EBOLI. Firmato questa mattina a Palazzo di città il “Patto di Amicizia” tra la città di Eboli e quella di Dcheira in Marocco.

EBOLI. Firmato questa mattina a Palazzo di città il “Patto di Amicizia” tra la città di Eboli e quella di Dcheira in Marocco.

30 Luglio 2022 Off Di Marco Naponiello

da Politicademente

Firmato stamattina a Palazzo di città il “Patto di Amicizia” tra la città di Eboli e quella di Dcheira in Marocco. Alla cerimonia presente, oltre al sindaco del comune marocchino, Ben Massaoud Sidati, anche il Console Generale del Regno del Marocco a Napoli e Sud Italia Naji Abdelkader e l’Assessore marocchino alle Pubbliche Relazioni. A studiare l’accordo tra le due comunità e favorire la stipula del patto, l’Assessore alle Politiche Sociali Damiana Masiello e la rappresentante della comunità marocchina ad Eboli Fatiha Chakir. Il patto, che prelude ad un futuro gemellaggio tra le due città, intende sviluppare la collaborazione nei seguenti settori: cooperazione internazionale, Cultura e patrimonio, Identità, tradizioni e Radici comuni, Turismo e Sport, Protezione ambientale, Politiche Sociali, associazionismo, economia.  Non è la prima volta che il Console del Regno del Marocco, grazie alle buone relazioni della nostra concittadina Fatiha Chakir viene a Eboli per fortificare i rapporti a sostegno della solidarietà, dell’accoglienza, dell’integrazione sociale, del lavoro, dei diritti, di libertà civili, politiche, religiose, ma anche di problemi non risolti, relativamente alla comunità marocchina che a Eboli è la più numerosa e conta oltre 1200 persone degli oltre 25mila di nazionalità marocchina presenti in Campania. Una comunità molto integrata. Riconoscendo comunque vi siano ancora molti obiettivi da raggiungere, possibili solo se si investono risorse adeguate e con progetti mirati Europei e Regionali, i quali di pari passo a politiche programmatiche e sforzi comuni tra l’Italia e il Marocco, possono puntare ad una integrazione completa partendo soprattutto da un Piano di edilizia Residenziale pubblica che sia capace di integrare le comunità locali e quelle immigrate.