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Essere italiano è un optional!

di Vittorio Campagna

 L’Italia resta un’Italietta per molti suoi abitanti; una terra da sfruttare, specie per gli speculatori a tutti i livelli; ma poi, raggirarla economicamente a proprio beneficio.  Gli esempi non mancano.

Un primo esempio, seppur giustificato, è dato dalla Provincia di Bolzano (o Sud Tirol per i “bolzanini”); la quale si gode i privilegi che l’Italia concede alla Regione sia in termini economici che politici, grazie alla propria Autonomia Regionale a “Statuto Speciale”, riconosciutale dalla nostra Costituzione. È noto anche che tale “Autonomia” è esercitata spesso coercitivamente contro il Governo italiano, come nel caso dell’imposizione della toponomastica esclusivamente tedesca; ma soprattutto per il recente caso del Covid-19. Infatti, chi non ricorda l’atteggiamento anti-italiano della provincia di Bolzano che a fine ottobre scorso anziché attenersi al DPCM del Ministro Conte, che aveva disposto il lockdown per la regione altoatesina, ha optato e aderito alle disposizioni anti-Covid della Germania, più morbide di quelle italiane, come se la Regione fosse di nazionalità tedesca; salvo poi inasprirle, ma sempre seguendo le direttive teutoniche e non italiane. Trascuro le agevolazioni economiche della Provincia, che beneficia grazie allo status di Regione Autonoma.

 In verità, la provincia di Bolzano può pretendere dall’Italia ciò che il “Bel Paese” può offrirle perché da ben 1600 anni appartiene come usi, costumi e cultura al ceppo tedesco e tale è rimasta fino ad oggi. L’errore fu di pretendere la sua acquisizione e annessione all’Italia prima (1918), e l’italianizzazione dopo (mussoliniana), tutto a danno di quei poveri ragazzi del ’99, morti per una causa che non è stata mai “italiana”. Sotto quest’aspetto, Bolzano è giustificata. Allora, quale sarebbe la soluzione? Cediamola all’Austria, perché per l’Italia è solo un peso economico. Sono certo, comunque, che i bolzanini non sarebbero contenti di diventare ciò che essi stessi “reclamano”: divenire austriaci; perché con l’Austria perderebbero lo “Statuto Speciale” e i benefici economici che l’Italia garantisce loro. Allora? Si chiede a Bolzano la dignità morale e di appartenenza, pur rispettandone l’etnia. Sono due esigenze dovute, cara Bozen. “Do ut des”.

In verità, non è la Provincia di Bolzano il vero problema speculativo, almeno dal punto di vista Costituzionale; del resto, è colpa dell’Italia se gli altoatesini si ritrovano in codesta realtà politico-geografica. L’immoralità… economica, invece, è nei soggetti fisici; i Campioni che noi esaltiamo e ci vantiamo della loro “italianità”. Macché! Questi si abbuffano in Italia ma pagano le tasse all’estero, trasferendo i loro “risparmi” nei “Paradisi fiscali”, come Montecarlo… e persino legalmente. L’elenco di questi furboni è lungo, ma mi limito a ricordarne solo alcuni:

Chi non ricorda lo scandalo di Valentino Rossi che sottrae al fisco italiano ben 60 milioni di Euro e trasferisce la sua residenza fiscale in Inghilterra? Eppure gli italiani impazziscono per il “Dottore”.

È ancora fresca la piaga di Flavio Briatore. Pur essendo nato in provincia di Cuneo, ha la sua residenza fiscale a Londra ma soprattutto il domicilio a Montecarlo; in Italia viene solo in vacanza, in Sardegna, a fare il bello e cattivo tempo; infatti, per aprire un Conto Corrente nel Principato, è sufficiente avere la fedina penale pulita e versare un minimo di 500.000€ in banca e nessuno te li tocca. Eppure, le TV private se lo contendono per ascoltare le sue “amenità” sull’Italia che non gli appartiene.  A seguire, è la moda introdotta dai tennisti italiani (?). Cito solo i più recenti:

Davide Sanguinetti. Nel 1999 fu persino scagionato dall’accusa di evasione fiscale per 500.000€ (sentenza della Corte di Cassazione n. 5388). È bastato presentare il contratto di locazione a Montecarlo… solo che Montecarlo non è in Italia. Sanguinetti ha difeso i colori italiani? No!

Matteo Berrettini dopo i primi successi, già nel 2019 ha trasferito la sua residenza a Montecarlo. L’ha imitato il nuovo talento e collega Yannik Sinner, anche lui si è trasferito Montecarlo inizio 2020. Infine, il più giovane della “nouvelle vague”: Lorenzo Musetti; dopo i primi guadagni si è trasferito a Montecarlo. E noi esaltiamo codesti italiani venduti, mentre l’Italia affoga nei debiti?Inizio modulo

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