Eboli

FOCUS – IL VIAGGIO NEI QUARTIERI DI EBOLI. L’enigma del C2O al Molinello: tra burocrazia e lo spettro del degrado urbano

today26 Giugno 2026 218 5

Sfondo
share close

FOCUS – IL VIAGGIO NEI QUARTIERI DI EBOLI. L’enigma del C2O al Molinello: tra burocrazia e lo spettro del degrado urbano.

Nato con un progetto degli anni ’80 e rimodulato nei decenni, l’ex centro sociale “Ciampa di Cavallo” resta l’idea incompiuta di una città policentrica, dove gli spazi di aggregazione faticano a trovare una dimensione stabile, di una riqualificazione mai decollata, specchio di promesse istituzionali svanite nel nulla. In questa disamina delle condizioni dei quartieri di Eboli oggi ci soffermiamo sul quartiere Molinello e sulla condizione dell’ex centro sociale C2O, una struttura che già dalla sua nascita ebbe una vita travagliata, con i lavori che, una volta iniziati, rimasero fermi per molti anni. Il centro socio-culturale del quartiere Molinello è nato all’interno dei progetti di sviluppo urbanistico e dei servizi di quartiere avviati tra la fine degli anni ’70 e l’inizio degli anni ’80 insieme all’idea (poi abbandonata) di un mercatino alimentare al coperto, parallelamente alla forte espansione residenziale e scolastica di quella zona della città; il vicino plesso scolastico, ad esempio, fu inaugurato nel 1976. La struttura ha vissuto diverse fasi: in origine, negli anni ’80 nell’idea delle amministrazioni del tempo, fu concepito come centro sociale e spazio di aggregazione per il quartiere Molinello. Attraverso progetti di riqualificazione successivi, l’edificio ha ridefinito la sua identità nel corso degli anni, inclusi i piani legati al Piano Nazionale per le Città a partire dal 2012. Oggi, nell’era del programma Eboli Next, la sigla C2O è legata ai progetti più recenti di rigenerazione urbana finanziati per trasformare definitivamente l’ex centro sociale in un moderno polo culturale e hub di innovazione per il territorio. Progetti che, tuttavia, sono interamente fermi al palo. Il C2O è divenuto così un enigma, sospeso tra la burocrazia del “NODO” e lo spettro del degrado urbano. Presentato nel 2023 come l’hub creativo che avrebbe dovuto rivoluzionare il quartiere, l’ex centro sociale “Ciampa di Cavallo” resta un’incompiuta. Di fronte a questo scenario, le proteste dei residenti e l’affondo politico si fanno unanimi: “Solo annunci, serve un recupero reale”. Parliamo di una struttura di cemento di oltre 1.100 metri quadrati interni, circondata da un ampio piazzale adibito a parcheggio, strategicamente posizionata e facilmente raggiungibile. Strutturalmente noto a tutti come la “Ciampa di Cavallo” per la sua peculiare conformazione planimetrica, il centro socio-culturale C2O del Rione Molinello doveva essere il fiore all’occhiello dell’aggregazione giovanile e sociale ebolitana. Ha ospitato in passato un centro sociale, assemblee, dibattiti e persino la biblioteca nell’ambito del comparto PUA, Piano Urbanistico Attuativo, denominato “Hispalis”, una frazione del più ampio Piano Urbanistico Comunale (PUC). L’immobile era stato anche affidato alla Eboli Patrimonio srl. Oggi, a distanza di oltre dieci anni dal suo definitivo disuso, lo stabile versa in uno stato di totale abbandono, trasformandosi in un vero e proprio simbolo di degrado per l’intera zona. La frustrazione tra i residenti è tangibile. Quello che sulla carta viene definito come uno snodo strategico nei piani comunali di rigenerazione urbana nella realtà oggettiva dei fatti appare fermo al palo. Nel 2023 ci fu l’illusione di un progetto, la svolta sembrava vicina. Il 29 settembre 2023, l’Amministrazione Comunale insieme a Eboli Patrimonio srl aveva presentato il progetto “il NODO – Spazio Creativo Intergenerazionale”. Un piano ambizioso volto a dare nuova vita al C2O, trasformandolo in un Creative Hub inclusivo e polifunzionale per rispondere alle esigenze dei giovani nell’era digitale e colmare la carenza di spazi di aggregazione per tutte le fasce d’età. Il piano prevedeva non solo la totale riqualificazione dell’immobile, rendendolo pienamente accessibile, ma anche l’installazione di un campo da basket esterno e l’acquisto di dotazioni tecnologiche all’avanguardia per l’artigianato digitale, la musica, l’arte e lo sport. Il progetto prometteva un vero e proprio “laboratorio sociale” in cui l’esperienza della generazione adulta potesse contaminarsi positivamente con la visione proiettata al futuro dei giovani. Erano stati annunciati workshop di co-progettazione guidati da esperti e facilitatori per plasmare spazi e attività insieme alle associazioni locali. Ad oggi, però, di quelle attrezzature e di quei laboratori non vi è alcuna traccia, e la struttura rimane sbarrata. La rabbia del quartiere viaggia sui canali dei comitati civici e dei residenti storici, che guardano a quell’immobile come a un’immensa occasione sprecata, specialmente alla luce delle risorse straordinarie che hanno investito il territorio nazionale negli ultimi anni. “Da profano esprimo un parere molto semplice – dichiara un residente del rione Molinello – Con tutti i fondi del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) che si potevano intercettare, non si poteva provvedere a un recupero immediato di questa struttura? È assurdo che un edificio stia ancora lì a marcire in attesa di una ristrutturazione. E purtroppo, la stessa identica sorte sta subendo la vicina scuola elementare del Molinello, ora accorpata con la “Giacinto Romano”, chiusa e letteralmente lasciata nell’abbandono”. Molti abitanti e associazioni del territorio continuano a proporre soluzioni alternative e funzionali, chiedendo a gran voce che lo stabile venga recuperato davvero come la “Casa delle Associazioni” o, in alternativa, come la nuova sede del Piano di Zona. Tale destinazione risulterebbe ideale: la metratura generosa, l’assenza di barriere architettoniche, la facilità di parcheggio e l’accessibilità logistica la renderebbero una sede perfetta, funzionale e accessibile soprattutto per gli anziani e per le fasce sociali più deboli. “Il rione è diventato una giungla urbana”, Il caso della “Ciampa di Cavallo” e dei servizi fantasma nel quartiere ha riacceso con forza anche il dibattito politico locale. Mesi fa, la sezione ebolitana di Fratelli d’Italia (FdI) aveva sollevato dure e severe critiche per lo stato di profondo abbandono in cui versa l’intera area. Ad esse si sommano le proteste degli abitanti del rione, stanchi di assistere a presentazioni di rendering e annunci a cui non seguono mai i cantieri. “Esigiamo un intervento di recupero reale per strappare l’area all’incuria e restituirla alla comunità –dicono”. Con i programmi burocratici che tardano a tradursi in operatività e con i progetti del 2023 rimasti confinati nei cassetti, il futuro del C2O resta un’incognita. La comunità del Molinello continua ad aspettare che dalle parole si passi ai fatti, per evitare che un potenziale hub di innovazione sociale si tramuti definitivamente nell’ennesimo monumento allo spreco e all’incuria della storia cittadina.

GIUSEPPE SANFILIPPO

 

Scritto da: Marco Naponiello

Rate it

Co-Municare.it è un progetto editoriale di Radio Città 105.
Giornale On-Line iscritto al Tribunale di Salerno numero cronologico 6/2024 del 01/02/2024 RG n 194/2024