Ascoltatori:
Ascoltatori di punta:
Gli occhi non mentono: come i movimenti oculari svelano ricordi nascosti
Un recente studio condotto dall’Università di Tel Aviv e dal Tel Aviv Sourasky Medical Center ha messo in luce un approccio rivoluzionario per misurare la memoria: i movimenti oculari. Questo metodo innovativo si è rivelato spesso più accurato dei tradizionali test verbali, mostrando che a volte le persone ricordano più di quanto siano in grado di dire.
I ricercatori hanno osservato 145 soggetti mentre guardavano video di animazione contenenti eventi sorprendenti, come un topo che saltava all’improvviso. Monitorando la direzione dello sguardo durante la seconda visione, hanno scoperto che gli occhi dei partecipanti si spostavano naturalmente verso il punto in cui si sarebbe verificato l’evento inatteso, anche quando i soggetti dichiaravano di non ricordarlo.
“Tradizionalmente la memoria viene valutata tramite domande dirette, chiedendo alle persone se ricordano un’immagine o un evento”, spiega il Dott. Flavio Jean Schmidig, tra gli autori dello studio. “Questo approccio non è applicabile a neonati, pazienti con Alzheimer avanzato o persone con lesioni cerebrali che non possono parlare. Il nostro metodo, basato sul movimento degli occhi, offre una misura naturale e immediata della memoria”.
I risultati mostrano che l’orientamento dello sguardo anticipatorio può indicare con precisione la presenza di ricordi, superando persino i resoconti verbali. Inoltre, grazie a tecniche di intelligenza artificiale, è possibile rilevare automaticamente, in pochi secondi, se un soggetto ha già visto un video e ha memorizzato i suoi eventi principali.
Secondo il Prof. Yuval Nir, supervisore dello studio, questa scoperta apre possibilità straordinarie per valutare la memoria in popolazioni che finora erano difficili da studiare: neonati, pazienti con deficit cognitivi o lesioni cerebrali. “La direzione dello sguardo può essere rilevata con la semplice telecamera di un laptop o di uno smartphone, senza apparecchiature complesse. Questo metodo potrebbe rivoluzionare la ricerca clinica e cognitiva, portando a nuove possibilità di misurazione della memoria in contesti finora inesplorati.”
Lo studio suggerisce che i nostri occhi custodiscono ricordi nascosti, che spesso non emergono nemmeno quando proviamo a ricordare con le parole. In futuro, questa scoperta potrebbe trasformare il modo in cui comprendiamo la memoria umana e la sua valutazione clinica.
Di Chiara Vergani

Scritto da: Marco Naponiello
Co-Municare.it è un progetto editoriale di Radio Città 105.
Giornale On-Line iscritto al Tribunale di Salerno numero cronologico 6/2024 del 01/02/2024 RG n 194/2024
Copyright © 2025 Co-Municare di Associazione Comunicare. Tutti i diritti sono Riservati.
Iscriviti al nostro canale WhatsApp! Ricevi e leggi in anteprima i nostri articoli pubblicati su Co-Municare.it e non solo