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3 maggio, Giornata mondiale della libertà di stampa: il dovere di non tacere

today3 Maggio 2026 92 5

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3 maggio, Giornata mondiale della libertà di stampa: il dovere di non tacere

di Marco Naponiello

Oggi, 3 maggio, si celebra la Giornata mondiale della libertà di stampa, istituita dalle Nazioni Unite per ricordare quanto il diritto all’informazione libera e indipendente sia un pilastro irrinunciabile delle società democratiche. Un principio che, troppo spesso, viene dato per scontato proprio nei contesti che si definiscono civili e avanzati. La libertà di stampa non è mai acquisita una volta per tutte. È un terreno fragile, esposto a pressioni, condizionamenti e tentativi di controllo. E non accade soltanto nei regimi autoritari: anche nelle democrazie occidentali si registrano episodi di compressione dell’autonomia giornalistica, attraverso strumenti più sottili ma non meno insidiosi. Querele temerarie, concentrazione editoriale, dipendenze economiche e rapporti opachi tra potere politico e interessi finanziari rischiano di indebolire il ruolo dell’informazione. In questo scenario, il giornalista ha un dovere preciso: non confondere mai i fatti con le opinioni. La credibilità della professione si fonda sulla capacità di distinguere, verificare, raccontare la realtà senza piegarla a convenienze o narrazioni precostituite. Essere giornalisti significa esercitare, ogni giorno, una funzione essenziale: quella di cane da guardia della democrazia. Eppure, nel mondo, fare informazione resta un mestiere pericoloso. Troppi giornalisti, blogger, freelance e reporter continuano a essere minacciati, intimiditi, imprigionati o uccisi per aver svolto il proprio lavoro. Non sono numeri: sono storie, vite spezzate, verità negate. Sono il prezzo altissimo che ancora oggi si paga per difendere il diritto dei cittadini a essere informati. Accanto alla violenza diretta, esiste poi una forma più silenziosa di pressione: quella esercitata dai potentati economici, spesso intrecciati con il potere politico, che mirano a orientare o controllare i media. Un rischio concreto, che impone a chi fa informazione di mantenere schiena dritta e indipendenza, anche quando ciò comporta sacrifici. In questo contesto, diventa fondamentale rafforzare ogni presidio di libertà e pluralismo. Anche a livello locale. Nella Piana del Sele, la recente costituzione di Assostampa rappresenta un segnale importante: un tentativo di fare rete, di tutelare la professione, di riaffermare il valore di un giornalismo serio, rigoroso e libero. L’auspicio è che questa nuova realtà possa diventare un punto di riferimento, capace di sostenere una missione tanto nobile quanto necessaria: difendere la verità, garantire il diritto di cronaca, dare voce ai territori senza condizionamenti. Perché senza una stampa libera non esiste democrazia. E senza giornalisti liberi, la verità rischia di restare in silenzio.

Scritto da: Marco Naponiello

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