Posizioni organizzative al Comune di Cava de’ Tirreni, il segretario della Csa provinciale, Angelo Rispoli, scrive al sindaco Vincenzo Servalli: “Basta provocazioni, tuteliamo i lavoratori. Non si modifichi il regolamento”.
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Posizioni organizzative al Comune di Cava de’ Tirreni, il segretario della Csa provinciale, Angelo Rispoli, scrive al sindaco Vincenzo Servalli: “Basta provocazioni, tuteliamo i lavoratori. Non si modifichi il regolamento”.

Non modificare il regolamento dell’area delle posizioni organizzative al Comune di Cava de’ Tirreni. A chiederlo è Angelo Rispoli, segretario generale della Csa provinciale. “La motivazione dichiarata nella premessa della proposta di delibera riguarda la finalità di individuare una procedura di conferimento degli incarichi di posizione organizzativa più snella, nel rispetto della
disciplina fissata dall’articolo 14 del Contratto nazionale di lavoro, tenuto conto della situazione di emergenza sanitaria in atto a causa dell’epidemia e della prossima imminente scadenza degli attuali incarichi di posizione organizzativa prevista il prossimo 31 gennaio”, ha detto Rispoli.
Dalla lettura del dispositivo della proposta, secondo il sindacalista della Csa provinciale, si rileva che le modifiche non riguardano solo lo snellimento della procura di conferimento degli incarichi come dichiarato nella premessa dell’atto, ma investono “silenziosamente” una norma del vigente regolamento che nulla ha a che vedere con la semplificazione dell’iter di nomina dei responsabili dei servizi e che di fatto mira a penalizzare il personale di ruolo di categoria D del Comune di Cava de’Tirreni.
“Il testo  del regolamento in argomento stabilisce che “i dirigenti, con propria determinazione, assegnano le posizioni organizzative istituite dalla giunta a dipendenti di ruolo del Comune con contratto a tempo indeterminato di categoria “D” in possesso di profilo professionale coerente con i contenuti della posizione da ricoprire”, mentre nel testo modificato oggetto della proposta di delibera trasmessa alle organizzazioni sindacali le parole “di ruolo del Comune con contratto a tempo indeterminato” risultano abrogate senza alcuna motivazione. L’esame attento di tutta la premessa della proposta di delibera non consente di cogliere le ragioni di
tale modifica, che mira ad eliminare quale requisito per il conferimento degli incarichi di posizione organizzativa la condizione di essere dipendente di ruolo del Comune. Tale modifica incontra l’assoluta contrarietà del sindacato che rappresento, ritenendo che il contingente attuale del personale di ruolo di categoria D ha sempre garantito e tuttora garantisce alla dirigenza dell’Ente elevati livelli di professionalità e competenza, idonei ad assicurare l’adeguato svolgimento degli incarichi di posizione organizzativa, come dimostrano le valutazioni eccellenti
conseguite annualmente e in maniera sistematica e diffusa dai responsabili dei servizi. A tale proposito, attesa l’assoluta assenza di qualsivoglia motivazione della modifica della norma regolamentare, si chiede di
conoscere se è effettiva e precisa intenzione dell’amministrazione comunale procedere con una modifica del regolamento tesa ad eliminare il requisito di essere dipendente di ruolo a tempo indeterminato ai fini del conferimento dell’incarico di posizione organizzativa, rinunciando così espressamente al patrimonio dell’esperienza e della professionalità delle risorse umane attualmente in servizio presso l’Ente a favore di altri colleghi, parimenti qualificati, disponibili a essere comandati temporaneamente.
Bisogna evitare proroghe mensili “a singhiozzo” che inevitabilmente danneggiano l’Ente, non consentendo alcuna possibilità di programmazione organizzativa ai dirigenti e ai responsabili dei vari servizi. All’incontro di questa mattina, inoltre, da parte dei rappresentanti del Comune cavese sono stati utilizzati toni inaccettabili per chi deve rappresentare lo Stato. Non si può essere provocatori quando c’è da decidere il futuro dei lavoratori. Faccio appello al sindaco Vincenzo Servalli, che detiene anche la delega al personale, affinché eviti atti unilaterali e si continui in un confronto sereno, prorogando nel frattempo le posizioni organizzative per almeno sei mesi”.