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Il cervello umano è nato per programmare
La programmazione informatica, considerata da molti una competenza altamente tecnica, potrebbe in realtà essere una naturale estensione delle capacità logiche del cervello umano. Un recente studio della Johns Hopkins University ha infatti rivelato che imparare a programmare non richiede l’attivazione di nuovi sistemi cerebrali, ma sfrutta gli stessi circuiti neurali già impiegati per il ragionamento e la logica.
Attraverso la risonanza magnetica funzionale (fMRI), i ricercatori hanno monitorato l’attività cerebrale di un gruppo di studenti universitari prima e dopo un corso di programmazione in Python. I risultati sono stati sorprendenti: dopo l’apprendimento, le aree fronto-parietali – responsabili della risoluzione dei problemi e del pensiero logico – si attivavano quando gli studenti leggevano il codice. Ancora più interessante, gli stessi gruppi di neuroni reagivano già prima del corso, quando i partecipanti leggevano semplici descrizioni in inglese di frammenti di codice.
Secondo la neuroscienziata cognitiva Marina Bedny, il cervello umano “ricicla” i suoi circuiti logici per interpretare e comprendere la programmazione, esattamente come accade per la lettura o la matematica. Questo significa che la capacità di comprendere un linguaggio di programmazione non è qualcosa che si acquisisce da zero, ma nasce da strutture cerebrali già predisposte al pensiero astratto e sequenziale.
La ricerca supporta l’ipotesi del “riciclo neurale”, secondo cui le competenze culturali più recenti – come leggere, scrivere o programmare – non creano nuovi percorsi neuronali, ma si appoggiano su reti preesistenti adattandole a nuovi scopi.
Il primo autore dello studio, Yun-Fei Liu, sottolinea come la programmazione si basi su “macchinari neurali” universali, legati alla capacità di affrontare problemi logici. Tutti noi, dunque, possediamo il potenziale di apprendere a programmare: il cervello umano è naturalmente attrezzato per riconoscere schemi, formulare algoritmi mentali e strutturare il pensiero in modo logico.
Questa scoperta ha implicazioni profonde per l’educazione: allenare fin da piccoli il ragionamento logico attraverso giochi, enigmi o semplici discussioni argomentative può facilitare in futuro l’apprendimento della programmazione.
In altre parole, il cervello umano è già pronto a programmare. Non serve reinventarlo, ma solo allenarlo a riconoscere e usare la logica che da sempre gli appartiene.
Di Chiara Vergani

Scritto da: Marco Naponiello
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