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Nel comunicato del 28 ottobre 2026, Cariello parla di oltre 80 esposti, più di 40 procedimenti giudiziari e dei risultati rivendicati durante il suo mandato. Ringrazia i legali e i cittadini che gli sono rimasti vicini.
EBOLI – «La verità dei fatti. La dignità di chi non si arrende. La testa alta». È questo il messaggio con cui Massimo Cariello, ex sindaco di Eboli, apre il suo comunicato stampa del 28 ottobre 2026, nel quale interviene sulla vicenda giudiziaria relativa alla presunta turbativa nella gestione delle politiche sociali e del Piano di Zona. Nel documento Cariello dichiara di essere stato assolto con la formula «perché il fatto non sussiste» e descrive la conclusione del procedimento come una tappa importante di un percorso personale, familiare e politico particolarmente difficile. L’ex primo cittadino coglie inoltre l’occasione per ripercorrere l’attività amministrativa svolta nel settore sociale, elencando interventi per le persone con disabilità, gli anziani, i giovani e le famiglie. Il comunicato contiene anche un passaggio relativo agli altri procedimenti giudiziari: Cariello riferisce, nella propria ricostruzione, di oltre 80 esposti, più di 40 procedimenti, 33 archiviazioni, cinque assoluzioni, due procedimenti ancora in corso e una condanna definitiva. Per quest’ultima ribadisce le proprie riserve, pur riconoscendone la definitività, e dichiara di voler valutare gli strumenti di tutela che ritiene legittimi. L’ex sindaco ricorda quindi una serie di risultati che attribuisce alla propria amministrazione, tra cui l’incremento delle assistenti sociali, il potenziamento dell’assistenza domiciliare, la spiaggia accessibile «Mare di Tutti» e l’attivazione dei Centri Famiglia. Si tratta di risultati e valutazioni esposti dallo stesso Cariello nel suo comunicato. La vicenda giudiziaria ha avuto origine in un contesto diverso: il 9 ottobre 2020 Cariello fu arrestato e sottoposto agli arresti domiciliari nell’ambito di un’inchiesta relativa a presunte irregolarità nei concorsi pubblici. È importante distinguere quell’inchiesta dal procedimento sulle politiche sociali descritto nel documento odierno.
Nel comunicato, intitolato «La verità dei fatti. La dignità di chi non si arrende. La testa alta», Cariello scrive: «Oggi si è chiusa una pagina importante di una lunga vicenda giudiziaria che mi ha segnato profondamente: sono stato assolto perché il fatto non sussiste nel procedimento relativo alla presunta turbativa sulla gestione delle politiche sociali e del Piano di Zona». Una vicenda che, secondo l’ex sindaco, per anni lo avrebbe esposto a polemiche, titoli di giornale e accuse, alimentando tensioni in un settore delicato come quello delle politiche sociali. La sentenza, afferma, rappresenta un punto fermo e una tappa importante di un percorso umano e giudiziario estremamente difficile. Per comprendere fino in fondo quanto vissuto, sostiene Cariello, occorre guardare oltre la singola sentenza. «Credo di aver pagato, e di continuare a pagare, un prezzo altissimo per essere stato un sindaco nato tra la gente e sostenuto dalla gente, senza dinastie politiche né cognomi capaci di aprire le porte del potere». Nel suo intervento l’ex primo cittadino afferma che a Eboli la sua libertà da determinate appartenenze sarebbe diventata, per alcuni, un ostacolo da colpire. Quando, a suo giudizio, la politica rinuncia al confronto e sceglie di alimentare denunce ed esposti, il danno non è soltanto personale, perché si rischia di soffocare il dibattito e rallentare il cambiamento. Cariello precisa di non voler giudicare le intenzioni di chi ha agito né il lavoro della magistratura, chiamata a esaminare le segnalazioni ricevute, ma sottolinea il peso umano, politico e personale che, a suo dire, deriva dal dover affrontare numerose iniziative giudiziarie. «È questa la ferita che porto dentro: aver dovuto difendere non solo il mio operato, ma anche la libertà di fare politica senza padrini, senza appartenenze e senza rinunciare al legame più importante, quello con la mia gente». Nel ricostruire la propria situazione giudiziaria, Cariello riferisce di oltre 80 esposti e più di 40 procedimenti giudiziari, con un bilancio che comprende, secondo i dati da lui riportati, 33 archiviazioni, cinque assoluzioni, due procedimenti ancora in corso e una condanna definitiva. Quest’ultima, scrive, non viene nascosta: «La riconosco come esito giudiziario definitivo, pur continuando ad avere le mie convinzioni e le mie riserve su quella specifica vicenda». Secondo la sua ricostruzione, si tratterebbe di un fatto mai verificatosi e che non riguardava neppure il Comune di Eboli. Cariello ricorda inoltre che, nel percorso giudiziario, la Procura generale presso la Corte di Cassazione aveva chiesto l’assoluzione, richiesta che non è stata accolta. In attesa dell’esecuzione della condanna definitiva, dichiara di voler continuare a percorrere le strade che ritiene legittime per far valere le proprie ragioni, valutando anche gli strumenti di tutela previsti in ambito europeo e la presentazione di una domanda di grazia al Presidente della Repubblica. «Ritengo che questa condanna rappresenti un’ingiustizia», scrive, contestando una ricostruzione che, a suo avviso, si concentrerebbe su presunte intenzioni anziché su un fatto concretamente verificatosi. L’ex sindaco aggiunge di rispettare la magistratura e le sue decisioni, precisando però che il rispetto delle sentenze non comporta la rinuncia alle proprie convinzioni o al diritto di difendersi attraverso gli strumenti previsti dalla legge. Sul procedimento relativo alla presunta turbativa nella gestione delle politiche sociali, Cariello afferma che inizialmente erano stati contestati 18 capi d’imputazione, 17 dei quali successivamente archiviati, mentre per la vicenda relativa alla turbativa è arrivata, secondo quanto dichiarato nel comunicato, l’assoluzione perché il fatto non sussiste. Una decisione che accoglie con soddisfazione e che, sostiene, gli consente di guardare a questa parte della propria storia con maggiore serenità. Cariello afferma tuttavia di non aver mai permesso che le vicende giudiziarie cancellassero quanto realizzato per Eboli durante il mandato amministrativo. Rivendica risultati nelle politiche sociali raggiunti, secondo la sua ricostruzione, in un contesto difficile, con un Comune in predissesto e senza risorse del PNRR. Nel comunicato critica inoltre le amministrazioni successive, sostenendo che avrebbero avuto a disposizione risorse molto maggiori senza conseguire risultati proporzionati alle opportunità. Tra gli interventi elencati figura il coinvolgimento di oltre 250 giovani nelle prime esperienze in Comune attraverso il Servizio civile, tirocini, stage, borse di studio e praticantato. Cariello ricorda anche la realizzazione della spiaggia «Mare di Tutti», che definisce la prima della provincia dedicata alle persone con disabilità, attrezzata per favorire accessibilità e fruizione del tempo libero. Un altro risultato rivendicato riguarda la riduzione dei tempi di pagamento del Fondo per la non autosufficienza (FNA) per gli assegni di cura destinati alle persone con disabilità gravissima e grave, passati, secondo i dati riportati, da circa 540 giorni a pagamenti bimestrali regolari. L’ex sindaco sostiene inoltre che il numero delle assistenti sociali sia passato da nove a 22, raggiungendo un rapporto di una professionista ogni 3.600 abitanti, inferiore a quello di una ogni 5.000 indicato nel comunicato come riferimento normativo. Tra gli interventi citati vi è il potenziamento dell’assistenza specialistica scolastica, con oltre dieci ore settimanali in più garantite dal primo all’ultimo giorno di scuola, oltre all’incremento dei fondi e delle ore di assistenza domiciliare integrata agli anziani, con ulteriori sette ore settimanali di assistenza. Cariello ricorda anche la riattivazione dell’assistenza sociale domiciliare per gli anziani soli e l’aumento da zero a tre dei Centri Famiglia presenti nell’ambito, dotati, secondo quanto riferito, di psicologi, assistenti sociali, educatori e personale formato come operatore RBT per i minori con disturbi dello spettro autistico. Nel bilancio della propria esperienza amministrativa include l’aumento del personale del Piano di Zona da sette a 18 unità, oltre a due dipendenti comunali, il sostegno al Centro antiviolenza e l’avvio di progetti pilota per l’integrazione e l’inclusione delle persone immigrate. Richiama inoltre le iniziative rivolte alle persone con disabilità, accompagnate dalla nomina del Disability Manager, e l’assegnazione dei locali e l’avvio del progetto «Il Forno di Vincenzo», indicato come iniziativa di valore sociale e inclusivo. Un passaggio specifico è dedicato alla proposta di costituzione di un consorzio pubblico per la gestione del Piano di Zona, pensato, secondo Cariello, per garantire maggiori controlli, trasparenza e tutela dell’interesse collettivo. La proposta, spiega, era pronta per essere sottoposta all’esame dei Consigli comunali, ma l’emergenza Covid ne avrebbe bloccato il percorso. Successivamente, l’amministrazione uscente avrebbe scelto un modello di tipo privatistico, diverso da quello proposto dalla sua squadra. «Una differenza sostanziale di visione: per noi le politiche sociali dovevano restare saldamente ancorate al controllo pubblico e alla tutela delle persone più fragili», afferma. Nel complesso, Cariello descrive la propria esperienza amministrativa nelle politiche sociali come un percorso segnato da difficoltà di bilancio e ostilità, durante il quale, sostiene, furono presentati numerosi esposti e denunce alla Procura, al TAR e all’ANAC. Le 17 archiviazioni e gli esiti dei procedimenti conclusi, nella sua valutazione, rappresenterebbero il risultato di verifiche serrate senza esiti tali da compromettere la regolarità dell’azione amministrativa. Un esito che, secondo l’ex sindaco, tutela anche il lavoro dell’intera struttura, dal coordinatore del Piano di Zona ai funzionari del Comune di Eboli. Da qui la domanda che pone nel comunicato: «Cosa sarebbe emerso se gli stessi controlli fossero stati applicati anche nei cinque anni successivi?». In conclusione, Cariello ringrazia i suoi avvocati, Cacciatore Cecchino e Costantino Cardiello, per il lavoro svolto e per averlo accompagnato nel percorso giudiziario. Un ringraziamento particolare è rivolto alle tante persone che, in questi anni, non gli avrebbero fatto mancare affetto, stima e vicinanza. «La vostra presenza è stata una forza nei momenti più difficili e mi ha ricordato, ogni volta, il valore del rapporto costruito con la mia città», scrive. L’ex sindaco afferma di essersi tolto un peso, pur senza cancellare le ferite e il prezzo umano pagato, e richiama le proprie radici nel quartiere Paterno, la sua gente e le persone che hanno creduto in lui. «Non sono nato nei palazzi del potere e non rinnego la mia storia. Vado avanti a testa alta, con rispetto per la magistratura e fiducia nelle istituzioni». Il comunicato si chiude con un messaggio rivolto alla famiglia e a chi gli è rimasto vicino: «Lo devo alla mia famiglia, a me stesso e a chi non mi ha mai abbandonato. Le polemiche passano, il lavoro e i legami umani restano. Il mio impegno non cambia: Eboli e i suoi cittadini, prima di tutto. Sempre».
Eboli, 28 ottobre 2026
Massimo Cariello
Scritto da: Marco Naponiello
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