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CONVEGNO “NEL RUMORE DEL CONFLITTO DEI GENITORI IL MINORE NON HA VOCE” ALETHEI ASSOCIATI 

today16 Aprile 2026 206 5

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Dott.ssa Mariella Marotta – pedagogista clinico

Salerno: tutto esaurito al Salone dei Genovesi – Camera di Commercio. Sala piena per partecipare al convegno salernitano organizzato in occasione della giornata nazionale dell’ascolto del minore dall’AltheiAssociati. “Nel rumore del conflitto dei genitori il minore non ha voce” questo è il titolo del convegno che si è svolto giovedì 9 aprile 2026 e che ha visto coinvolte diverse professionalità che si sono spese con fervente interesse e dedizione a favore di questa delicatissima tematica. Avvocati, magistrati, pedagogisti clinici e psicologi hanno focalizzato i loro interventi per sottolineare l’importanza dell’ascolto del minore soprattutto quando è coinvolto in rapporti genitoriali ad alta conflittualità. In sala presenti pedagogisti clinici, docenti, psicologi, ctp-ctu, avvocati che hanno partecipato attivamente intervenendo con richieste e specifiche di approfondimenti per arricchire le loro competenze e formarsi ulteriormente nel loro settore prendendo spinti di riflessione anche da altre discipline in un’ottica integrata. Ha introdotto il convegno l’Avv. Claudio Iovane – Presidente nazionale AletheiAssociati ricordando l’interesse principale dell’associazione che verte sul diritto del minore alla bigenitorialità che inevitabilmente richiama alla responsabilità educativa i genitori e alla responsabilità all’ascolto tutte le professioni che si spendono in questo settore; ha moderato l’Avv. Anna Forte – Presidente Sezione Distrettuale di Salerno AletheiAssociati. Tra gli altri relatori si è espressa anche l’Avv. Annamaria Giordano che ha esposto ampiamente il tema nucleo, ovvero “la voce del minore nel conflitto genitoriale” apportando le sue esperienze lavorative maturate in anni di lavoro sul campo. Si è evidenziata la sua passione per tutto ciò che concerne i minori e l’impegno profuso a loro favore. Ormai è più che noto quanto possa essere dannoso il conflitto tra genitori per i figli e le sue conseguenze, spesso addirittura devastanti. Un conflitto mal gestito può contribuire allo sviluppo di problemi di salute psicofisica dei figli come disturbi dell’umore, ansia e persino problemi fisici. In questa sede, pertanto l’avvocata ha messo sapientemente al centro la questione relativa all’ascoltare il minore il quale ha l’opportunità di sottrarsi al ruolo passivo di testimone del conflitto e spesso, addirittura “oggetti” del conflitto; pertanto esperti esterni è necessario che intervengano per disinnescare questi comportamenti nocivi. Quando un rapporto di coppia è ad alta conflittualità non garantisce più un contesto familiare di protezione e contenimento per i figli, in tal senso come pedagogista clinico ho ritenuto necessario precisare che i genitori in primis dovrebbero vivere un percorso di educazione alla genitorialità; un percorso che accolga questi adulti, in evidente difficoltà, in un ambiente in cui è facilitata la riflessione su come essi stessi si vedono come genitori così da poter farvi appello ogni volta che le circostanze esistenziali minano al loro ruolo facendone perdere di vista l’importanza. Molti adulti rapiti dalla difficoltà che un conflitto porta con sé, inevitabilmente, eclissano le loro competenze genitoriali causando impatti devastanti per i figli che si sentono sempre più insicuri e instabili nel loro ambiente familiare. Educare al “facile mestiere del genitore” è un innovativo approccio che mira alla valorizzazione delle, sicuramente, già presenti abilità potenzialità e disponibilità (PAD) che in varia misura appartengono a tutti gli adulti; esso tende a far fiorire un senso di piacere e a portare il genitore a riorganizzarsi in nuovi equilibri. Se un adulto si “ri-crea” genitore porterà un contributo nella vita del proprio figlio che ne favorisce la crescita equilibrata e sana dando anche esempio di maturità e cura.

 

Scritto da: Marco Naponiello

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