Ascoltatori:
Ascoltatori di punta:
La voce può rivelare il declino cognitivo fino a sette anni prima
La voce può rivelare il declino cognitivo fino a sette anni prima
Il modo in cui parliamo potrebbe contenere segnali importanti sul nostro stato cognitivo, molto prima che emergano evidenti difficoltà nei tradizionali test di memoria. È quanto suggerisce un nuovo studio condotto dalla Boston University Chobanian & Avedisian School of Medicine e pubblicato sul Journal of the International Neuropsychological Society.
I ricercatori hanno analizzato le registrazioni vocali di 710 persone sottoposte a un test di memoria nel quale veniva chiesto di ascoltare una breve storia e poi raccontarla. Attraverso l’elaborazione del linguaggio naturale, sono state individuate caratteristiche del modo di parlare associate al deterioramento cognitivo.
Non è emerso soltanto un minor numero di dettagli ricordati. Le persone con difficoltà cognitive tendevano anche a utilizzare frasi più semplici, ripetere frammenti della storia, inserire commenti fuori tema e manifestare verbalmente le proprie difficoltà, per esempio riconoscendo di aver dimenticato un particolare.
Il dato più interessante riguarda il tempo: il profilo linguistico rilevato durante il test era associato a prestazioni cognitive più basse anche a distanza di circa sette anni.
Questo non significa che una dimenticanza, una ripetizione o una frase poco articolata siano di per sé un segnale di demenza. Lo studio mostra piuttosto che il linguaggio può contenere informazioni aggiuntive sul funzionamento cognitivo che i tradizionali sistemi di valutazione, basati soprattutto sul numero di risposte corrette, rischiano di non cogliere.
L’utilizzo dell’intelligenza artificiale e dell’elaborazione automatica del linguaggio potrebbe, in futuro, aiutare a individuare questi segnali in modo più sistematico, affiancando e non sostituendo la valutazione clinica. Gli stessi ricercatori sottolineano infatti che saranno necessari ulteriori studi per confermare questi risultati in popolazioni più ampie.
La voce, dunque, potrebbe diventare una delle finestre attraverso cui osservare precocemente i cambiamenti delle funzioni cognitive: non soltanto attraverso ciò che ricordiamo, ma anche attraverso il modo in cui riusciamo a raccontarlo.
Di Chiara Vergani
Scritto da: Marco Naponiello
Co-Municare.it è un progetto editoriale di Radio Città 105.
Giornale On-Line iscritto al Tribunale di Salerno numero cronologico 6/2024 del 01/02/2024 RG n 194/2024
Copyright © 2025 Co-Municare di Associazione Comunicare. Tutti i diritti sono Riservati.
Iscriviti al nostro canale WhatsApp! Ricevi e leggi in anteprima i nostri articoli pubblicati su Co-Municare.it e non solo