MARCIA per la PALESTINA Eboli, 23/03/2024: di Massimiliano Voza Presidente ANPI Valle e Piana del Sele Sanitari per Gaza Campania
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MARCIA per la PALESTINA Eboli, 23/03/2024: di Massimiliano Voza Presidente ANPI Valle e Piana del Sele Sanitari per Gaza Campania

 

Permettetemi innanzitutto di ringraziare i ragazzi dell’associazione XD390, un vero faro di luce in questa città sonnecchiante dal punto di vista del libero pensiero politico. Un raggio di luce contrapposto all’oscurantismo che è calato sul consiglio comunale della città di Eboli che non ha trovato il tempo, da molti mesi, per riunirsi, per farsi tramite per la città, per chiedere al nostro governo nazionale di farsi portavoce per il cessate il fuoco!
Israele è nato dopo la follia del genocidio nei confronti del popolo ebreo, l’Olocausto.
Tuttavia, ora è Israele che si trova a doversi difendere dall’accusa di genocidio presso la corte internazionale dell’Aja.
È necessario ribaltare la narrazione dominante tesa a giustificare lo sterminio dell’esercito di Israele come lotta al terrorismo.
Perché, di fatti, è una guerra di uno Stato occupante contro una nazione, quella Palestinese, che secondo le indicazioni dell’ONU aveva il diritto ad avere uno Stato indipendente, tanto quanto Israele.
Lo sterminio dell’esercito di Israele a Gaza è la diretta conseguenza della pretesa di continuare ad occupare la Palestina Illegalmente, contro le previsioni del diritto internazionale.
Si può chiamare lotta al terrorismo, l’attacco sistematico ai colleghi sanitari e gli ammalati negli ospedali?
Finora sono stati uccisi oltre 500 operatori sanitari tra cui molti medici come me, colpevoli semplicemente di curare le persone. Molti pazienti negli ospedali sono deceduti a causa degli attacchi indiscriminati dell’esercito israeliano.
Io sono qui, anche in rappresentanza del collettivo Sanitari per Gaza, di cui faccio parte, per dare testimonianza di quello che patiscono i nostri colleghi, colpevoli di fare il loro lavoro: salvare vite umane!
No, medici e infermieri non possono mai essere un obiettivo militare: così non è una guerra, ma è terrorismo di Stato!
Ciò nondimeno, anche da presidente della locale sezione ANPI Valle piana del Sele, non posso non notare che non si può giustificare lo sterminio dei palestinesi come lotta al terrorismo.
Bisogna denunciare questa narrazione tossica.
Se Israele è una potenza occupante, secondo il diritto internazionale, il popolo palestinese, sempre secondo il diritto internazionale, ha tutto il diritto di resistere. Stando così le cose, non si può negare che la resistenza palestinese è legittima – così come fu legittima la resistenza italiana a nazifascismo – finché non terminerà l’occupazione illegale di Israele ai danni della Palestina.
A tale scopo, giova ricordare la risoluzione ONU 37/43 del 1982, emanata proprio in seguito alla illegale e criminale invasione da parte dell’esercito di Israele del Libano:
«Si Riafferma la legittimità della lotta dei popoli per l’indipendenza, l’integrità territoriale, l’unità nazionale e la liberazione dalla dominazione coloniale e
straniera e dall’occupazione
straniera con tutti i mezzi disponibili, compresa la lotta armata».
Voglio concludere dicendo che la pace non può che non essere opera della giustizia.
L’azione dell’esercito di Israele a Gaza, a ben leggere il diritto internazionale, è parte della guerra coloniale di una potenza occupante contro una nazione occupata.
Non ci potrà mai essere pace se si continua a liquidare questa situazione come presunto – ma in realtà capzioso!- diritto di Israele di lotta contro il terrorismo.
L’attuale conflitto non è altro che responsabilità del governo di Israele che invece di sedersi al tavolo della pace, preferisce percorre solo la demonizzazione della controparte, portando avanti la narrazione tesa a liquidare la resistenza palestinese all’occupazione illegittima di Israele, solo come elemento da combattere come terrorismo, senza se e senza ma.
Bisogna che la comunità internazionale rilanci la diplomazia, oltre la demonizzazione, e si muova affinché gli interlocutori si riconoscono reciprocamente, come legittimi rappresentanti delle proprie nazioni, per addivenire all’unica soluzione possibile per arrivare alla pace: “Due popoli, due Stati!”
E nell’immediato: stop agli attacchi ai sanitari, stop al genocidio, cessate il fuoco!

Massimiliano Voza
Presidente ANPI Valle e Piana del Sele
Sanitari per Gaza Campania