Ascoltatori:
Ascoltatori di punta:
Quando ci sentiamo falliti, l’amore può restituirci il valore che abbiamo dimenticato
Ci sono momenti in cui la vita sembra metterci ai margini. Guardiamo gli altri e ci convinciamo che abbiano tutto ciò che a noi manca: più talento, più fortuna, più bellezza, più occasioni. Ci sentiamo inadeguati, invisibili, incapaci di riconoscere qualcosa di buono nella nostra esistenza. È proprio da questo sentimento universale che nasce il Sonetto 29 di William Shakespeare, una poesia intensa e sorprendentemente attuale, che racconta come il ricordo di un amore autentico possa cambiare il modo in cui guardiamo noi stessi.
Pubblicato nel 1609 nella raccolta dei 154 sonetti del poeta inglese, il componimento si apre con una confessione dolorosa. Shakespeare descrive un uomo che si sente respinto dalla fortuna e dagli altri, solo persino davanti al cielo, al quale rivolge lamenti che sembrano non trovare risposta. Il suo sguardo si posa continuamente sulle vite altrui: vorrebbe avere la speranza di qualcuno, la bellezza di un altro, gli amici, le capacità e le opportunità che sembrano appartenere a tutti tranne che a lui.
È una condizione che conosciamo bene anche oggi. Viviamo in una società in cui il confronto è diventato quotidiano e spesso finiamo per misurare il nostro valore attraverso i risultati degli altri. Ciò che abbiamo perde importanza, mentre ciò che ci manca diventa enorme. Persino le cose che un tempo ci rendevano felici sembrano smarrire il loro significato.
Ma Shakespeare introduce una svolta proprio quando il protagonista sembra aver raggiunto il punto più basso della propria autostima. All’improvviso pensa alla persona amata e qualcosa cambia. Non è cambiato il mondo intorno a lui, non sono scomparse le difficoltà e non ha conquistato ciò che desiderava. Eppure, il ricordo di quell’amore gli restituisce una ricchezza che nessun successo materiale potrebbe garantirgli.
L’immagine scelta dal poeta è quella di un’allodola che, all’alba, si solleva dalla terra scura e innalza il proprio canto verso il cielo. È la metafora di un’anima che riesce a liberarsi dal peso della tristezza e a ritrovare la luce grazie alla consapevolezza di essere amata.
Il messaggio più profondo del sonetto è proprio questo: il nostro valore non coincide con i traguardi raggiunti, con il giudizio degli altri o con la fortuna che abbiamo avuto. Esiste qualcosa di più importante, capace di resistere anche quando tutto sembra andare storto: la certezza di avere un posto nel cuore di qualcuno.
L’amore descritto da Shakespeare non è una promessa di felicità continua e nemmeno una soluzione magica ai problemi. È piuttosto una presenza interiore che ci ricorda chi siamo quando noi stessi abbiamo smesso di crederci. Essere amati senza dover dimostrare continuamente qualcosa significa poter abbassare le difese, sentirsi accolti anche nelle proprie fragilità e comprendere che non siamo soltanto la somma dei nostri successi e dei nostri fallimenti.
È forse questa la ragione per cui, dopo oltre quattro secoli, il Sonetto 29 continua a parlarci con tanta forza. Tutti possiamo attraversare stagioni in cui ci sentiamo meno degli altri, ma un legame sincero può aiutarci a ritrovare quella dignità che il confronto e la delusione sembravano averci sottratto. Shakespeare lo esprime negli ultimi versi con una delle dichiarazioni d’amore più belle della letteratura: ricordare di essere amati può renderci più ricchi di qualsiasi re.
Sonetto 29 – William Shakespeare
Quando, inviso a fortuna e ad occhi umani,
solo piango la mia desolazione
e turbo il sordo ciel coi miei lamenti,
mi guardo e maledico il mio destino,
e vorrei somigliare a chi ha speranza,
e avere tratti belli, tanti amici,
l’arte d’uno, dell’altro l’orizzonte,
disilluso da ciò di cui più godo.
Mentre quasi mi sprezzo in questi crucci
mi avviene di pensare a te, ed allora,
come all’alba l’allodola librata
da cupa terra, alle porte del cielo
sciolgo inni: ricordarmi del tuo amore
mi rende ricco più di tutti i re.
Di Chiara Vergani
Scritto da: Marco Naponiello
today1 Novembre 2026 38 2
Co-Municare.it è un progetto editoriale di Radio Città 105.
Giornale On-Line iscritto al Tribunale di Salerno numero cronologico 6/2024 del 01/02/2024 RG n 194/2024
Copyright © 2025 Co-Municare di Associazione Comunicare. Tutti i diritti sono Riservati.
Iscriviti al nostro canale WhatsApp! Ricevi e leggi in anteprima i nostri articoli pubblicati su Co-Municare.it e non solo