RIVOLTA DELLA BASE LEGHISTA SALERNITANA CONTRO I VERTICI REGIONALI

RIVOLTA DELLA BASE LEGHISTA SALERNITANA CONTRO I VERTICI REGIONALI

6 Dicembre 2019 Off Di Marco Naponiello

COMUNICATO STAMPA

RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO DA PARTE DEL COORDINATORE LEGA-EBOLI, VINCENZO ALBANO
Lega: risultato elettorale a rischio dopo le nomine regionali e provinciali che mortificano i militanti di Salerno e provincia.

Rabbia e sconcerto all’indomani delle nomine dei coordinatori e responsabili della Lega per la Campania e Salerno in vista della prossima tornata elettorale. Con una logica non condivisa dalla base del movimento, si è premiata Napoli, ed i napoletani, conferendo una leadership non suffragata da riscontri elettorali recenti o passati dal momento che in quei luoghi la Lega è da sempre ai minimi regionali. Completamente ignorati e messi da parte quanti, da anni e da tempi meno favorevoli al partito di Matteo Salvini, ci hanno messo impegno e faccia, conducendo una battaglia politica quotidiana, alla ricerca di consensi per il partito e non certo personali.

E’ il caso di Vincenzo Albano, ebolitano 47enne, fondatore di uno dei primi circoli Noi con Salvini nel lontano 2015 e già vice coordinatore provinciale (in allegato la foto che lo ritrae col “Capitano”), fedelissimo dell’europarlamentare Lucia Vuolo, che al momento di apprendere i nominativi che compongono il direttivo regionale e provinciale ha avuto un senso di smarrimento e di sfiducia. “Un colpo basso che compromette quanto di buono è stato fatto sinora e smentisce le stesse dichiarazioni di Salvini che, presentando Molteni a Napoli, promise che sarebbero stati rispettati i territori tenendo conto degli attivisti di riferimento. Da qualche parte si pensa alle bandierine e non a radicare il partito sul territorio.

Senza voler portare la questione sul piano personale, vorrei sapere quale valenza può avere la nomina di un giovanissimo napoletano a coordinatore per Salerno e provincia. Penso all’agro nocerino sarnese, al vallo di Diano, alla piana del Sele, al Cilento, aree geografiche estese e popolose, complesse da presenziare. Come porteranno i cittadini le istanze del territorio al proprio coordinatore se mai lo vedranno?

Questa logica mortifica Salerno ed i salernitani, smorza sul nascere ogni entusiasmo e in questo momento centinaia di iscritti e simpatizzanti sono in fibrillazione perché vedono in questa situazione il vecchio modo di fare politica, retaggio della Prima Repubblica.”