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Un chip neurale intelligente potrebbe rivoluzionare il trattamento della depressione
Un piccolo chip cerebrale sviluppato dai ricercatori del Politecnico federale di Losanna (EPFL), in Svizzera, potrebbe aprire nuove possibilità nel trattamento della depressione resistente alle terapie.
Chiamato LogSync, il dispositivo misura appena pochi millimetri e analizza contemporaneamente l’attività elettrica di diverse aree del cervello. Grazie a un sistema di apprendimento automatico integrato, è in grado di riconoscere specifici schemi dell’attività neurale e individuare cambiamenti legati agli stati emotivi e cognitivi.
L’obiettivo è migliorare la stimolazione cerebrale profonda (DBS), una tecnica che utilizza elettrodi impiantati chirurgicamente per inviare impulsi elettrici a determinate strutture cerebrali. A differenza dei dispositivi tradizionali, che possono erogare una stimolazione continua, LogSync è progettato per attivarla in modo adattivo, quando rileva particolari segnali cerebrali.
Questa tecnologia potrebbe essere utile non soltanto per la depressione grave resistente ai trattamenti, ma anche per altri disturbi psichiatrici e neurologici. Il chip è stato testato su registrazioni cerebrali umane e in esperimenti su animali, mostrando la possibilità di riconoscere diversi stati neurali e coordinare la stimolazione in tempo reale.
Nonostante i risultati promettenti, LogSync è ancora una tecnologia sperimentale: serviranno ulteriori studi per dimostrarne l’efficacia e la sicurezza nei pazienti e capire se potrà diventare un trattamento clinico.
Di Chiara Vergani
Scritto da: Marco Naponiello
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