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Come il cervello mantiene stabile la nostra percezione visiva
Il cervello è attraversato continuamente da un’intensa attività elettrica, caratterizzata da variazioni e fluttuazioni. Eppure la nostra percezione del mondo rimane sorprendentemente stabile. Una recente ricerca pubblicata sul Journal of Computational Neuroscience ha cercato di spiegare proprio questo apparente paradosso.
Gli studiosi dell’International Centre for Translational Eye Research e dell’Accademia polacca delle scienze hanno sviluppato un modello matematico semplificato della corteccia visiva primaria, concentrandosi su tre componenti: neuroni eccitatori, interneuroni inibitori e segnali modulativi più lenti.
Il risultato mostra che due importanti meccanismi di regolazione, l’inibizione rapida e il controllo omeostatico, riescono a contenere le dinamiche caotiche dell’attività neuronale. Nel modello, la variabilità dell’attività eccitatoria si è ridotta del 93%, passando da 0,325 a 0,024, senza eliminare la capacità del sistema di adattarsi agli stimoli.
La ricerca suggerisce quindi che la stabilità della percezione non dipenda da un cervello rigidamente organizzato, ma da un equilibrio dinamico tra attività e controllo. Il cervello sembra funzionare in una condizione vicina al limite dell’instabilità: abbastanza flessibile da rispondere rapidamente ai cambiamenti, ma sufficientemente regolato da evitare che le fluttuazioni compromettano la nostra percezione.
Si tratta di un modello matematico e non di una spiegazione definitiva del funzionamento del cervello umano, ma offre nuove indicazioni per comprendere come i meccanismi di regolazione dell’attività neuronale contribuiscano alla stabilità della percezione.
Di Chiara Vergani
Scritto da: Marco Naponiello
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