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Campagna, Capaccio, Eboli e Battipaglia: Rosania accende i riflettori sulle quattro crisi amministrative

today3 Ottobre 2026

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Campagna, Capaccio, Eboli e Battipaglia: Rosania accende i riflettori sulle quattro crisi amministrative

L’ex sindaco di Eboli interviene dopo la sfiducia a Cecilia Francese e mette in relazione le cadute anticipate delle amministrazioni. «Coincidenze? In politica non ci credo». Nel mirino l’ipotesi di una “normalizzazione” decisa ai livelli provinciali

EBOLI – Dalla sfiducia alla sindaca di Battipaglia Cecilia Francese a una riflessione più ampia sugli equilibri della politica locale. È questo il percorso scelto da Gerardo Rosania, ex sindaco di Eboli, che in un lungo intervento pubblicato sui social parte proprio dalla vicenda di Battipaglia per porre una serie di interrogativi sulle recenti crisi amministrative che hanno interessato Campagna, Capaccio, Eboli e Battipaglia.

Rosania premette di aver già espresso personalmente a Cecilia Francese le proprie considerazioni e la propria vicinanza, rivendicando una distinzione netta tra rapporti personali e attività politica. Ma, una volta chiuso questo capitolo, sposta l’attenzione sul piano politico.

Il dato che secondo Rosania dovrebbe far riflettere è che, «nel giro di qualche mese», tutti e quattro i Comuni abbiano visto la caduta anticipata dell’amministrazione e il conseguente commissariamento. I sindaci coinvolti sono Biagio Luongo, Gaetano Paolino, Mario Conte e Cecilia Francese, che Rosania dice di conoscere e stimare.

Da qui nasce la domanda centrale del suo intervento: si tratta di semplici coincidenze oppure esiste una dinamica politica più ampia?

Rosania individua due livelli di riflessione. Il primo riguarda il modo in cui vengono costruite le liste elettorali e la crescente mobilità dei consiglieri comunali, che definisce «transumanza». Il secondo riguarda invece il rapporto tra i sindaci e gli apparati politici provinciali.

È soprattutto su questo secondo punto che l’ex sindaco introduce il concetto di “normalizzazione”. Secondo la sua personale impressione, le quattro amministrazioni avrebbero avuto in comune il fatto di non rispondere «passivamente a qualche cerchio magico di partito».

Rosania precisa più volte che si tratta di una sua impressione, non presentandola come un fatto dimostrato. Tuttavia, richiama le vicende dei quattro Comuni e sostiene che, leggendo la stampa, in tutte queste situazioni emergerebbe un ruolo dei livelli provinciali dei partiti nell’avvio delle crisi.

Nel caso di Eboli, richiama la vicenda della mancata partecipazione al voto sul rendiconto da parte del gruppo collegato all’allora vicesindaco e assessore al Bilancio. Per Capaccio, evidenzia la sfiducia arrivata dalla stessa maggioranza dopo pochi mesi dalle elezioni. Per Battipaglia, invece, contesta politicamente i contenuti della mozione di sfiducia e soprattutto la rappresentazione secondo cui essa avrebbe restituito immediatamente la parola agli elettori.

Il punto finale del ragionamento è istituzionale: al di là delle contrapposizioni tra maggioranze e opposizioni, secondo Rosania il costo politico delle crisi anticipate ricade sulle città, che perdono la propria amministrazione eletta e affrontano un periodo di commissariamento.

Un intervento, dunque, che parte dalla solidarietà personale a Cecilia Francese ma si trasforma rapidamente in una riflessione sul funzionamento della politica locale, sul rapporto tra amministratori e partiti e sull’influenza degli organismi provinciali sulle amministrazioni comunali.

Di seguito, il post integrale di Gerardo Rosania.


LE COSE CHE HO DETTO A CECILIA DOPO LA SFIDUCIA!

CAMPAGNA, CAPACCIO, EBOLI, BATTIPAGLIA. QUALCHE DOMANDA DOVREBBE SORGERE SPONTANEA (DOVREBBE!) O ANDIAMO PER SLOGAN?

Qualcuno mi ha chiesto, dopo il Consiglio Comunale di Battipaglia, nel quale è stata approvata la mozione di sfiducia alla Sindaca, se non fosse il caso che dicessi qualche cosa su Cecilia.

Io appartengo ad una vecchia (e grande) scuola politica, di cui sono notoriamente orgoglioso, che insegnava che il privato non deve mischiarsi con la politica.

E del mio privato (anche questo è notorio) sono gelosissimo!

Le cose che dovevo dire a Cecilia, dopo il Consiglio, le ho dette a lei.

Potrei parlare di una donna straordinaria, di una generosità estrema, che ha retto, tra difficoltà enormi, per 10 anni una città complicatissima mettendoci tutta se stessa e subendo per anni attacchi personali che con la Politica (con la “P”) non c’entravano nulla! Spesso venati di sessismo.

Che ieri sera in Consiglio ha dato una prova di dignità personale immensa!

Da sola, al suo posto, mentre le venivano rivolti attacchi di ogni tipo e pezzi della sua maggioranza cercavano altri lidi (per me pessima immagine! Nel mio fare politica questo non è contemplato, neanche come ipotesi.).

Ma questo glielo hanno già detto le tante persone che hanno scritto su FB o l’hanno chiamata esprimendole solidarietà.

(Anche se a qualche osservatore storicamente esacerbato è apparso strano! Sottovalutando, ancora una volta, il rapporto tra Cecilia e Battipaglia! Eppure la storia dovrebbe insegnare.)

Potrei raccontare delle tante, tante serate, passate a studiare, a leggere la norma, le sentenze, i regolamenti, perché lei, che veniva da un mondo altro, quello della medicina, si è trovata catapultata nel mondo complicatissimo degli Enti Locali (dove io, invece, ho vissuto per 42 anni,) con la necessità e volontà inarrestabile di capire e imparare.

Ma questo appartiene al nostro privato.

Potrei raccontare dei tanti litigi, anche aspri, di questi 10 anni da Sindaca +4 da Consigliera Comunale.

Non è facile per un orgoglioso comunista di “antico pelo”, andare d’accordo con una moderata cristiana, anche se di grande apertura mentale.

Ma questa è una storia che va avanti da quando da ragazzini litigavamo nelle assemblee del liceo classico. Litigi mai negati. Litigare per poi ritrovarsi.

Qui l’unica cosa che ritengo, nella mia riservatezza, di potere rendere pubblico è la grandissima stima verso questa donna e l’orgoglio di stare con lei!

Ma io faccio politica, il libro “cuore” lo lascio ad altri.

Semplicemente non è il mio campo.!

Faccio politica a tutto tondo, fredda, attenta a leggere i fenomeni, fondata sui dati reali (quelli dei titoli dei giornali, tipo l’andamento della popolazione di Battipaglia, li lascio volentieri ad altri. Poi quando si vuole un confronto sono qua!).

E da osservatore, c’è una cosa, a Sud di Salerno, che avrebbe dovuto suscitare un minimo di dibattito politico (capisco che oggi tutto è ridotto a slogan e a tifoseria, però……).

Solo il mio amico Donato Santimone ha posto, come sempre, qualche stimolante riflessione.

Campagna, Capaccio, Eboli, Battipaglia.

La domanda è: cosa hanno in Comune queste 4 città a Sud di Salerno?

La risposta è evidente:

“nel giro di qualche mese, tutte e quattro questi comuni hanno visto la caduta anticipata della Amministrazione ed il conseguente commissariamento”.

Coincidenza?

Ecco se c’è una cosa nella quale, in politica, non credo sono le coincidenze. (Alibi troppo comodo!)

Biagio Luongo, Gaetano Paolino, Mario Conte, Cecilia Francese.

4 sindaci di peso.

Li conosco e li stimo tutti e 4, e, a mio avviso, si tratta di persone estremamente valide (a partire da Mario Conte ad Eboli, giusto per capirci, di cui stavo alla opposizione, che ho criticato per le scelte amministrativo, ma che non mi sono mai sognato di offendere o attaccare sul piano personale!)

E allora cosa è successo.

Vogliamo ragionarci, o davvero andiamo per slogan?

(Abbiamo liberato la città.L’abbiamo mandata a casa! festeggiamo.
Ho letto in qualche post sulla sfiducia a Cecilia.
Una banalità ed una povertà politica unica! Che dovrebbe preoccupare.)

Io credo che quello che è successo in questi quattro comuni, dovrebbe sollecitare almeno due elementi di riflessione:

Uno di carattere nazionale ed attiene al modo come si fanno le liste.

Uno provinciale relativo al cosa avevano in Comune quei Sindaci.

Sulla formazione delle liste, dovrebbero interrogarsi molto i partiti (se esistono ancora!). È evidente che la venuta meno di un collante ideale, e la marginalità dei programmi porta a fenomeni di “transumanza” di Consiglieri Comunali sempre più frequente e sfacciata.

Nella mia vita politica mi è capitato innumerevoli volte di non essere d’accordo ma mai mi sono sognato, neanche negli scontri più feroci, di lasciare la maggioranza in cui ero eletto.

Un segnale di debolezza immenso a mio avviso.

Sul livello provinciale, la mia impressione è che quei Sindaci avessero una cosa in Comune: “non rispondevano passivamente a qualche cerchio magico di partito”.

Ne vogliamo parlare?

L’impressione mia è che ci fosse in qualche segreteria provinciale di partito la necessità di NORMALIZZARE la situazione amministrativa di quei comuni.

Ripeto: una “impressione”!

Come diceva quello che la sapeva lunga: “a pensare male si fa peccato……”

Certo che a leggere la stampa si ricava che in tutte quelle situazioni l’ordine di “staccare la spina” matura ai livelli provinciali.

Ho letto vibranti smentite dai livelli provinciali del PD, ad esempio!

Ma la impressione è che si voglia giocare a nascondino (come ha fatto qualcuno ieri sera nel Consiglio di Battipaglia! E come si è fatto qualche mese fa ad Eboli.)

Capisco che sarebbe un boomerang straordinario se gli elettori si convincessero che le sorti della propria città vengono decise a Salerno.

Così come capisco che molti pretendenti sindaci farebbero una pessima figura.

Certo, però, che se poi guardiamo alle modalità di caduta dei Sindaci… le perplessità aumentano ancora.

A Capaccio il Sindaco si ritrova una mozione di sfiducia della sua stessa maggioranza dopo pochi mesi dalle elezioni, dopo che ha rivendicato la sua autonomia.

Ad Eboli, si legge sulla stampa, dopo una riunione presso gli organi provinciali di un partito, il gruppo che faceva capo al Vice Sindaco, nonché assessore al bilancio non si presenta a discutere il rendiconto di un bilancio che quell’assessore aveva predisposto e gestito.

(Un vero “capolavoro” politico! Di cui non ci si può illudere di non venire chiamato a rispondere nel dibattito politico!)

A Battipaglia, si legge sempre sulla stampa, dopo il via libera di organismi provinciali di partito, viene sottoscritta una mozione di sfiducia che presenta, oggettivamente, due caratteristiche a dire poco strabilianti:

-Non ha una sola motivazione valida (vogliamo leggerla insieme? Disponibilissimo!!)

-Trae in inganno i cittadini in quanto al suo interno viene lasciato intendere che con la mozione di sfiducia si tornava a dare la voce agli elettori.

Cosa evidentemente non vera.

Con la mozione si è aperta solo la strada al Commissario e non per 5 mesi (come pure qualcuno si è affannato disperatamente a dire in Consiglio. La matematica, purtroppo, non è una opinione!) bensì per 7/9 mesi.

Ora su questi temi possiamo fare finta di niente?

È una scelta! Non la condivido, ma è una scelta.

Ma quello su cui non si può, sicuramente, fare finta di niente e che chi ci rimette, come conseguenza di tali situazioni, sono solo ed esclusivamente le città interessate.

Scritto da: Marco Naponiello

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