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Scoperto un nuovo sistema di difesa del cervello contro lo stress ossidativo

today7 Novembre 2025 47 5

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Scoperto un nuovo sistema di difesa del cervello contro lo stress ossidativo

Un team di ricercatori della Johns Hopkins Medicine ha identificato un meccanismo inedito di protezione dei neuroni, aprendo nuove prospettive nella prevenzione delle malattie neurodegenerative come l’Alzheimer. Al centro della scoperta c’è un enzima poco conosciuto, la biliverdina reduttasi A (BVRA), che si rivela fondamentale nel mantenere l’equilibrio antiossidante del cervello.

La BVRA era nota per il suo ruolo nella produzione di bilirubina, un pigmento con proprietà antiossidanti. Tuttavia, il nuovo studio dimostra che questo enzima svolge un’azione protettiva indipendente dalla sintesi della bilirubina.

Gli esperimenti condotti su topi geneticamente modificati hanno mostrato che il BVRA interagisce direttamente con una proteina chiave, NRF2, considerata il principale regolatore dei geni antiossidanti. Questa interazione attiva una serie di meccanismi di difesa che proteggono i neuroni dai danni causati dallo stress ossidativo, cioè da un eccesso di radicali liberi.

Lo stress ossidativo rappresenta uno dei principali fattori di rischio nell’invecchiamento cerebrale e nelle patologie neurodegenerative. Quando la funzione del BVRA viene compromessa, il sistema di protezione del cervello si indebolisce, lasciando spazio a processi infiammatori e degenerativi.

Eliminando la capacità del BVRA di produrre bilirubina, i ricercatori hanno osservato che l’enzima continuava a garantire la resilienza neuronale, segno che la sua azione antiossidante è autonoma e più complessa di quanto si pensasse.

Secondo la professoressa Bindu Paul, che ha guidato lo studio, “il BVRA si comporta come un integratore molecolare dei principali processi cellulari che proteggono i neuroni dal danno”. Il coautore Solomon H. Snyder aggiunge che questa scoperta “potrebbe aprire la strada a nuove terapie per rallentare o prevenire la progressione dell’Alzheimer e di altre malattie neurodegenerative”.

Il lavoro è frutto di anni di collaborazione tra neuroscienziati, biochimici e genetisti. Le analisi genetiche e biochimiche hanno confermato che il complesso BVRA–NRF2 regola i geni legati al trasporto dell’ossigeno, al metabolismo mitocondriale e alla risposta immunitaria cerebrale.

Comprendere meglio questa connessione potrebbe consentire di sviluppare nuovi farmaci capaci di potenziare le difese naturali del cervello, rafforzando la capacità dei neuroni di resistere ai danni ossidativi e infiammatori che accompagnano l’invecchiamento.

Tale scoperta rappresenta un passo importante verso la comprensione dei meccanismi di autoprotezione del cervello e potrebbe segnare una svolta nella lotta contro le malattie neurodegenerative che colpiscono milioni di persone nel mondo.

Di Chiara Vergani

Scritto da: Marco Naponiello

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