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di Giuseppe Sanfilippo
Dopo la chiusura improvvisa di Battipaglia e il blocco di Eboli, le associazioni scrivono alla Regione Campania: “Basta passarella della politica, servono un Commissario ad acta e la piena attuazione del DM 7, i I cittadini di Eboli, Battipaglia e dell’intera Piana del Sele non cercano giustificazioni, ma risposte concrete e urgenti ai propri bisogni di cura per non essere più costretti a dolorosi “viaggi della speranza”». È un attacco duro e senza mezzi termini quello sferrato da Cittadinanzattiva e dal Tribunale per i Diritti del Malato attraverso un dettagliato comunicato stampa congiunto, diffuso all’indomani dei recenti ed improvvisi stravolgimenti che hanno colpito la sanità locale. Nel mirino delle due sigle a tutela dei cittadini c’è la gestione dell’improvvisa serrata del presidio ospedaliero di Battipaglia. Nel mirino delle due organizzazioni c’è la gestione dell’improvvisa serrata del presidio battipagliese. Un’evacuazione d’urgenza dei ricoverati che, si legge nel comunicato di Cittadinanzattiva, oltre a saturare i plessi ospedalieri vicini, si è consumata in un clima di notizie contrastanti e grave deficit di trasparenza. Le associazioni chiedono chiarezza immediata all’Ufficio Tecnico, alla Direzione Sanitaria e all’ASL, puntando il dito su criticità strutturali e antisismiche note da decenni ma gestite, ad oggi, con narrazioni che sfiorano l’anacronismo. “L’impressione che si vuole dare è quella di un crollo improvviso dovuto a una calamità naturale, piuttosto che le conseguenze di anni di incuria”, si legge nella nota, che chiama in causa anche il Difensore Civico Regionale e l’URP per fare luce sui disservizi patiti dall’utenza. Il rapido svuotamento del presidio battipagliese ha generato un inevitabile “effetto domino” sul presidio ospedaliero di Eboli, oggi in gravissima sofferenza. Sotto la pressione dell’aumento della domanda, della carenza strutturale di organico e delle ferie estive, il personale medico e infermieristico ebolitano sta compiendo sforzi straordinari, che tuttavia non bastano più a coprire le falle di un sistema spinto oltre il limite, soprattutto in vista della ripresa delle sale operatorie per la chirurgia programmata post-estiva. Per Cittadinanzattiva e il Tribunale per i Diritti del Malato, la via d’uscita dalla paralisi non risiede in pezze provvisorie, ma nell’applicazione rapida e concreta delle direttive del DM 77/2022 (PNRR): attivare le Case della Comunità H24 e 12/24 con Punti Unici di Accesso (PUA) per prendere in carico cronicità e fragilità sul territorio, decomprimendo la pressione sui Pronto Soccorso. Per trasformare le intenzioni in fatti, le associazioni si rivolgono direttamente al Presidente della Regione Campania, formulando quattro richieste prioritarie e indifferibili:
“La differenza profonda tra filosofia e politica risiede nel fatto che, se la prima contempla la realtà, la seconda ha il dovere programmatico di cambiarla”, concludono i rappresentanti nel comunicato, ricordando come la tutela della salute debba rimanere un diritto fondamentale sancito dalla Costituzione e non una concessione o un privilegio per pochi. L’auspicio è che le istituzioni recepiscano la spinta della comunità per garantire, finalmente, una sanità degna di questo nome a tutta la Valle del Sele.
Scritto da: Marco Naponiello
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