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Quando il cervello sceglie: memoria o novità?

today19 Settembre 2025 31

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Quando il cervello sceglie: memoria o novità?

Il nostro cervello non è una macchina rigida che utilizza sempre le stesse vie per elaborare le informazioni. Al contrario, cambia strategia a seconda del contesto: se ci troviamo in un ambiente familiare, privilegia il richiamo della memoria; se invece affrontiamo una situazione nuova, dà spazio all’integrazione con stimoli inediti.
Un recente studio internazionale condotto da Claudio Mirasso (Istituto di fisica interdisciplinare e sistemi complessi, IFISC) e Santiago Canals (Istituto di neuroscienze, Università Miguel Hernández) ha mostrato che questa flessibilità dipende dall’equilibrio tra due circuiti inibitori che regolano l’interazione di due ritmi fondamentali del cervello: le oscillazioni lente (theta) e quelle veloci (gamma).
In pratica, l’attività neuronale può funzionare come un interruttore dinamico. Nei contesti già noti, i neuroni favoriscono percorsi di comunicazione diretti tra corteccia entorinale e ippocampo, facilitando la riattivazione dei ricordi consolidati. Di fronte a una novità invece il cervello adotta un’altra modalità, che combina il richiamo della memoria con l’elaborazione di nuovi input sensoriali, aggiornando così la nostra mappa cognitiva del mondo.
Il dato più interessante emerso dalla ricerca è che il passaggio tra queste due modalità non è netto, ma continuo: basta la variazione della forza delle connessioni sinaptiche per decidere se dare priorità alla memoria o all’esperienza immediata.
Questo meccanismo non riguarda soltanto la memoria e l’orientamento spaziale, ma potrebbe estendersi anche ad altre funzioni cognitive come l’attenzione. Le scoperta apre prospettive importanti in campo clinico: comprendere come si alteri questo equilibrio nei casi di Alzheimer, epilessia o dipendenza potrebbe portare allo sviluppo di nuove strategie terapeutiche.
In sintesi, il cervello non lavora mai in modo statico: ogni esperienza è il risultato di un bilanciamento costante tra ciò che sappiamo già e ciò che stiamo imparando. Tale capacità di adattamento rende la nostra mente tanto complessa quanto sorprendente.
Di Chiara Vergani

Scritto da: Marco Naponiello

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