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“Serve una strategia integrata tra prevenzione, controllo del territorio e collaborazione tra pubblico e privato”
Sicurezza Ebolitana Un vecchio detto recita “A Casa e Mscill (del pattino), comanda anche Gatti (ovvero Gattino). Gli atti vandalici e, in particolare, quelli che si traducono in incendi dolosi di autovetture, configurano situazioni di allarme sociale che impongono una risposta strutturata e multisettoriale da parte delle autorità comunali e di pubblica sicurezza. Nel caso specifico della città di Eboli, risulta necessario valutare un ventaglio di misure di sicurezza, articolate tra prevenzione, deterrenza e repressione (come già più volte spiegato). In primo luogo, la prevenzione risulta l’ambito di intervento prioritario. È opportuno potenziare, laddove già presenti, i sistemi di videosorveglianza nelle aree maggiormente esposte al rischio, con particolare cura nella collocazione di telecamere ad alta definizione e dotate di riconoscimento automatico targhe nei pressi dei punti sensibili, quali parcheggi e vie di accesso centrali. L’installazione di impianti di illuminazione pubblica efficiente contribuisce altresì a ridurre le zone d’ombra che possono facilitare condotte criminose. Sotto il profilo della deterrenza, l’aumento della visibilità della presenza delle forze di polizia, sia statali sia locali, mediante specifici servizi straordinari di controllo del territorio nelle fasce orarie più a rischio, costituisce elemento fondamentale. Allo stesso tempo, può risultare utile attivare pattugliamenti congiunti e coordinati tra Polizia di Stato, Carabinieri e Polizia Locale, eventualmente anche con il coinvolgimento delle associazioni di controllo di vicinato, nel rispetto della normativa di settore. Inoltre, è strategico realizzare campagne di sensibilizzazione presso la cittadinanza, finalizzate a stimolare la collaborazione attiva dei residenti nella segnalazione tempestiva di situazioni sospette, implementando numeri verdi e sistemi di allerta rapidi. Dal punto di vista repressivo, è necessario garantire una tempestiva attività di indagine, anche mediante l’impiego di tecnologie di identificazione avanzate che permettano la rapida individuazione dei responsabili, assicurando la dovuta risposta penale ai fatti costituenti reato di danneggiamento seguito da incendio, di cui all’articolo 424 c.p., nonché agli eventuali altri reati connessi. Non va inoltre trascurata la possibilità di promuovere protocolli di intesa tra ente locale e Procura della Repubblica volti alla condivisione di informazioni e alla definizione di strategie comuni per la tutela della sicurezza urbana. In sintesi, l’efficacia delle misure di sicurezza nella città di Eboli dipende dalla combinazione di prevenzione tecnologica, presidio del territorio, coinvolgimento della cittadinanza e rigorosa attività repressiva, secondo una logica di sistema che valorizzi l’integrazione tra istituzioni e tessuto sociale. Fatta questa premessa è possibile integrare, le forze dell’ordine e i servizi di vigilanza privata, anzi questa emerge come una strategia di fondamentale importanza per rafforzare la sicurezza pubblica ed il controllo territoriale, in particolare in contesti caratterizzati da fenomeni criminosi diffusi e complessi. Tuttavia, tale sinergia deve essere inquadrata all’interno di un contesto normativo dettagliato e conforme alle disposizioni vigenti in materia di sicurezza pubblica e privata. Il sistema normativo italiano affida al Testo Unico delle Leggi di Pubblica Sicurezza (TULPS) e al suo regolamento d’esecuzione il ruolo di disciplinare l’attività degli istituti di vigilanza privata. In tale quadro, le agenzie di sicurezza privata operano principalmente per la tutela di beni privati e specifiche aree, previo rilascio di apposita autorizzazione dalla Prefettura competente, e in conformità a quanto stabilito dalle leggi vigenti. Uno degli elementi cardine di tale collaborazione è rappresentato dall’articolo 256 bis del DPR n. 153 del 2008, che consente alle forze di polizia e alle guardie giurate di lavorare congiuntamente sotto prototipi d’intesa stipulati tra autorità pubbliche e società di sicurezza. Questi protocolli mirano a definire meticolosamente le modalità operative e a garantire uno scambio informativo efficace, perseguendo la finalità di elevare l’efficacia delle azioni di prevenzione e gestione degli atti criminali a vantaggio dell’interesse pubblico. Il Decreto Ministeriale 269/2010 si presenta ulteriore come normativa centrale, vincolando gli istituti di vigilanza e il loro personale a criteri specifici di qualificazione e formazione, assicurando che le agenzie di sicurezza privata operino secondo standard di eccellenza e nel rispetto del quadro normativo. Inoltre, il Decreto del Capo della Polizia del 15 settembre 2009 integra tali disposizioni, enfatizzando l’importanza di una certificazione di qualità per le imprese di sicurezza, assicurando così elevati standard operativi. Va considerato, infine, come la cooperazione operativa possa essere significativamente amplificata attraverso l’uso di tecnologie condivise tra i due settori. L’interconnessione delle centrali operative delle forze dell’ordine e della vigilanza privata rappresenta una valida opportunità per ottimizzare l’allocazione delle risorse e garantire risposte rapide a segnalazioni di allerta, risultando in un potenziamento generale dell’efficacia operativa. In conclusione, la cooperazione tra le forze di polizia e la vigilanza privata, sebbene complessa, offre notevoli potenzialità per il rafforzamento delle capacità di controllo del territorio. È fondamentale, tuttavia, che questa collaborazione si sviluppi nel pieno rispetto di un quadro normativo rigoroso, attraverso strutture contrattuali trasparenti e ben definite, e nel rispetto dei più elevati standard di legalità e professionalità. “Io non sono il Sindaco di Eboli, né un assessore, ma basterebbe per esempio sapere quante forze di vigilanza privata operano di notte sul territorio e coordinare anche queste forze nell’interesse e per la sicurezza degli Ebolitani. La parola al Sindaco…”
Scritto da: Marco Naponiello
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