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SAPRI, IL PUNTO NASCITA NON È SOLTANTO UN NUMERO

today22 Ottobre 2026 12 5

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SAPRI, IL PUNTO NASCITA NON È SOLTANTO UN NUMERO
La sentenza del TAR va rispettata. Ma una sentenza non può chiudere il confronto sul futuro sanitario di Sapri e del Cilento.
La sicurezza della madre e del neonato viene prima di tutto. Ma sicurezza non significa soltanto contare i parti. Significa garantire una rete capace di intervenire tempestivamente, professionisti adeguati, organizzazione, competenze e servizi realmente accessibili.
Il Punto Nascita dell’Ospedale “Immacolata” di Sapri non rappresenta semplicemente una struttura ospedaliera: rappresenta un presidio per una comunità che vive in un territorio periferico, con distanze, viabilità e condizioni geografiche che non possono essere ignorate.
Chiudere un Punto Nascita non può significare semplicemente spostare le nascite altrove.
Bisogna spiegare con chiarezza come sarà garantita la sicurezza delle donne e dei neonati, quali saranno i percorsi, quali tempi di trasferimento potranno essere assicurati e quali servizi resteranno a disposizione del territorio.
E c’è un altro aspetto che non può essere dimenticato: le persone che ogni giorno garantiscono l’assistenza.
Infermieri, infermieri pediatrici e ostetriche sono protagonisti del percorso nascita. Sono professionisti che assistono, monitorano, educano, sostengono le donne e le famiglie e contribuiscono quotidianamente alla sicurezza delle cure.
Non si può parlare di riorganizzazione sanitaria senza parlare di professionisti. E non si può chiedere sicurezza senza garantire organici, competenze e condizioni di lavoro adeguate.
Come Presidente dell’OPI Salerno ritengo che il futuro di Sapri debba essere affrontato con una visione complessiva.
Se il Punto Nascita non potrà essere mantenuto, il territorio dovrà ricevere qualcosa di più di una semplice comunicazione di chiusura: dovrà ricevere una rete alternativa, concreta, sicura e verificabile.
Non possiamo accettare che le aree periferiche diventino progressivamente territori nei quali i servizi sanitari vengono ridotti mentre aumentano le distanze dai luoghi di cura.
La sanità non può essere organizzata soltanto sulla carta. Deve funzionare nella realtà, soprattutto quando una donna sta per partorire e ogni minuto può diventare importante.
Per questo serve un confronto serio tra Regione, ASL, istituzioni locali e professionisti sanitari.
Sapri non chiede privilegi.
Chiede sicurezza. Chiede prossimità. Chiede servizi. Chiede rispetto per una comunità.
E soprattutto chiede che, qualunque sia la decisione finale sul Punto Nascita, nessuna donna e nessun neonato vengano lasciati soli.
La sicurezza viene prima di tutto. Ma la sicurezza si costruisce con strutture adeguate, professionisti valorizzati e una sanità realmente vicina alle persone.
Cosimo Cicia
Presidente OPI Salerno

 

Scritto da: Marco Naponiello

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