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Nel secondo semestre 2025 il sistema metalmeccanico della Campania evidenzia un quadro di forte sofferenza industriale, in linea con la tendenza nazionale rilevata dalla FIM CISL.
Il monitoraggio regionale rileva:
La crisi regionale è fortemente connessa a:
Distribuzione territoriale della crisi
Lavoratori coinvolti per provincia
|
Provincia |
Lavoratori |
|
Napoli |
5.907 |
|
Caserta |
1.908 |
|
Avellino |
1.253 |
|
Benevento |
450 |
|
Salerno |
334 |
Napoli concentra oltre il 60% dei lavoratori coinvolti, trainata dalla presenza dei grandi stabilimenti automotive e dell’indotto.
Settori maggiormente colpiti
Il peso della crisi è fortemente sbilanciato verso le filiere industriali legate alla mobilità e alla produzione manifatturiera.
Lavoratori coinvolti per settore (principali)
Il comparto automotive rappresenta il vero epicentro della crisi regionale.
Principali poli industriali in difficoltà
Tra le realtà industriali più rilevanti coinvolte:
A queste si aggiunge un vasto sistema di fornitori e subfornitori dell’indotto automotive e dei servizi industriali, particolarmente esposti alle fluttuazioni produttive.
Cause principali della crisi
Dall’analisi dei dati aziendali emergono fattori ricorrenti:
1. Crisi di settore e contrazione della domanda
Particolarmente evidente nell’automotive e nella componentistica.
2. Crisi dell’indotto
Riduzione delle produzioni nei grandi stabilimenti con effetto a cascata sulla filiera.
3. Delocalizzazioni e riorganizzazioni industriali
Soprattutto nei comparti siderurgico ed elettrodomestico.
4. Costi energetici e materie prime
Incidenza elevata sui processi produttivi energivori.
5. Transizioni industriali
Riconversione tecnologica, elettrificazione e cambiamento dei modelli produttivi.
6. Perdita di commesse e cambi appalto
Fenomeno diffuso nei servizi di manutenzione e facility industriale.
Strumenti di gestione della crisi
Il ricorso agli ammortizzatori sociali è generalizzato:
Questo indica una crisi strutturale e non solo congiunturale.
Valutazione complessiva
Il quadro regionale evidenzia:
La Campania si conferma uno dei territori più esposti ai cambiamenti strutturali dell’industria manifatturiera.
Priorità industriali e politiche
Per affrontare la crisi risultano strategici:
Conclusione
Il sistema metalmeccanico campano attraversa una fase di profonda trasformazione.
La dimensione della crisi — quasi 10 mila lavoratori coinvolti — impone interventi strutturali per evitare la perdita permanente di capacità produttiva e occupazione.
La gestione delle transizioni industriali, in particolare nell’automotive e nelle filiere collegate, rappresenta la principale sfida economica e sociale del territorio nel prossimo biennio.
Napoli, 2o febbraio 2026 FIM-CISL Campania
Scritto da: Martina Farina
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