DOMANI 16 AGOSTO IL “PALIO DELL’ASSUNTA: UNA TRADIZIONE SENESE CHE SI RIPETE DAL 1644 E TRA LE PIU’ FAMOSE IN ASSOLUTO NEL MONDO

DOMANI 16 AGOSTO IL “PALIO DELL’ASSUNTA: UNA TRADIZIONE SENESE CHE SI RIPETE DAL 1644 E TRA LE PIU’ FAMOSE IN ASSOLUTO NEL MONDO

15 Agosto 2022 Off Di Marco Naponiello

Tratto da: Wikipedia Enciclopedia Libera

Il Palio di Siena è una competizione fra le Contrade di Siena nella forma di una giostra equestre di origine medievale.

La “carriera”, come viene tradizionalmente chiamata la corsa si svolge normalmente due volte l’anno: il 2 luglio si corre il Palio in onore della Madonna di Provenzano (festa della Visitazione nel calendario antico), e il 16 agosto quello in onore della Madonna Assunta.

In occasione di avvenimenti eccezionali, di ricorrenze cittadine o nazionali ritenute rilevanti e pertinenti (come il centenario dell’Unità d’Italia), la comunità senese può decidere di effettuare un “Palio straordinario”.

Fin dal 1200 si ha testimonianza di una corsa di cavalli a Siena, e documenti anteriori al XII secolo ricordano di un “Palio di San Bonifazio”, ossia il santo titolare dell’antica Cattedrale, che prima della fondazione di quella attuale sorgeva in Castelvecchio. Proprio al sagrato del Duomo nuovo, in quel periodo fu posta l’insegna del Comune a segnare l’arrivo della corsa dei barberi. Quando Siena divenne una delle più ricche e colte città dell’Europa del Medioevo, il Palio fu l’evento ludico e il momento conclusivo delle feste annuali in onore di Maria Vergine Assunta patrona di Siena e del suo Stato. Il momento culminante delle feste era la cerimonia dell’offerta dei ceri e dei censi in Cattedrale, rito insieme religioso e politico, atto di devozione alla Madonna dei senesi e di sudditanza ai reggitori del Comune di Siena.

Per l’organizzazione del Palio, il Comune nominava annualmente i “Deputati della Festa”, menzionati regolarmente nei documenti del Trecento, con ampi compiti e attribuzioni. A correre il Palio erano i nobili e i notabili sui loro cavalli; si correva “alla lunga”, cioè in linea su un percorso che andava da fuori le mura al Duomo, dall’esterno all’interno. Il premio era un pallium: una lunga pezza di stoffa preziosa, talvolta cucito a bande verticali e foderato da centinaia di pelli di vaio.

Il più antico documento sul Palio è del 1238, e tratta di giustizia paliesca. Fissa a 40 soldi la pena pecuniaria inflitta a tale Ristoro di Bruno Ciguarde «quia cum currisste palium in festa Sancte Marie de Augusto, et fuisset novissimus, non accepit sune sicut statutum est pro novissimo», ossia perché correndo il Palio ed essendo giunto ultimo, non aveva preso il porco, ossia il premio derisorio che per regolamento veniva assegnato all’ultimo classificato. Tale “purga” era obbligatoria, per meglio definire vittoria e sconfitta[4], ma si ignora se si trattasse di un vero maialino o piuttosto di un copricapo formato con la testa di porco].

Questi primi Palii furono disputati dai nobili. Le Contrade parteciparono, invece, ai crudi giochi le cui grandi masse di contendenti si opponevano su base territoriale. Siena, infatti, era nata su tre colli, e le Contrade presero vita e forma all’interno di questa tripartizione. La più antica memoria d’archivio delle Contrade è nel regolamento del 1200, dove si prescrive che tutti i cittadini rechino il cero in Cattedrale «cum hominibus sue contrate». Le Contrade furono assai più numerose delle attuali: dopo la peste del 1347, il loro numero si ridusse a 42. Presero i loro nomi da strade, porte o fonti, chiese o da illustri famiglie residenti nel loro territorio. Ebbero funzioni devozionali, amministrative, militari e ricreative.

Per saperne di più vai: https://it.wikipedia.org/wiki/Palio_di_Siena