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Protezione civile, Fratelli d’Italia Eboli: “Sui fondi annunciati mancano requisiti tecnici e organizzativi: prima regole e struttura, poi i bandi”
Nel caso specifico della Protezione Civile del Comune di Eboli, occorre muovere da dati oggettivi. Il Gruppo Comunale, ad oggi, non risulta iscritto alla Colonna Mobile Regionale. Dispone esclusivamente della squadra AIB (Antincendio Boschivo) sottosezione Pattugliamento ma non di una squadra di Lotta attiva. Pertanto, non può procedere alla partecipazione al bando in questione pubblicato sul BURC n. 8 del 16/02/2026. Inoltre, il Gruppo Comunale registra un numero limitato di volontari iscritti e ha subito, dall’insediamento dell’attuale amministrazione, l’uscita di circa 30 volontari, a fronte di nuove iscrizioni numericamente inferiori. Tra i nuovi iscritti, diversi non risultano aver completato il corso base obbligatorio e non emergono evidenze circa l’effettuazione delle visite mediche periodiche previste. Questi elementi non sono valutazioni politiche, ma aspetti organizzativi che incidono direttamente sulla possibilità concreta di accedere a bandi, finanziamenti, dotazioni strumentali, formazione e addestramento. È certamente auspicabile intercettare un bando per 43 automezzi pick-up di ultima generazione. Ma è bene ricordare che il Gruppo Comunale di Eboli ha già in dotazione tre pick-up, di cui due con modulo antincendio, e un furgone adibito al trasporto disabili. La domanda che deve precedere ogni richiesta non è “perché non abbiamo un altro mezzo?”, bensì se sussistono oggi i requisiti tecnici, organizzativi e formativi per ottenerlo e, soprattutto, per impiegarlo correttamente? Un automezzo di protezione civile non è un simbolo da esibire, ma uno strumento operativo che presuppone volontari adeguatamente formati, iscrizione agli elenchi previsti, integrazione nel sistema regionale e rispetto rigoroso delle procedure di attivazione. È doveroso, con altrettanta chiarezza, ribadire il massimo rispetto e la più sincera gratitudine verso i volontari. Donne e uomini che, spesso in silenzio, sottraggono tempo alle proprie famiglie e al proprio lavoro per metterlo a disposizione della comunità. Il loro impegno rappresenta un presidio insostituibile di solidarietà, altruismo e senso civico. Proprio per questo, meritano una guida competente, una programmazione seria e una struttura organizzativa solida. La parte politica e gestionale, invece, ha il dovere di assumersi le proprie responsabilità. Non può limitarsi a inseguire annunci su bandi per i quali, allo stato attuale, non risultano soddisfatti i requisiti e criteri minimi ai fini delle graduatorie. La buona amministrazione si misura nella capacità di costruire condizioni concrete di accesso alle opportunità, non nella semplice rivendicazione pubblica delle stesse. Il volontariato non può e non deve essere utilizzato “ad uso e consumo” dell’amministrazione di turno, né impiegato in contesti non coerenti con la normativa vigente. L’impiego dei volontari deve essere conforme:
• al Codice della Protezione Civile;
• alla Circolare del 6 agosto 2018;
• al Regolamento Comunale della Protezione Civile di Eboli.
Su quest’ultimo punto si impone un’ulteriore riflessione, le nomine previste dal regolamento comunale risultano pienamente rispettate? Le funzioni attribuite ai responsabili sono coerenti con le previsioni regolamentari? Gli organi competenti sono stati formalmente costituiti secondo le modalità previste? Se emergessero difformità o lacune, sarebbe doveroso procedere alle necessarie correzioni, nell’interesse della legalità amministrativa e della trasparenza. Ignorare tali aspetti significherebbe scaricare sulle spalle dei volontari inefficienze che appartengono invece alla sfera politico-amministrativa. La protezione civile non può essere oggetto di improvvisazione né di scontro politico superficiale. Se l’obiettivo è realmente quello di rafforzare il sistema locale, interessato da vari rischi, occorre prima consolidarne le fondamenta, formazione, organizzazione, iscrizioni agli elenchi previsti, rispetto delle norme, aggiornamento costante dei requisiti. Solo su basi solide sarà possibile intercettare fondi, mezzi e opportunità, evitando che un legittimo bando pubblico si trasformi in una sterile operazione di facciata ma che si possa affrontare l’argomento seriamente.La salvaguardia del territorio è prioritaria e la sicurezza dei cittadini di Eboli merita serietà, rigore istituzionale e trasparenza. I volontari stanno facendo la loro parte con dedizione e senso del dovere. Ora spetta alla componente politica e gestionale dimostrare di essere all’altezza della responsabilità che ricopre. Tutto il resto appartiene alla retorica.
Scritto da: Marco Naponiello
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