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Videosorveglianza a Eboli, la rabbia di Fratelli d’Italia: «Non possiamo restare deboli»

today18 Febbraio 2026 73 5

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Videosorveglianza a Eboli, la rabbia di Fratelli d’Italia: «Non possiamo restare deboli»

Videosorveglianza a Eboli: tra annunci e realtà.
Dal 2021 ad oggi criticità irrisolte e occasioni perse. Per opportuna informazione alla cittadinanza, durante questa amministrazione sono stati annunciati due progetti in materia di videosorveglianza: “Eboli Sicura e Intelligente” ed “Eboli Strade Sicure”, per un importo complessivo di circa 200.000 euro.

“Eboli Sicura e Intelligente”
finanziato con circa 149.900 euro attraverso fondi del Ministero dell’Interno nell’ambito del Patto per la Sicurezza Urbana, per l’installazione di telecamere in numerose aree del territorio comunale: svincolo autostradale, Piazza Borgo, Rione Pescara, Palasele, Rione della Pace–Paterno, Via Ceffato (Ufficio Postale), Cioffi, Corno d’Oro, Madonna delle Grazie, Foce Sele, Aversana Cioffi, Torre dei Rai, Rotatoria Campolongo, Bivio Santa Cecilia, SP30 Rotatoria Fiocche, Via delle Industrie (SP195), SS19 incrocio Fontanelle, Via Olevano (SP350), Via Casarsa, SS91 (Due Colonne), Lido Lago.

“Eboli Strade Sicure”
per un importo di circa 60.000 euro (di cui 30.000 euro a carico del bilancio comunale come cofinanziamento), per 7 telecamere di contesto in Piazza della Repubblica, scuole V. Giudice, scuole Cioffi, piazzale Ospedale, via della Bonifica, via Matteo Ripa, via Virgilio e 4 telecamere con sistema di lettura targhe (OCR) presso incrocio Chiesa San Bartolomeo, rotatoria Terminal Bus, incrocio salita Ospedale, viale Eburum.

È doveroso ricordare che nell’aprile 2022 il Comune ha perso un finanziamento ben più consistente, sempre del Ministero dell’Interno, destinato alla videosorveglianza urbana a favore dei Comuni.
Un errore progettuale dovuto alla mancanza del cofinanziamento richiesto dal bando.
Un errore grave, non un dettaglio tecnico, ma una mancanza amministrativa che ha privato la città di un’opportunità strategica per realizzare un sistema integrato, moderno e strutturato.
Oggi si esaltano progetti per 200.000 euro. I numeri, raccontano la sproporzione.

A gennaio 2026 la Commissione Sicurezza ha denunciato un fatto allarmante, su 82 telecamere installate sul territorio comunale, solo 9 risultano effettivamente funzionanti, ciò significa che l’85% dell’infrastruttura non è operativa.
Questo dato impone una riflessione seria. Il problema non è installare nuove telecamere.
Il problema è garantire la funzionalità, la manutenzione, il controllo, il monitoraggio, l’efficienza.
La sicurezza non si realizza con l’inaugurazione degli impianti, ma con la loro effettiva operatività quotidiana.

Si parla oggi di fototrappole e bodycam come soluzione alternativa ma senza un piano integrato di sicurezza urbana, un capitolato tecnico dettagliato e, soprattutto, senza competenza amministrativa, continuità gestionale, visione strategica e piena trasparenza sulle spese e sullo stato reale degli impianti, si rischia di sommare strumenti isolati senza costruire un vero sistema.
L’informativa fornita alla città appare superficiale e priva di dati tecnici essenziali.

Dal 2021 a oggi, il territorio comunale ha registrato numerosi episodi nei quali un sistema di videosorveglianza efficiente sarebbe stato determinante per atti vandalici in aree scolastiche e strutture pubbliche, danneggiamenti e furti nelle frazioni costiere, furti in esercizi commerciali e attività produttive, episodi di microcriminalità nelle aree centrali e nelle piazze, criticità viarie con necessità di identificazione dei veicoli coinvolti.

In numerosi casi, la mancanza di immagini utilizzabili ha reso impossibile l’identificazione dei responsabili.
Un sistema OCR realmente efficiente avrebbe consentito la tracciabilità veicolare in tempo reale. Telecamere di contesto pienamente operative avrebbero potuto supportare le attività di indagine e rafforzare la prevenzione.

Come amministratori si ha il dovere di dire la verità, correggere gli errori e garantire ai cittadini una sicurezza concreta, misurabile e verificabile.
La sicurezza non è uno slogan.
È un servizio pubblico essenziale.
E va gestita con serietà, competenza e trasparenza.

Basta improvvisazione e gestione approssimativa e soprattutto tirare per le lunghe quando non si ha la capacità e di governare.

Scritto da: Marco Naponiello

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