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Il fallimento di Piazza Pezzullo: da oasi verde a deserto di cemento e degrado

today25 Maggio 2026 471 5

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Il fallimento di Piazza Pezzullo: da oasi verde a deserto di cemento e degrado

La denuncia dei residenti è racchiusa in poche, lampanti parole: “Tra giochi distrutti, calore asfissiante e insicurezza notturna, stiamo pagando il prezzo altissimo di un parcheggio sotterraneo che ha cancellato il cuore del quartiere”. Un tempo c’erano gli alberi, il profumo dell’erba, il cinguettare degli uccelli e uno spazio ove si trovava rifugio dalla calura estiva all’ombra delle fronde. Oggi, Piazza Pezzullo si è trasformata in un monumento all’errore urbanistico: una distesa desolata di cemento e mattonelle, dove i giochi per l’infanzia versano in condizioni disastrose e lo spazio pubblico ha smesso di appartenere alla cittadinanza. Il declino della piazza è il risultato di una scelta amministrativa che, anni fa, ha sacrificato lo storico giardino verde sull’altare delle infrastrutture, sventrando l’area per la realizzazione di un parcheggio sotterraneo. Le promesse di una “riqualificazione superficiale” si sono scontrate con una realtà spietata, documentata impietosamente dalle immagini odierne: un deserto solare e privo di vita durante le ore diurne, che si trasforma in un teatro di tensioni e schiamazzi non appena cala il sole. Un posto che occupa giostre rotte o non funzionanti e trappole per bambini. L’area giochi, che nelle intenzioni avrebbe dovuto rappresentare il fulcro attrattivo per le giovani famiglie del quartiere, è ridotta a un cumulo di strutture fatiscenti e pericolose. Le testimonianze visive raccolte sul posto non lasciano spazio a interpretazioni. La pavimentazione antitrauma rossa, logorata dal tempo e dalla totale assenza di manutenzione, è cosparsa di sporcizia e detriti, perdendo gran parte della sua elasticità. I singoli elementi ludici appaiono come relitti: la giostrina girevole blu mostra evidenti segni di usura, con la vernice scrostata, sedute sporche e il volante centrale arancione sbiadito dal sole cocente, ormai privo di qualsiasi attrattiva sicura. Poco distante, la struttura a castello con lo scivolo in metallo presenta pannelli laterali deteriorati e il ponte di corda e legno divelto. Persino le altalene e i dondoli a bilico, pilastri di ogni parco giochi, sono ridotti una sorta di pericolo per i bambini. Poi un sole accecante che rende lo spazio nelle ore assolate davvero impraticabile, mentre strutture in ferro con il forte calore diventano così cocenti da non poter essere toccate. Un quadro di abbandono che costringe i genitori a disertare l’area per non esporre i propri figli a rischi strutturali. La voce del quartiere è questa: “Non è solo una questione di giochi rotti, è l’idea stessa di comunità che è stata cancellata. Le mamme non sanno più dove sedersi per trovare un po’ di fresco, e i bambini non hanno un solo metro quadro di ombra. Hanno tolto l’ossigeno al quartiere per fare spazio alle auto”. Il confronto con il passato evoca profonda amarezza tra i residenti storici. Prima dell’intervento edilizio, la Piazza offriva uno spazio alberato rigoglioso. Era un vero e proprio polmone verde urbano, un ecosistema capace di mitigare le temperature estive, offrendo un microclima salutare per i bambini e, soprattutto, un rifugio insostituibile che poteva diventare, se opportunatamente curato, un luogo di frescura e socialità. La totale rimozione del terreno a favore di una colata di cemento e pietra ha eliminato ogni barriera naturale contro l’effetto “isola di calore”. Durante la primavera avanzata e l’estate, la piazza si trasforma in una griglia rovente che riflette la luce solare, rendendo l’area impraticabile dalle prime ore del mattino fino al tardo pomeriggio. L’assenza di alberature ad alto fusto o di pergolati idonei ha desertificato lo spazio pubblico, privando il quartiere del suo principale punto di aggregazione sano. Se di giorno la piazza è respingente a causa del caldo, di sera e di notte subisce una mutazione altrettanto preoccupante. Diventata terra di nessuno a causa della carenza di controlli, priva di qualsiasi attrattiva e di una destinazione d’uso virtuosa, l’area attira ormai solo schiamazzi notturni e gruppi di giovani spesso protagonisti di liti e tensioni. La piazza fa da sfondo a un degrado sociale che toglie il sonno ai residenti delle palazzine adiacenti. Le segnalazioni per rumori molesti, risse sfiorate e atti di vandalismo sono all’ordine del giorno. Una piazza che doveva unire le generazioni si è trasformata in un punto critico per la sicurezza urbana, dove l’assenza di vita sociale positiva ha lasciato il campo alla microcriminalità e al disturbo della quiete pubblica. La vicenda di Piazza Pezzullo dimostra come la progettazione urbana non possa prescindere dalle necessità sociali ed ecologiche di chi vive il territorio. La realizzazione del parcheggio sotterraneo non può e non deve rimanere una condanna a vita al degrado superficiale. I cittadini chiedono a gran voce un intervento urgente di ripristino: non basta sostituire i giochi rotti o ripulire le scritte sui muri. È necessaria una radicale revisione dello spazio che preveda l’inserimento di verde pubblico verticale, fioriere pesanti, alberi in vaso o aree di de-pavimentazione dove ripiantare il prato. Solo restituendo la piazza alla natura e alla sicurezza si potrà strappare questo spazio all’abbandono, riconsegnando ai bambini e agli anziani il diritto di vivere la propria città.

GIUSEPPE SANFILIPPO

Scritto da: Marco Naponiello

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