“DALEN, UNA MUSICA D’URGENZA SOLIDALE” DI GIOVANNA IAMMUCCI

“DALEN, UNA MUSICA D’URGENZA SOLIDALE” DI GIOVANNA IAMMUCCI

24 Settembre 2022 Off Di Marco Naponiello

Dalen, cantante polistrumentista, accende il cielo della musica italiana con il suo primo singolo, “Crotone”, brano che lo ha accompagnato durante uno degli eventi nazionali più importanti: Musica contro le Mafie. Oggi lo incontriamo per voi.

Descrivi Dalen in tre aggettivi.

«Bugiardo nelle interviste, incoerente nella vita, vero nelle canzoni».

“Crotone” è una canzone nata da un’immagine, da un bisogno dell’anima, ed è atterrata in un contesto delicato… Ci racconti la sua nascita?

«”Crotone” è tra le prime tre-quattro canzoni che ho scritto a Novembre 2020, accompagnata dal senso d’impotenza e dalla rabbia di essermi trovato nel mezzo di un allagamento di un quartiere, durante un normale giorno di pioggia: ho visto una signora che non riusciva ad attraversare la strada perché aveva l’acqua fino alle ginocchia, due buste della spesa in mano e, stava cercando di andare a casa… così è nata».

Hai avuto tante belle esperienze, vuoi renderci partecipi di una in particolare?

«La più bella esperienza l’ho avuta ieri, 18 Settembre: finalmente sono andato al mare e ho fatto il mio primo bagno della stagione».

Hai collaborato con vari artisti, che sensazioni hai avuto? 

«Sì, quest’estate ho collaborato con Alex Britti, JoeBastianich& La Terza Classe e sono stato dietro le quinte, e nei camerini insieme ad altri artisti italiani: Giusy Ferreri, staff e musicisti di Loredana Bertè, e anche una notte intera a suonare con i Sud Sound System, indimenticabile… la sensazione più bella che ho avuto è stata che a nessuno importava chi fossi in un senso banale, l’interesse era rivolto alle mie canzoni, a ciò che dicevo mentre le cantavo; questa è la cosa che più mi è piaciuta. Pensa a quanto vivremmo meglio senza pregiudizi, senza giudicare, guardando l’altro come uno di noi, intercettare la sua empatia e lo sguardo che ha nei confronti del mondo».

Qual è stato il tuo ricordo preferito legato a una canzone?

«La prima volta che ho ascoltato Red House di Jimi Hendrix ho avuto un’erezione… questo è parte del ricordo che posso dire, il resto non posso raccontarvelo, è troppo, heheeheheheh!».

Dalen è musica d’urgenza… perché? 

«Musica d’urgenza perché le canzoni nascono in un modo e per un moto improvviso. Vede delle cose, sento delle emozioni, scrivo una canzone. Prima ti raccontavo di “Crotone”, come altre vicende anche geograficamente molto lontane da me che mi hanno toccato immediatamente allo stesso modo; così ho preso la penna e ho scritto, ho abbracciato la chitarra e ho cominciato a cantare le prime parole, le prime frasi… Ci sono storie nel mondo che hanno l’urgenza di essere raccontate. Il tour nelle diverse regioni, l’ho fatto voce e chitarra, senza troppe ‘menate’e attrezzature musicali, anche le aperture dei concerti degli artisti che citavo prima, io e la mia chitarra: anche questa è urgenza!».

Se potessi dire un’altra parola per descrivere la tua musica, quale sarebbe?

«Beh, direi necessaria».

Chi ha ispirato la tua carriera?

«Non so sinceramente chi abbia ispirato la mia carriera, so solo che quando ascolto musica non mi sento solo, e così l’ho sempre ascoltata e, nell’ascolto, ho attraversato diversi linguaggi: qualsiasi idioma, artista o semplicemente canzone che mi facesse sentire qualcosa nello stomaco, per me era qualcosa da seguire».

La città di Crotone, nata da una leggenda, vive per sempre attraverso la quotidianità dei suoi abitanti, fra magia e verità, proprio come il tuo singolo…

«Il mio singolo nasce da qualcosa di molto concreto: immagino che se non avessi vissuto quell’esperienza, con i piedi nell’acqua, il 21 novembre del 2020, non credo sarebbe nata… Crotone –il singolo– è nato nell’acqua, è figlio del liquido amniotico della città di Crotone, il liquido amniotico di quell’alluvione che ha causato un sacco di problemi e, che genera quel senso di enorme impotenza all’interno dell’immaginario collettivo di chi vive quel luogo, rendendo difficile levare “il marchio” sia per chi guarda Crotone che per chi la vive».

Cosa consigli ai giovani che vogliono seguire la tua strada?

«Consigli non ne ho, semmai però potessi dare qualche suggerimento, direi: “Scrivi e canta quello che senti più vicino a te e al tuo stomaco, altrimenti potrai fare tantissime cose ma non toccherai mai lo stomaco di nessuno… forse potrai toccherai le orecchie e la testa, forse toccherai qualche classifica, ma mai l’anima” …».  

Per quale cosa vorresti avere più tempo?

«Vorrei avere più tempo per leggere, scrivere e suonare, e anche per fare l’amore».

Un saluto ai lettori con la frase di una tua canzone preferita.

Cantando: «Un gelato al limone, gelato al limone, gelato al limone…».

Giovanna Iammucci