI. IL REGOLAMENTO DI CONTI IN CONSIGLIO COMUNALE. LO STRALCIO DEL DIBATTITO – GERARDO ROSANIA
Il Consiglio Comunale ultimo, a me sembra abbia consegnato alla città di Eboli ed al Sindaco Mario Conte (al quale, a più voci, è stata passata la “palla avvelenata” del tentativo di fare sintesi e provare a ricomporre la sua maggioranza!), per intero il quadro di una situazione politico/amministrativa ormai fuori controllo. La maggioranza che sostiene il Sindaco Conte ha dato la rappresentazione piena non solo della sua eccessiva eterogeneità (già nota!), ma anche della sua fragilità politica. Una maggioranza in pezzi! Che questo fosse il “fuoco che covava sotto la cenere” era evidente (e le elezioni regionali ne sono state una clamorosa cartina di tornasole), per quanto accuratamente occultato dal continuo, reciproco, richiamo al “lavoro nell’interesse della città”. Un disco rotto, questo richiamo, che rimanda pari pari ad altri “periodi d’oro” della vita amministrativa della città, allorquando il ritornello era poco dissimile: “l’amore per Eboli”! Va posta pertanto con nettezza la domanda su quale possa essere il reale “collante” dei vari pezzi di una maggioranza che, l’altra sera, ha scambiato la seduta del Consiglio Comunale per una litigiosa riunione interna. Al punto che ho sentito (inorridendo dal punto di vista tecnico oltre che politico!) di “stralciare” dalla delibera il dibattito svolto, perché non attinente al punto dell’odg in discussione. Chi deciderà l’attinenza o meno dell’intervento di un CONSIGLIERE? E gli interventi svolti che fine faranno? A me hanno insegnato (in un’altra epoca!) che un atto deliberativo va pubblicato completo del dibattito, altrimenti si commette una omissione. Mi permetto inoltre di rimarcare sommessamente che quando un CONSIGLIERE Comunale esprime valutazioni su atti di amministrazioni precedenti dovrebbe prima recuperare la storia. Dire, ad esempio, che sulla fascia costiera si è intervenuti sostenendo di voler riportare la legalità, lasciando poi il tutto nella illegalità, è una affermazione (politicamente e culturalmente) intrinsecamente sbagliata. Qualcuno, se mosso da cattiva fede, potrebbe giungere alla conclusione che si volesse sostenere che stava meglio prima degli interventi demolitivi. Ma soprattutto si compie una pericolosa operazione di cancellazione della storia cittadina e ci si espone alla domanda, da parte di chi quelle case le buttò giù: perché oggi quella area è tornata nella illegalità? Cosa è stato fatto negli ultimi 20 anni affinché ciò non accadesse, non dando corso alla programmazione prevista su quell’area? Ma qui mi interessa il dato politico segnato dal Consiglio Comunale che, a mio avviso, si esplicita in alcune posizioni sostenute da alcuni CONSIGLIERI di maggioranza: A) la denuncia, da parte di membri della maggioranza stessa, di ritardi dell’azione amministrativa, cosa che porta a ritenere quindi che quando la minoranza (interna ed esterna al Consiglio) denunciava ritardi e indefinitezza della linea di governo non avesse torto. B) L’accusa rivolta ad un gruppo di maggioranza in particolare di avere una eccessiva rappresentanza in Giunta Comunale. Verrebbe da concludere quindi che quando l’opposizione (interna ed esterna al Consiglio) accusava la maggioranza di dividersi e di “bloccare la vita amministrativa (e quindi la città!) su questioni di poltrone” non avesse torto. Infine credo che con attenzione, e fuori da facili strumentalizzazioni (interrogazioni parlamentari, obbligo di denuncia ai carabinieri ecc.), vadano considerate le parole del CONSIGLIERE Alfano, che, sembra a me, forse in modo non proprio ortodosso, ha inteso evidenziare che ci sono alcuni settori della vita amministrativa su cui occorre la massima attenzione, perché da sempre nelle mire di interessi non sempre leciti. Ma questo, mi permetto di osservare, si deve tradurre non nella difesa o nella inamovibilità dell’assessore al ramo (al di là delle capacità), ma con la esaltazione della trasparenza e della compartecipazione progettuale (cosa diversa dalla “presentazione” di una proposta programmatica!). Questo vale soprattutto per uno strumento quale il PUC. Alla luce di quel Consiglio Comunale ancora più urgente, sembrava a me, sia diventato il fatto che il Sindaco dimostri, in Consiglio Comunale (ed alla città!), di avere ancora una maggioranza non raffazzonata e che questa maggioranza sia capace di governare fino alla scadenza del mandato. Occorre evitare di perdere finanziamenti fondamentali per Eboli come il PNRR (che scade nel 2026) ed il PRIUS. Sarebbe un colpo micidiale per una città che è già letteralmente allo sbando. Ma lo deve fare subito. E se le condizioni non ci sono deve trarne le conclusioni oggi. Un commissariamento lungo non sarebbe una soluzione. Dall’altro lato diventa sempre più indispensabile il lavoro di costruzione di una alternativa credibile (sul terreno politico e programmatico), che non si chiuda in uno “splendido isolamento”, che sappia cogliere ciò che di positivo si muove nella città, che sia attenta al travaglio di aree politiche di sinistra e progressiste (che oggi non si sentono rappresentate), che si candidi nel 2027 non ad avere una rappresentanza in Consiglio Comunale (un minimalismo da evitare assolutamente!), ma ad assumere il governo della città sulla base di un programma chiaro, coraggioso, netto, condiviso, che la città deve sapere verrà realizzato senza tentennamenti. Queste, a mio avviso, le sfide per il prossimo anno.

Scritto da: Marco Naponiello
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