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Radon, il gas invisibile che entra nelle case: perché arieggiare resta una regola fondamentale per la salute

today14 Aprile 2026 59 5

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Il radon è un gas naturale radioattivo, incolore, inodore e insapore, che si forma nel sottosuolo a seguito del decadimento dell’uranio presente nelle rocce e nei terreni.

Pur essendo un fenomeno naturale, può rappresentare un rischio concreto per la salute quando si accumula negli ambienti chiusi. Il gas risale dal terreno e può infiltrarsi negli edifici attraverso fessure nelle fondamenta, giunti strutturali, intercapedini o locali a contatto diretto con il suolo. Una volta entrato in casa, tende a concentrarsi soprattutto negli spazi poco ventilati come cantine, piani terra e ambienti seminterrati, dove il ricambio d’aria è ridotto. Secondo le principali autorità sanitarie internazionali, l’esposizione prolungata a elevate concentrazioni di radon rappresenta un fattore di rischio significativo per la salute umana ed è considerata la seconda causa di tumore ai polmoni dopo il fumo di sigaretta. Il pericolo non deriva dalla percezione sensoriale, poiché il radon non può essere visto né annusato, ma proprio dalla sua natura silenziosa che ne rende difficile l’individuazione senza strumenti specifici di rilevazione. In Italia la distribuzione del radon non è uniforme e dipende fortemente dalla composizione geologica dei territori. Alcune aree del Paese risultano maggiormente esposte per caratteristiche del sottosuolo. In particolare, diverse zone della Campania sono considerate potenzialmente a maggiore rischio a causa della natura vulcanica dei terreni, ricchi di materiali come tufi e rocce di origine piroclastica che possono favorire l’emissione del gas dal suolo. Per questo motivo, la normativa e le attività di monitoraggio ambientale hanno posto crescente attenzione alla misurazione del radon negli edifici pubblici e privati situati in aree sensibili. La pericolosità del radon aumenta in modo significativo negli ambienti chiusi, dove l’aria ristagna e il gas può accumularsi nel tempo. Per questa ragione, una delle misure più semplici ed efficaci di prevenzione resta la ventilazione regolare degli ambienti domestici. Aprire le finestre con frequenza consente di diluire la concentrazione del gas e favorire il ricambio d’aria, riducendo l’esposizione quotidiana. Questa pratica, apparentemente banale, affonda le sue radici anche nelle abitudini delle generazioni passate. Le cosiddette “regole delle nonne”, che prevedevano l’apertura quotidiana delle finestre al mattino e il ricambio d’aria degli ambienti chiusi, trovano oggi una conferma scientifica nelle dinamiche di dispersione degli inquinanti indoor. Ciò che in passato era semplice buon senso domestico si rivela oggi una misura coerente con la prevenzione dei rischi legati alla qualità dell’aria negli ambienti abitati. Accanto alla ventilazione naturale, le strategie di riduzione dell’esposizione includono anche il monitoraggio del gas tramite appositi rilevatori e, nei casi di concentrazioni elevate, interventi tecnici sugli edifici per limitarne l’ingresso o favorirne la dispersione.

Scritto da: Marco Naponiello

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