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LETTERA APERTA AL SINDACO AVV. MARIO CONTE.
Caro Sindaco Avv. Mario Conte, ritornando al tema della grande evasione dei tributi comunali, se veramente Voi Amministratori della cosa pubblica tenete alle sorti di questa Città, perché non creare una Task Force a COSTO ZERO attingendo dalle liste dei Militari in Ausiliaria, come previsto dalla Legge (https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legislativo:2010-03-15;66), creando un ufficio ad hoc che metta mano alla vergognosa evasione della TARI e di altri tributi comunali che si aggira intorno al 60% ed i cui costi generali sono interamente a carico del restante 40% dei cittadini? Perché, gentile Sindaco, non si procede in questa logica e legittima direzione e per altro, si ribadisce, a COSTO ZERO? La Legge suddetta (https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legislativo:2010-03-15;66) prevede: “” I militari in ausiliaria possono essere richiamati in servizio da Pubbliche Amministrazioni (PA) statali e territoriali per esigenze di personale, con procedimenti gestiti dalla Direzione Generale del Personale Militare della Difesa (DGPM). Il richiamo avviene senza assegni se il trattamento economico è corrisposto dalla PA richiedente, mentre per i richiami con assegni è previsto un iter interministeriale. La permanenza in ausiliaria è di 5 anni, e in caso di richiamo il periodo viene comunque computato come servizio effettivo per il calcolo della pensione. Come avviene il richiamo
1. Richiesta della PA:
Un’Amministrazione Pubblica (statale o territoriale) che ha bisogno di personale invia una richiesta alla DGPM, indicando le esigenze da coprire.
2. Identificazione del personale:
La DGPM fornisce alla PA un elenco dei militari residenti nel Comune o nella Provincia interessata e disponibili per il richiamo.
3. Iter amministrativo:
La DGPM avvia l’iter amministrativo per il richiamo del militare.
4. Richiamo “senza assegni”:
Il militare in ausiliaria continua a percepire il suo trattamento fisso e continuativo (inclusa l’indennità di ausiliaria). La PA richiedente è responsabile di eventuali trattamenti accessori come straordinari o missioni.
Rifiuto del richiamo
• Primo rifiuto: Il militare può rifiutare il richiamo una sola volta.
• Secondo rifiuto: Al secondo rifiuto, il militare viene posto nella categoria della riserva, perdendo il trattamento economico previsto per l’ausiliaria.
Cosa può fare la PA
• Le PA possono utilizzare il personale richiamato a supporto, ad esempio, della polizia locale o uffici amministrazione. “”
Cordialmente.
Eboli, 15 settembre 2025
Scritto da: Marco Naponiello
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